Aiuto! Ho la sindrome della Signora in giallo!!

Angela Lansbury alias signore in gialloLa storia è questa.. nella settimana di ferragosto, complice la chiusura aziendale e altre vicende, ho passato molte ore (tanto per cambiare) a navigare in Internet, leggere, studiare, ecc

Capita che leggendo questo libro, scritto da Laura Balbo, già ministra delle pari opportunità nel governo Dalema e sociologa, mi metto a cercare informazioni sulle consigliere di parità .. e capito sul sito di una consigliera di parità . Mi compare un minaccioso avviso di “sito malevolo”. Non oso proseguire e pensando di fare una cosa utile lo segnalo all’indirizzo di posta indicato. Dopo qualche giorno ricevo un avviso che la mail non è stata consegnata perchè la casella a cui fa riferimento è “over quota”. Provo ad avvisare il webmaster del sito ma non esiste un indirizzo a cui scrivere. Allora provo con ufficio stampa e urp. Niente da fare tutte, dopo qualche giorno le caselle rimbalzano perchè “over quota”. …

Non è finita. Ho preso una multa per eccesso di velocità , probabilmente facevo i 75 all’ora dove il limite era di 70 perche’ mi comunicano che, pur con la franchigia del 5%, comunque supero il limite, arrivando a 71,5 km/h (mi piace pensare che sia colpa di Berlusconi che ha tolto l’ICI e così i Comuni per raccattare soldi, spremono dove possono). Decido di provare l’emozione di pagare la multa online… anche qui le cose non sono andate proprio benissimo… per farla breve ho pagato all’ufficio postale.

Ora mi chiedo, non è che porto sfiga come la Signora in Giallo, che quando cerco di usare un servizio online va tutto in vacca? epanto simosonized

Non sto a dire che la Vodafone mi ha scritto che mi cambia il piano tariffario, ma quello nuovo, sul sito di Vodafone non l’ho trovato.

Della storia della dismissione del contratto telefonico ho già scritto, anche se ho saltato la parte in cui al 187 vi dicono di guardare sul web e poi sul web c’e’ scritto che l’operazione si puo’ fare solo per telefono, ma poi dovete comunque scrivere. Ah, i 23 euro non sono mai arrivati.

E comprando online (da NewYork le magliette arrivano puntuali e integre come purei libri di Amazon.uk) libri in Italia, nonostante mail e telefonate a venditore e corriere, ho intercettato il pacco (danneggiato) per un pelo al deposito prima che tornasse al mittente.

Insomma io mi sento più così, nel senso che come i Simpson, nonostante tutto ci provo.

Ah, se vi serve una bug-buster, sono qui.

Turista-fai-da… formatore

 Rising Voices

 cyber cafePer chi volesse coniugare vacanze, volontariato e…Â media sociali, potrebbe essere utile sapere che ci sono molti progetti che richiedono competenze tipiche da blogger.

Uno di questi progetti è Rising Voices.
(Nella foto due giovani donne indiane che hanno imparato ad usare il computer grazie a R. V.) Al Summit di Global Voices, nella sessione dedicata ai progetti attivati l’anno scorso in Africa, India, Madagascar, Giamaica, Bolivia. al momento delle domande qualcuno ha chiesto “comepossiamo aiutarvi?” e la risposta e’ stata: “ci servono persone che abbiano voglia di passare un paio di settimane da noi, che sappiamo fare un sito web, che abbiano voglia di insegnare come si acquista visibilità attraverso un blog”

Rising Voices non e’ l’unico progetto che cerca questo tipo di volontari…Â per saperne di piu’ “I progetti di Rising Voices, un altro modo di viaggiare”.

Per ulteriori curiosità contattare direttamente David Sakai che è il direttore del progetto Rising Voices.

Qui habet aures audiendi audiat

Insomma me lo sono chiesta anche io, ma non è che fare sta cosa della traduzione volontaria, qualche professionista si risente?

Vero è vero che:

– citizen journalism e blogger, stanno mandando a casa i giornalisti professionisti.. tagli nelle redazioni, giornali che pubblicano esclusivamente in rete… e non parliamo di fotografi o di cineoperatori (chissa se si chiamano così…)

e gli editori? lulu, blurb… tutti posso stamparsi il proprio libro, senza il filtro dell’editore.

e non parliamo dell’indotto della stampa, tipografi, linotipisti..

del resto penso non esistano più le donne che colorano a mano i fumetti (mi ricordo che da piccola ‘sta cosa mi aveva colpito..in tv avevo visto un programma che spiegava come si producevano i cartoni animati alla disney.. e dicevano che per colorare erano meglio le donne)

e l’ufficio tassonomie? quelli che decidono le categorie delle pagine gialle, che tanto si sbagliava sempre… se cercavi “municipio” era sicuramente sotto “citta’”, se cercavi sotto “ospedale” dovevi andare a “azienda sanitaria”.. secondo me sotto sotto si divertivano, a costruire piccole “cacce al tesoro”… poverini anche loro come le signore-coloriste.

i rigattieri? spariti, oggi aprono negozi su ebay.. ma non ci sono neanche piu’ gli spazzacamini, chissa come fanno quelli che hanno il caminetto

i maniscalchi? quelli ci sono ancora, pero’ hanno una specie di officina mobile, vanno dove c’e’ il cavallo da ferrare, tirano fuori la forgia e l’incudine e pin, pun un pezzo di ferro diventa un “ferro di cavallo”

e quei simpatici cambiavalute nei loro bugigattoli? pure i bancari stiano all’occhio.. qui ci si sta organizzando, social lending si chiama… e i pubblicitari non se la ridano troppo

bibliotecari, insegnanti.. e’ gia’ un po’ che sono sotto pressione…

e i traduttori? quelli che cesellano le parole, che si arrabbattano per riprodurre lo stile dell’autore… quelli che quando leggi Quenau o Vian, ti chiedi ma che salti mortali avrà fatto il traduttore per ricreare gli stessi giochi linguistici…

L”amatorialismo di massa” fa saltare rendite di posizione e se certi mestieri sono destinati a sparire, altri dovranno adattarsi alle trasformazioni, ma di sicuro è triste vedere la difesa di categoria passare attraverso meschine insinuazioni perché la professionalità è sempre riconoscibile e riconosciuta.

Nero su bianco – Focus su editoria e lettori in Piemonte

Alla Fiera del libro ho recuperato questo libretto che riporta l’indagine UnionCamere sul comparto editoriale in Piemonte. Il titolo (Nero su Bianco) è una citazione da Calvino (Il Sentiero dei Nidi di Ragno) e contiene oltre che dati storici sull’editoria locale, dati sulle imprese (circa 2000) della regione. La parte che mi è interessa citare qui, è quella relativa ai lettori. Partendo dai dati Istat 2006, Unioncamere ha fatto un approfondimento somministrando 1309 questionari fra gennaio e febbraio 2008.

In sintesi: l’87% dei piemontesi ha letto almeno un libro nell’ultimo anno (esclusi testi scolastici e professionali); i non lettori (13%) sono concentrati nella fascia d’eta sopra i 70 anni, i lettori forti (quelli che hanno letto piu’ di 11 libri) sono il 15,2%, in media un lettore legge 6,59 libri e spende circa 90 euro.

I libri si comprano in libreria (piccola o grande e piu’ o meno lo stesso (33% e 32%), negli ipermercati (21%) , un po’ in edicola (12%) e pochissimo in Internet (4%), in Fiera (5%) o per corrispondenza (3%).

Molto interessante il capitolo su” I mestieri del libro: tendenza e scenari” a cura di Mediasfera (Ortoleva e Verna), in cui è evidenziato come e’ cambiato il modo di produrre i libri grazie alle reti (si cita Skype come strumento di interazione a distanza).

Quello che cambia molto è quello che succede dopo la pubblicazione, e qui cito:

“Diventa sempre più evidente che la differenza, un tempo netta, tra l’attività (generalmente privata) degli editori e quella delle biblioteche (generalmente pubblica) lascia il posto ad un continuum di fatto, in quanto le biblioteche si fanno in misura crescente editori digitalie la produzione di libri tende a convergere con la produzione di servizi di consultazione. Meno evidente, per ora, è infine il prolungarsi della vita del libro nelle reti di scambio sociale, fenomeno più palese per altri media: dalla promozione alle recensioni, alle forme varie di rielaborazione, i libri cominciano ad apparire in blog e forum anche se non si assiste ancora a fenomeni di massa come quelli che si registrano su YouTube per videoclip, programmi tv e film. Il segnale più significativo della sensibilità ancora relativamente ridotta dell’editoria italiana al mondo della rete si può trovare nei siti della quasi totalità delle case editrici, creati e gestiti generalmente con risorse residuali, che solo in pochi casi si presentano come strumenti da un lato, di vendita e, dall’altro, di efficace dialogo con i lettori. “

Queste riflessioni sono quanto ci ha portato a ragionare con un gruppo di persone sul rapporto fra Internet, reti sociali, libri, librerie e biblioteche. Di fondo condividiamo la passione per la lettura e siamo quasi tutti aficionados (come si chiamano quelli che partecipano alla reti sociali? screttori come dice Dekerkchove?) di Anobii o Librarything, stiamo cercando di ragionare sulle diverse possibili ibridazioni e potenziamenti reciproci di alcuni servizi.

A chi la cosa interessasse, ci può trovare su biblioduezero.ning.comÂ

passata la fiera….

….e anche questa volta, comunque sia andata, è stato un successo (avrebbe potuto essere altrimenti?)

La manifestazione anti-fiera-pro-palestina si è svolta per fortuna senza nessun guaio particolare e i marcantoni del Mossad in giro per la Fiera non sono stati particolarmente invadenti.

L’incontro su web 2.o ed editoria è stato consegnato ai posteri (articolo e video) mentre se vi interessa quello sul PC dei poveri (XO) potete scaricarvi queste slide.

ebookHo conosciuto le persone di Simplicissimus e toccato i nuovi ebook: iliad, cybook, kindle.. peccato abbiano ancora  prezzi ancora elevati (intorno ai 500 euro) , perché la tecnologia usata per gli schermi non ha nulla a che vedere con quella dei PC e consente un confort di lettura paragonabile a quello della carta.

Viste anche le lavagne interattive che il Ministero della Pubblica Istruzione ha finanziato per le scuole… ma soprattutto è stato bello vedere qualcuno usarle

Ho seguito la presentazione di Bookerang e mi piace molto anche il modello di Pickiwicki: l’ibridazione fra web2.0 e librerie ormai è avviata. Peccato che invece sembri molto più difficile quella con le biblioteche.

Ho molto apprezzato la presentazione del libro sulla Shoah nel Cinema, della casa editrice LeMani e invece non mi è piaciuta molto quella sui bambini e i media, che non sono riuscita a seguire fino alla fine. Mi sono persa Ascanio Celestini che è stato anticipato.

Ho comprato come al solito più libri del necessario e non ho trovato quelli che cercavo, mi piacerebbe trovare più editori stranieri (niente di esotico, ma una scelta di libri di case editrici straniere non guasterebbe), lo stand con le riviste non c’era o non l’ho più trovato.

Premio originalità alla casa editrice toilet.it e premio simpatia per Volontari dello sviluppo dove ho trovato questo libro.

Storie di vita ordinaria

“sorridi sei ascoltato” – dice lo slogan per gli operatori dei call center, o almeno cosi’ ci racconta Alessandro Tota, su Internazionale del 18 aprile, attraverso i fumetti nella rubrica graphic journalism.

“E’ normale” – mi dice oggi Michele dal call center di Telecom.

“Come e’ normale, scusi?, ho mandato una raccomandata per dire che chiedevo la rescissione del l contratto perche’ l’intestatario della linea era deceduto, e voi mi avete mandato un assegno non trasferibile per il saldo negativo delle bollette intestato ad una persona che non c’e’ piu'”

“E’ normale, perche’ risulta l’intestatario della fatturazione. Ora lei deve mandare indietro l’assegno con un’altra raccomandata per comunicare che l’assegno non puo’ essere riscosso, in quanto l’intestatario e’ deceduto.”

E pensare che se non fosse stato per le pagine di Tota o per la lettura di Sans Papier di Maurizio Ferraris, che scrive “L’alleanza tra sito e call center è l’unico caso nella storia in cui “eseguivo gli ordini” può valere come giustificazione. Quod erat demonstrandum: sotto un profilo tecnico, e ovviamente solo per ciò che attiene all’esecuzione dei suoi compiti lavorativi, l’addetto di un call center non è una persona, sebbene sappia rispondere sensatamente alle nostre domande.” avrei rinunciato a quei 23 euro…

Tramite Anobii, ho conosciuto questo blog e letto il post l’ultimo finanziamento : e mi sono detta allora e’ vero! Siamo una città laboratorio… dove le cose succedono prima! già da qualche anno ormai, le pubblicità di imprese funebri qui non fanno più scalpore (in questi giorni se ne discute a Padova).. da tempo diffidiamo di chi ci “da’ consigli in ospedale”, la signora non lascia che approfittino del suo dolore e volendo si puo’ rendere “onore alla storia di una vita”. Tuttavia il funerale da pagare a rate, ha colpito anche me.. Non sono una maniaca del genere, ma passo molto tempo in coda in macchina (Torino e’ una citta che non stai mai ferma, e quindi a causa dei molti lavori sono i torinesi a stare fermi in coda) ascolto la radio e qualche volta guardo le pubblicità . Mi sono chiesta … ma e il famoso detto “per pagare e morire c’e’ sempre tempo”? e poi come funziona, pagamento anticipato in comode rate? il loculo come forma di investimento immobiliare? lo so c’e’ poco da scherzare… in ogni caso nell’indice Istat è previsto

il mio primo barcamp…torino 2008

logobarcampto2008

Stamattina sono passata velocemente al Circolo dei Lettori, una bellissima sede che, questa volta mi ha fatto un effetto stranissimo.. nonostante gli stucchi, gli specchi e le tappezzerie ottocento delle sale, sembrava il posto ideale per un evento non organizzato e non strutturato come il barcamp, salette contigue, da cui entrare e uscire per scegliere quale presentazione seguire.. ho sentito a pizzichi e bocconi, solo tre presentazioni (tra qui quello delle mondine di novi), il clima mi e’ piaciuto moltissimo. Complimenti a tutti quelli che ci hanno messo energia ed entusiamo.

vacanze,tempo di letture2

Immagine di Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani
Confesso che alla Fiera del Libro ho acquistato questo libro perché sono un’affezionata cliente della Instar libri, perché l’autore è di Torino… e perche’ il titolo era molto strano (forse cosi’ l’autore perdonera’ l’editore :-).

Il libro è ben scritto, coinvolgente e ne consiglio caldamente la lettura… la filigrana della storia con i fumetti di texwiller, e’ davvero molto azzeccata, e il libro potrebbe essere da subito un film…

ma … solo un un piccolo appunto: fila un po’ troppo tutto per il verso giusto, i buoni sono buoni e i cattivi cattivi e c’e’ il lieto fine.. sara’ che le storie scritte dai torinesi son cosi’…. 😉