Nero su bianco – Focus su editoria e lettori in Piemonte

Alla Fiera del libro ho recuperato questo libretto che riporta l’indagine UnionCamere sul comparto editoriale in Piemonte. Il titolo (Nero su Bianco) è una citazione da Calvino (Il Sentiero dei Nidi di Ragno) e contiene oltre che dati storici sull’editoria locale, dati sulle imprese (circa 2000) della regione. La parte che mi è interessa citare qui, è quella relativa ai lettori. Partendo dai dati Istat 2006, Unioncamere ha fatto un approfondimento somministrando 1309 questionari fra gennaio e febbraio 2008.

In sintesi: l’87% dei piemontesi ha letto almeno un libro nell’ultimo anno (esclusi testi scolastici e professionali); i non lettori (13%) sono concentrati nella fascia d’eta sopra i 70 anni, i lettori forti (quelli che hanno letto piu’ di 11 libri) sono il 15,2%, in media un lettore legge 6,59 libri e spende circa 90 euro.

I libri si comprano in libreria (piccola o grande e piu’ o meno lo stesso (33% e 32%), negli ipermercati (21%) , un po’ in edicola (12%) e pochissimo in Internet (4%), in Fiera (5%) o per corrispondenza (3%).

Molto interessante il capitolo su” I mestieri del libro: tendenza e scenari” a cura di Mediasfera (Ortoleva e Verna), in cui è evidenziato come e’ cambiato il modo di produrre i libri grazie alle reti (si cita Skype come strumento di interazione a distanza).

Quello che cambia molto è quello che succede dopo la pubblicazione, e qui cito:

“Diventa sempre più evidente che la differenza, un tempo netta, tra l’attività (generalmente privata) degli editori e quella delle biblioteche (generalmente pubblica) lascia il posto ad un continuum di fatto, in quanto le biblioteche si fanno in misura crescente editori digitalie la produzione di libri tende a convergere con la produzione di servizi di consultazione. Meno evidente, per ora, è infine il prolungarsi della vita del libro nelle reti di scambio sociale, fenomeno più palese per altri media: dalla promozione alle recensioni, alle forme varie di rielaborazione, i libri cominciano ad apparire in blog e forum anche se non si assiste ancora a fenomeni di massa come quelli che si registrano su YouTube per videoclip, programmi tv e film. Il segnale più significativo della sensibilità ancora relativamente ridotta dell’editoria italiana al mondo della rete si può trovare nei siti della quasi totalità delle case editrici, creati e gestiti generalmente con risorse residuali, che solo in pochi casi si presentano come strumenti da un lato, di vendita e, dall’altro, di efficace dialogo con i lettori. “

Queste riflessioni sono quanto ci ha portato a ragionare con un gruppo di persone sul rapporto fra Internet, reti sociali, libri, librerie e biblioteche. Di fondo condividiamo la passione per la lettura e siamo quasi tutti aficionados (come si chiamano quelli che partecipano alla reti sociali? screttori come dice Dekerkchove?) di Anobii o Librarything, stiamo cercando di ragionare sulle diverse possibili ibridazioni e potenziamenti reciproci di alcuni servizi.

A chi la cosa interessasse, ci può trovare su biblioduezero.ning.comÂ

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