[:it]All digital: la debacle delle scuole di Los Angeles[:en]All digital: the Los Angeles schools debacle[:]

[:it]Il progetto del distretto di Los Angeles (1124scuole) di dotare tutti i 640 mila studenti di iPad e’ stato temporaneamente sospeso  (iPad initiative on hold). L’investimento per risollevare i risultati un po’ scadenti degli studenti californiani e’ di 1 miliardo di dollari, a cui si sommano 373 milioni di dollari per infrastrutture wifi. Si tratta del programma  piu’ vasto negli Stati Uniti per la dotazioni digitali per gli studenti. La fase pilota del progetto prevedeva un investimento di 50 milioni di dollari per l’acquisto di 31 mila iPad di cui 25.000 iPad sono già stati distribuiti. I primi problemi si sono verificati già nella prima settimana:  gli studenti hanno  bypassato i blocchi per accedere ai social network per cui è stato vietato agli studenti di portare a casa gli iPad (ovviamente gli studenti hanno già dichiarato che troveranno nuovamente il modo di superare i controlli). Problemi anche sul lato dei costi che sono stati sottostimati: si parla di stime che andrebbero triplicate, t servirebbero almeno 152 formatori per insegnare la gestione dei tablet a scuola e gli eventuali problemi connessi, e si è stimato un costo annuo di manutenzione pari a 20 milioni di dollari, a cui si sommerebbero altri 600.000 dollari per migliorare la gestione della sicurezza. I nodi sembrano venire al pettine: le reti wifi non funzionano e anche i contenuti didattici forniti da Pearson e inclusi nella fornitura Apple non sono completi, anche se in ogni caso la fornitura scadrà ai tre anni. Nel comitato che gestisce l’operazione qualcuno ha messo in discussione la scelta degli iPad proponendo l’acquisto di più economici  e versatili notebok e il sovrintendente John Deasy ha dovuto smentire voci sulle sue presunte dimissioni. Dagli articoli non si capisce che formazione sia stata fatta agli insegnanti e se parallelamente sia stata fatta qualche iniziativa di formazione sul piano metodologico agli insegnanti, ma  da come stanno procedendo le cose non parrebbe. Speriamo che chi conosce il progetto di Los Angeles non dai giornali come me, scriva presto un utile “manuale delle cose da non fare per il digitale nella scuola”, farebbe sicuramente un miglior servizio di quelli che invocano una scuola “all digital”, magari evocando la Corea del Sud o la Finlandia come esempi, senza conoscere nulla dei rispettivi sistemi educativi e delle culture. A margine, mi permetto un momento di orgoglio Associazione Dschola: con il progetto Scuola Digitale in Piemonte, nel 2011 abbiamo impostato la prima introduzione “sostanziale” di netbook nella scuola.. Un percorso che e’ partito dall’analisi del progetto OLPC e che ha visto una prima sperimentazione in un numero ristretto di classi, certo si trattava di altre grandezze, solo 700 netbook per 28 classi, che tuttavia arrivavano in classe, pre configurati da altri studenti con a bordo una selezione di software predefinita’ in collaborazione con insegnanti, e un sistema di sicurezza per la navigazione. A corredo piattaforme di condivisione, formazione degli insegnanti e assistenza in caso di malfunzionamenti (che grazie alla configurazione blindata sono stati molto pochi). Il netbook si portava a casa dalle elementari alle superiori e gli studenti e le famiglie erano responsabilizzate. Un modello perfettibile, soprattutto sul piano didattico, sicuramente ha lasciato qualche docente e qualche studente scontento, ma che alla fine si è dimostrato molto solido.

Per chi fosse interessato segnalo il prossimo Open Day Dschola,  il 28 novembre alle 14.30 presso l’Ist. Avogadro di Torino.[:en]The project in  Los Angeles district (1124 schools) to equip all 640 thousand students with iPad was temporarily suspended (iPad initiative on hold ).

The investment to revive the results a bit ‘ poor students and Californians ‘ of $ 1 billion , which will add $ 373 million for infrastructure wifi .This is the  more extensive program in the United States for the digital equipment for students. The pilot phase of the project involved an investment of 50 million dollars for the purchase of 31 thousand iPad,  which 25,000 have already been distributed. The first problems occurred in the first week  students bypassed the block to access the social network – for these reason it was forbidden for students to take home the iPad (of course students have already declared that they will find a way to overcome the re- controls). There are also problems  on the cost side that have been underestimated: estimated costs should be tripled and it would need at least 152 trainers to teach the management of the tablet at school and any related problems, and it is estimated an annual cost of maintenance of 20 million dollars , which would be added another 600,000 dollars to improve safety management. The nodes appear to be coming home to roost: wifi networks don’t work and also the educational content provided by Pearson and Apple included in the delivery aren’t complete, although in each case the provision will expire in three years. In the committee that manages the operation has anyone questioned the choice of iPad proposing the purchase of cheaper and more versatile notebok: Superintendent John Deasy had to refute rumors about his alleged resignation. From the articles it’s not possibile to understand it teaches were trained  in terms of methodology. I hope that someone who knows the project of Los Angeles in deep,  will  soon write an useful “guide of things to do for digital school” , would definitely a better service to those who call a school “all digital “, perhaps evoking South Korea and Finland as examples , without knowing anything of their education systems and cultures.

On the sidelines, I beg a moment of pride as Dschola Association: with the project Digital School in Piedmont, in 2011 we set up the first introduction of “substantial” netbook in school. We started with an analysis of the OLPC project and wiht a first trial in a small number of classes, then the model was used for 700 netbook for 28 classes. The provided netbooks, was provided to  the pupils, pre- configured by other older students with a selection of default software on board,  selected in collaboration with teachers , and equipped  for a safe navigation. Teachers were provided by a content sharing platforms, teacher training and assistance in the event of a malfunction (which thanks to the reinforced configuration were very few). The netbook is brought home from elementary and high school students and their families were accountable, A perfectible model, especially in terms of training, that maybe left some faculty and some student discontent  but in the end it proved to be very solid.

For those interested Dschola mark next Open Day on 28 November at 14.30 at the Institute . Avogadro di Torino .[:]

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