[:it][Global Voices] Cedric Kalonji: fotografare il Congo[:]

[:it]Global Voices in italianoCedric Kalonji è un reporter di Radio Okapi e autore di quello che si può considerare il blog più popolare del Congo.

Ma oltre al suo lavoro in radio e al blog, Kalonji è anche un prolifico fotografo e in questi ultimi giorni ho fatto un giro sul suo photostream su Flickr.

Kalonji usa le sequenze fotografiche per raccontare storie comuni, ad esempio di come la rapida erosione della Binza Ozone nei sobborghi di Kinshasa minacci sempre di più le case, a causa delle forti piogge:

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[:it][GlobalVoices] Dal diario di una zitella egiziana inacidita[:]

[:it]Lo scorso marzo, Eman Hashim ha scritto questo post [Ar] in cui si chiedeva perché le donne egiziane musulmane abbiano bisogno di un “wakeel” – un uomo che firmi il contratto di matrimonio a loro nome. Occorre spiegare: a differenza delle culture occidentali, dove il padre concede benevolmente la sposa con la sua approvazione e benedizione, nell’Islam un matrimonio è “difettoso” se il padre, o nel caso il padre sia morto, lo zio, non gestiscano per conto della sposa tutta la burocrazia e le procedure relative. Molti sceicchi disapprovano l’idea che una ragazza (soprattutto se non è mai stata sposata prima e si suppone che sia vergine) voglia sposarsi in modo autonomo. Nel suo post fuori dagli schemi, Eman si chiede:

“Perché una donna in Egitto ha bisogno di incaricare un uomo per sposarsi? Perché le donne devono passare dalla custodia di un uomo a quella di un altro? Io voglio avere di fronte il mio futuro marito quando ci scambieremo le promesse… Ho bisogno di guardarlo negli occhi e di ascoltarlo.. E voglio che lui ascolti la mia promessa di avere cura di lui come una buona moglie musulmana… perché devo avere bisogno di qualcuno che lo faccia al mio posto?”

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[:it]GlobalVoices parla italiano[:]

[:it]Global voice in italianoSta scaldando iGlobal voice in italiano motori la versione italiana del progetto Global Voices Online.

L’iniziativa parte dal Berkman Center for Internet and Society, come progetto volto a valutare l’impatto di Internet sulla società .

L’idea è dare voce a migliaia di blogger nel mondo, sopratutto quelle che provengono dai Paesi che di solito hanno poco spazio nei media tradizionali.

L’edizione italiana sarà coordinata da Bernardo Parrella e si cercano traduttori volontari per il progetto: ci si può candidare attraverso il sito it.globalvoicesonline.org

Aggiornamento del 28 maggio 2008: Un po’ di pubblicità al progetto attraverso due interviste al coordinatore italiano Bernardo Parrella
http://www.visionpost.it/weweb/global-voices-ora-parla-italiano.htm

http://www.apogeonline.com/webzine/2008/05/28/19/200805281901[:]

[:it][Global Voices] Parte su YouTube il canale dedicato al citizen journalism[:]

[:it]Mandare in onda i filmati di citizen journalism è diventato più facile. YouTube, il noto sito di video auto-prodotti, ha appena aperto un nuovo canale esclusivamente dedicato ai video realizzati dai cittadini, chiamato CitizenNews. I vlogger che producono reportage su quanto accade nei luoghi dove vivono possono abbonarsi al canale e informare il mondo.

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[:it][GlobalVoices] Giamaica, Caraibi: Nessun gay nel governo Golding[:]

[:it]Global Voices in italianoQuesta settimana il primo ministro giamaicano Bruce Golding si è recato in visita in Gran Bretagna per discutere con la controparte ingese, ma è stata l’intervista nel programma della BBC Hard Talk del 20 maggio a fare notizia e provocare reazioni nei Caraibi. (La puntata è disponibile in tre video separati su Youtube: 1, 2, 3.)

Alla domanda del giornalista Stephen Sackur sulle attitudini verso i diritti degli omossessuali e dei gay in Giamaica, Golding ha risposto:”Abbiamo una lunga tradizione culturale contro l’omosessualità . Penso che stia cambiando. Credo che ci sia una maggiore accettazione ora verso le persone che hanno diversi stili di vita e che la loro privacy vada rispettata”. Ma poi Sackur ha citato una sua affermazione fatta durante la campagna elettorale dello scorso anno: “Gli omossessuali non troveranno alcuna consolazione in nessun governo formato da me”. Sackur ha chiesto: “Non sarebbe doveroso considerare le persone per i loro meriti – per una posizione in un ufficio di gabinetto, come per qualsiasi altra parte del governo?” La risposta di Golding è stata inequivocabile: “Un primo ministro deve decidere come vuole rappresentare il popolo giamaicano per una posizione ministeriale le cui unzioni andranno svolte senza paura, senza favori, senza intimidazioni… La Giamaica non permetterà che le vengano imposti dei valori dall’esterno.”

L’intervista, e l’affermazione di Golding secondo cui non c’è posto per gli omossessuali nel suo dicastero, è stata ampiamente ripresa e dibattuta dai media giamaicani, e animatamente discussa in programmi radiofonici, spettacoli, giornali, lettere e perfino nella blogosfera. In un editoriale, il Jamaica Gleaner definisce quelle battute come “Stupidaggini omofobiche e il fallimento della leadership”, ma molti giamaicani sembrano compiaciuti e orgogliosi che il loro primo ministro resista a quella che considerano una pressione internazionale per conformarsi ad un morale loro aliena.

Solo un paio di blogger giamaicani hanno commentato la questione nei giorni successivi alla messa in onda dell’intervista e il loro tono è apparso decisamente misurato. Dennis Jones, enconomista giamaicano che vive nelle Barbados, ha cominciato dichiarando che non c’era nulla di cui sorprendersi nelle dichiarazioni di Golding. Secondo quest ultimo, ha scritto Jones

…il calcolo politico è che una persona dichiaratamente gay è un rischio – ciò vale per molti Paesi, anche in quelli che proclamano una visione più liberale della Giamaica in fatto di omossessualità . Nei Caraibi essere aperti verso l’omosessualità è un suicidio o un invito a serie violenze, e la Giamaica è proprio uno dei posti dove questo potrebbe accadere più facilmente.

Ma poi ha aggiunto:

Mi preoccupa di più il fatto che ritenga i gay uguali agli altri secondo la legge giamaicana – ciò per me significa “essere economicamente dalla parte della verità ”… Mi preme di più capire come pensi di costruire per me e per tutti i giamaicani una società che sia meno prona verso quelli che si ammazzano fra di loro e in cui la brutalità della polizia non diventi fatto comune.

Francis Wade, blogger di Moving Back to Jamaica, è stato più esplicito:

Il mio Primo Ministro ha appena comunicato al mondo che è un bigotto, e che odia i gay, e che è pronto a negare a chiuque sia gay una posizione che gli spetta solo perché è omossessuale.

Vediamo meglio cosa significa ciò. Un uomo gay, una donna lesbica, una persona bisessuale… tutti costoro troveranno la porta chiusa a prescindere da quali siano le loro qualifiche.

Credo che dovremmo preoccuparci delle consequenze tangibili del nostro bigottismo collettivo prima che possa cambiare qualcosa, perchè adesso le cose andranno sempre peggio per noi.

In un altro post, Wade sottolinea:

[Golding] si è espresso come qualsiasi giamaicano qui a Kingston, ha solo fatto dei commenti più miti rispetto a quelli dell’uomo della strada. In Giamaica, si dice che nessuno può dire veramente cosa pensa, perché il mondo non potrebbe accettarlo.

Tuttavia, nel resto del mondo, immagino che quelle espressioni nel programma HardTalk della BBC siano sufficienti per provocare oltraggio, boicottaggi, dimostrazioni e richiami affinché la Giamaica entri a far parte delle nazioni civilizzate.

I blogger di tutti i Caraibi hanno fatto sentire le proprie opinioni. Due blogger delle Barbados hanno dato pieno sostegno a Goldin. Bajan Global Report ha scritto:

La Giamaica non è l’unica isola dei Caraibi ad avere specifiche leggi contro gli omossessuali, ma a causa della sua notorietà mondiale per via della musica, è in atto una campagna per screditarne l’immagine all’estero… Per quanto siano potenti gruppi a favore dei diritti dei gay, saranno sempre fuori dal seminato quando tentano di mettere sotto un Paese sovrano.

Barbados Underground, descrivendo l’omosessualità come un “argomento irritante”, ha suggerito che “il movimento omosessuale è diventato una forza implacabile”, e ha espresso la speranza che il governo della Barbados possa seguire la guida di Golding.

D’altro canto, il blog di Trinidad The Liming House descrive l’omofobia caraibica come “una palude di puritanesimo Vittoriano e fondamentalismo religioso combinato con una estrema interpretazione di mascolinità e intrisa con un senso nazionalisto da Paese in via di sviluppo e affermazioni post-coloniali di sovranità ”. Ma Liming House sostiene che “i Caraibi, nell’affermare i diritti di sovranità , devono assumersi anche sovranità responsabile” e cita una lettera pubblicata sul Jamaica Gleaner che chiede una legislazione specifica per i crimini contro le minoranze:

In realtà , basta solo una dichiarazione o il sospetto di essere omosessuali in qualche comunità giamaicana perché si venga attaccati e brutalizzati. Dei molti casi che sono arrivati all’attenzione pubblica di uomini “gay” picchiati e persino uccisi, solo pochi lo sono stati perché trovati in situazioni compromettenti. Eppure vengono condannati e, in quelli che appaiono eventi sanzionati, ecco ripetersi scene fin troppo familiari.

Nel frattempo, apparentemente per caso, due giorni dopo la messa in onda dell’intervista di Golding, A Radical in Bermuda ha diffuso un’appassionante appello per la creazione di “un movimento autonomo di liberazione queer”:

Un movimento in cui gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e tutti quelli che non rientrano nella ristretta visione della normalità sessuale e di genere possano ritrovarsi e costruire le proprie richieste e sviluppare leadership e potere propri.

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[:it][Global Voices] Argentina: la campagna e il conflitto sociale[:]

[:it]ArgentinaGlobal Voices in italianoNel corso degli ultimi due mesi, l’agenda politica argentina è stata segnata dal conflitto fra il governo e “la campagna”, una generica denominazione che raccoglie diversi gruppi: dai grandi proprietari terrieri alle compagnie private che affittano la terra per la raccolta della soia, ai piccoli produttori e contadini. I problemi sono iniziati quando il Governo ha annunciato la decisione di aumentare le tasse sull’esportazione dei prodotti agricoli, in particolare sulle granaglie.

Questa tassa è conosciuta come “retenzione” e permette al Governo di ottenere una parte del ricavato del totale delle vendite, che porta molto guadagno ai produttori, grazie alla politica economica che in questi ultimi anni ha mantenuto un valore molto alto del dollaro in relazione alla valuta locale.

Di conseguenza, è molto conveniente esportare perché si viene pagati in dollari mentre i prezzi locali sono in pesos, valuta di valore inferiore. Mentre questo scenario sta cambiando a causa dell’alto tasso di inflazione locale, ci sono ancor molti incentivi a vendere all’estero. L’incremento delle retenzioni era basato su uno schema mobile: con l’aumento del prezzo internazionale aumentava anche il tasso di cambio.

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Foto di un posto di blocco nella provincia di Córdoba,
scattata da Pablo David Flores e usata con licenza Creative Commons.

Ad esempio, attualmente l’industria della soia paga il 40%-45% di tasse. L’aumento ha portato ad un duro conflitto: per settimane, i settori collegati alla campagna hanno bloccato le strade e non hanno permesso la circolazione dei camion che trasportavano granaglie, latte e carne. Il risultato è stata la scarsità di molti prodotti di base nelle grandi città . Pur se le proteste sono state temporaneamente sospese in due occasioni, è ancora forte il conflitto fra il Governo, che non ha ridotto le tasse, e quei settori collegati alla campagna, che richiedono invece la diminuzione delle tasse.

Ma qual è stata l’informazione fornita dai blogger sul conflitto fra il Governo e “la campagna”? Vediamo qualche opinione.

Cominciamo da quei blogger che hanno un punto di vista critico sulle proteste. Su Debate Politico [es] è stato pubblicato l’intervento di Adolfo Perez Esquivel, difensore dei diritti umani in Argentina e Premio Nobel per la Pace. Egli sostiene che “le grandi compagnie nazionali e internazionali della soia stanno manipolando e facendo pressioni sul Governo per abbassare la retenzione. Fanno milioni, ma ne vogliono sempre di più, e non si preoccupano dei danni ambientali, delle conseguenze delle monoculture, della riduzione delle foreste naturali, dell’uso indiscriminato dei pesticidi, e della salute e del nutrimento della popolazione”.

Su Arte Política [es] è riportato un comunicato del Frente Campesino (Fronte Contadino), in cui si criticano le proteste dei settori collegati alla campagna. Su Claro de Luna [es] si analizza e critica la posizione dei settori in favore di misure forti per il settore agricolo, con il tentativo di identificare “la campagna” con “la nazione”. E infine, su Los Tres Chiflados [es], blog che raduna vari economisti, Larry, uno degli autori chiede scusa “per il secondo atto più antidemocratico dal ritorno della democrazia”, in riferimento alla decisione dei settori collegati alla campagna di chiudere le strade e provocare la scarsità di scorte alimentari nelle grandi città .

Prima di passare ai blog che criticano il Governo e hanno una posizione più favorevole nei confronti della campagna, vale la pena di dare un’occhiata a due materiali interessanti. Da un lato Andy Tow [es] ha realizzato una mappa delle strade chiuse e del coefficiente Gini, che misura il grado di sperequazione economica fra la popolazione. La sua conclusione: dove esiste minore sperequazione si sono avute le proteste più accesse. Ma, elemento interessante, c’è stata anche una coincidenza fra le aree della protesta e quelle dove si raccoglie la soia, le maggiormente tassate. Dall’altro lato, un gruppo di persone nella provincia di Entre Rios che si occupano design, hanno diffuso un ritratto della Presidente Argentina, Cristina Fernandez, in un campo di soia.

L’altra fazione ha scelto di difendere “la campagna” e ciò ha portato a dure critiche contro il governo Kirchner. Interessante notare come molti di questi blog a sostegno delle posizioni della campagna siano stati creati dai produttori che partecipano alle proteste. Marca Liquida [es] critica il discorso del Governo sulle conseguenze negative della coltivazione di soia, sottolineando, ad esempio, come ciò non generi occupazione. Su Patria Chacarera [es] si sostiene che il Governo non vuole risolvere nessuno dei problemi che portano al conflitto e che, nei fatti, vanno incentivando le reazioni di protesta. Obiettivo di questo blog rimane tuttavia quello di pubblicare post a sostegno delle ragioni di coloro che ritengono le retenzioni solo misure fiscali inique. Un altro blog, Viva el Campo [es] sta raccogliendo le firme per una petizione su Internet, allo scopo di dare sostegno alle proteste per l’incremento delle retenzioni. Un gruppo di produttori di Trenque Lauquen, della provincia di Buenos Aires, hanno creato un sito [es] per spiegare le loro ragioni a supporto delle manifestazioni. E su Refundar la Republica Argentina [es] non si risparmiano attacchi e insulti alla politica agricola del Governo.

In questi giorni, infine, i gruppi che rappresentano i settori della campagna hanno interrotto le misure di protesta e hanno ripreso i negoziati con il Governo, con l’obiettivo di modificare l’aumento delle tasse sull’esportazione. Ma l’accordo, per ora, non sembra affatto vicino.

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[:it][GlobalVoices] La vittimizzazione di donne e bambini egiziani[:]

[:it]Global Voices in italianoFantasia è una ragazza che sogna un futuro migliore per le donne egiziane. Scrivendo di sé, dice:

“Sono fiera di essere una ragazza e voglio farlo sapere a tutte le donne. Credo nella superiorità femminile in opposizione a tutte le false affermazioni che sono state distribuite nella storia per provare il contrario. Voglio che le ragazze, specialmente nel mio paese, comincino a credere in se stesse e siano valide cittadine che si uniscono attivamente alla forza lavoro per spingere la loro società verso cambiamenti positivi”.

Il Mondo di Fantasia solleva questioni cruciali che nel loro insieme rallentano la società egiziana; precisamente, i diritti delle donne, la violenza contro donne e bambini, e in generale i fraintendimenti sulla relazione uomo-donna nella società egiziana e nel mondo arabo. In un recente post, lei affronta la questione di come donne e bambini siano resi vittime dalle tradizioni, dalla legge e dai Fratelli Musulmani.

Nel suo post, Fantasia colpisce le fondamenta delle leggi che regolano i diritti dei bambini, recentemente emendate in seguito all’acceso dibattito avutosi in Egitto. Gli articoli sono stati rivisti a causa dell’agguerrita resistenza della Fratellanza Musulmana che occupa 88 seggi nel Parlamento egiziano. Costoro “deturpano qualsiasi posizione a cui si oppongono, e la rappresentano nel modo più orribile al pubblico in modo che solo loro possano essere considerati una fonte attendibile di informazione e di giudizio autorevole”, scrive Fantasia.

Con una profonda intuizione, Fantasia tratteggia la vita di una tipica madre egiziana come quella di un inferno in terra; lei non ha voce in capitolo sui figli che vorrebbe avere, perché fino a quando il marito vuole averne, è suo dovere essere una moglie obbediente e dargli i figli che lui desidera dal profondo del cuore.

“poi è lei ad essere responsabile della crescita di quei bambini, educandoli da sola (come se fosse una madre single), occupandosi della loro salute, portandoli a scuola, aiutandoli nei compiti (se possiede un qualche livello di istruzione), oltre alle comuni faccende domestiche, naturalmente, e soddisfando il marito in ogni modo possibile. Ciò significa che praticamente questa donna non ha mai la possibilità di avere un momento per sè stessa”, aggiunge Fantasia.

Questa è una situazione tutt’altro che rara in Egitto, dove l’uomo ha il diritto di picchiare la moglie e i bambini quanto e duramente come vuole, e non può essere perseguito a norma di legge – a meno che uno di loro muoia a causa delle percosse. Perché?

“Perché un pugno di uomini, pazzi e sadici, hanno stabilito che questo è uno strumento previsto dalla legge per disciplinare la moglie e i figli di un seguace dell’Islam! Ciò non è assolutamente vero”, spiega un’unfuriata Fantasia.

Nel 2008, e per la prima volta, in Egitto sono state approvate nuove leggi a tutela dei bambini. Secondo Fantasia, queste norme includono:

1- Proibizione della pratica della Mutilazione Genitale Femminile (MGF) rendondola un atto criminale punibile per legge.

2- Le percosse violente contro i bambini da parte dei genitori sono da considerarsi una violazione dei diritti dei bambini, e danno alle autorità il diritto di perseguire i genitori in caso di ferite gravi e che siano causa di disabilità .

3- Innalzamento dell’età minima per il matrimonio per le donne a 18 anni; nessuna donna al di sotto questa età non può ottenere un certificato legale di matrimonio.

4- Consentire alla madre di registrare i figli con il proprio nome in caso di concepimento e nascita di un bambno al di fuori del vincolo matrimoniale.

I Fratelli Musulmani si sono opposti sostenendo che [Ar]:

1- La MGF dev’essere lasciata come possibilità . Se i genitori intendono preservare la “castità ” delle figlie tramite questa procedura, vuol dire che questo è il loro modo di proteggerla e decidere per il suo bene!

2- I Fratelli Musulmani considerano la proibizione delle punizioni corporali un’importazione dei costumi delle società occidentali, sostenendo che si tratta di metodo per la disciplina dei bambini autorizzato dall’Islam.

3- I Fratelli Musulmani apprezzano l’idea dei matrimoni fra bambini al fine di preservare la loro castità e la formazione di una giovane famiglia.

4- I bambini che sono frutto di una relazione peccaminosa dovrebbero essere condannati per il fatto di avere una madre adultera. Se questa legge fosse accettata, la società e i legami familiari ne soffrirebbero, e uomini e donne non avranno più nulla che impedisca loro di fornicare liberamente.

“Si.. si. Grandi macho! È davvero questo che dice la la religione? E noi dovremmo credere a tutto ciò, vero? Così, secondo voi l’Islam è una religione che premia uomini sadici, psicotici e brutali, che puniscono donne e bambini, dei rifiuti umani, insomma? Ora, fatemelo dire chiaramente. Secondo voi stiamo adorando un pazzo in cielo.. questa entità nel nome di cui parlate non potrà mai essere una divinità di alcun tipo… egli non può neppure raggiungere il livello umano! Che massa di psicotici siete! Scommetto che perfino il demonio ha più valori morali di voi,” conclude Fantasia.

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