Creating value through digital commons

Nel seminario Creating value through digital commons che si e’ svolto al Poli il 14 novembre – il programma –

ho avuto l’opportunità di ascoltare alcuni interventi molto interessanti. In particolare

Jean Michelle Dalle attraverso lo studio della gestione di “bug” o meglio di “superbug” nelle community open source software e nella gestione di “wikibug” in wikipedia, ha dimostrato una differente organizzazione nei processi decisionali e cio’ che e’ emerso che in parte di tratta di processi stigmergici e in parte di gestione consapevole.

per approfondire Stigmergic collaboration : Stigmergic Collaboration: The Evolution of Group Work –http://journal.media-culture.org.au/0605/03-elliott.php

Francesco Rullani – ha parlato di modelli di produzione della conoscenza, per capire se il modello FLOSS possa essere adottato in altri settori. Di particolare interesse i dati relativi ad una survey che confronta le motivazioni ad entrare in una community FLOSS e invece quelle per restare: mentre si entra per imparare o perche’ si ha necessita’ di sviluppare un prodotto, si resta perche’ ci si e’ costruiti un’identità sociale, si scambiano idee e ci si crea un mercato. Da ciò deriva che le politiche pubbliche, più che finanziare lo sviluppo di software, dovrebbero occuparsi di “abilitare” la partecipazione attraverso la riduzione del diigital divide, il supporto alla partecipazione online, la promozione della partecipazione come valore simbolico.

Carlo Daffara ha dedicato il proprio intervento ai modelli di business, presentando i risultati del lavoro svolto all’interno del progetto europeo FLOSSMETRIC, che ha individuato alcuni modelli di base: Dual licensing,SPlit OSS/Commercial, Badgeware, Product specialist, Platform Providers, Selection Consulting

il testo del report:

http://flossmetrics.org/sections/deliverables/docs/deliverables/WP8/D8.1.1-SMEs_Guide.pdf

La cosa che vale la pena di sottolineare e’ che il mix dei diversi modelli cambia di anno in anno. Un altro progetto che vale la pena di seguireè OPENTTT – un progetto finanziato dalla Commissione Europea con l’obiettivo di costruire un ponte fra i due mondi del trasferimento tecnologico e del open source software (OSS), introducendo nuove metodologie per aiutare le imprese nel recepimento di tecnologia e innovazione e applicando le peculiarità del modello open. L’approccio è basato sulla creazione di mini-cluster, gruppi di PMI appartenenti allo stesso settore di interesse ed il loro incontro con sw open source che possa essere adattato per soddisfare i bisogni dei cluster.

Il progetto copre 4 aree tematiche: Logistica e Trasporti, produzione industriale, energia e ambiente e Amministrazioni Pubbliche.

Il prof. COlombo del Politecnico di Milano ha presentato i risultati della sua ricerca sulle startup di tipo “Knowledge intensive” relativamente a tassi di crescita e di sopravvivenza. Ciò che e’ emerso – per certi versi- mi e’ apparso ovvio: ovvero le aziende che crescono e funzionano sono quelle in cui i fondatori hanno un ottimo capitale umano e dispongono di risorse economiche, perche i venture capitalist non investono su cose molto innovative che non capiscono… insommal “the rich get richer”

Per mancanza di tempo non ho potuto seguire gli interventi successivi, ma davvero e’ valsa la pena di partecipare, complimenti quindi a Lorenzo Benussi e Cristina ROssi che hanno organizzato l’evento.

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