[Bambini Vivaci] Articolo tradotto: Richiesta d’attenzione confusa con ADHD

Come già detto, l’idea di questa community nasce a seguito del lavoro del prof. Nigel Mellor, che fa ricerche per capire meglio quando si possa parlare di richiesta d’attenzione piuttosto che di ADHD.

(Nelle campagne segnalate trovate molti materiali su ADHD e anche sulla sua difficoltà di essere diagnosticata e su tutti i dubbi di professionisti sui trattamenti farmaceutici.)

Ancora questa stamattina in macchina ho sentito per caso su RADIOUNO, SPORTLANDIA e negli ultimi 5 minuti c’e’ l’intervista a Elisabetta Armiato,già Etoile della Scala di Milano e sostenitrice della campagna “Perché non accada”.

Nel seguito traduco il testo di questo articolo, in cui appunto il prof. Mellor sostiene come oggi la ricerca sui comportamenti legati alla richiesta d’attenzione sia di fatto trascurata.

Insegnanti e genitori dovrebbero stare attenti a non confondere i bambini che manifestano richiesta d’attenzione con quelli che soffrono della Sindrome di carenza di attenzione e iperattività (ADHD).

Questo è il risultato della ricerca del Dr. Nigle Mellor uno Psicologo dell’Educazione, presentata il 10 Gennaio 2008, alla conferenza annuale a Bournemouth della British Psychological Society’s Division of Child and Educational Psychology.

ADHD è un argomento di crescente attenzione che ha attirato un grande numero di ricerche e interesse, dovuto al numero di bambini che attualmente lamentano questo disturbo, Sfortunatamente, la richiesta d’attenzione è stata largamento trascurata dai ricercatori e i due problemi possono apparire molto simili rendendo il trattamento e l’identificazione dell’ADHD effettivamente molto difficile.

Questa ricerca è stata focalizzata su 15 scuole per un periodo di 3 anni e ha permesso di stabilire che è possibile distinguere fra ADHD e Richiesta d’attenzione, per abilitare i trattamenti da utilizzare in modo appropriato. La ricerca ha permesso di scoprie che i bambini che hanno richiesta d’attenzione generalmente “si comportano male” per ottenere l’attenzione degli adulti vicini e sono in grado di relazionarsi bene con le persone più grandi o più piccole ma non con quelli della stessa età e mostrano ottime capacità linguiste. Nessuno di questi comportamenti è caratteristico dell’ADHD.

Il Dr. Mellor dice: “Va considerato che il tipico supporto per i genitori di un bambino con ADHD generalmente richede da 8 a 12 sedute, e a volte di più, mentre la ricerca di attenzione può essere risolta con un minimo di due fino a cinque sessioni. Essere in grado di identificare correttamente i bambini con ADHD da quelli con richiesta d’attenzione ci permetterà di dare il giusto supporto alle persone giuste.”

Ref: PR1344
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