[BambiniVivaci] Gestione mentale, qualcuno ne sa di più?

Leggendo quà e la’ ho trovato citata la pratica pedagogica della Gestione Mentale, e ho trovato questa pagina
da cui riporto la parte iniziale che la definisce:

E’ una teoria ed una pratica pedagogica, elaborata in Francia da Antoine de La Garanderie (Ampoigné, 1920).

Questi, – egli stesso allievo con difficoltà di apprendimento-, dopo aver recuperato il suo ritardo scolastico e acquisito numerosi diplomi, una volta divenuto professore di filosofia in classi di insegnamento superiore, si è interrogato sulle ragioni della riuscita o dell’insuccesso scolastico.

Ebbe l’idea, dunque, di interrogare gli allievi migliori con i quali lavorava a proposito della loro riuscita e cercò di comprendere “come” ciascuno di loro operava per prestare attenzione, memorizzare, riflettere, immaginare.

I dati raccolti nel corso delle sue esperienze “in situazione” lo hanno portato ad identificare diversi “profili di apprendimento” degli allievi, profili organizzati a partire dalle loro “abitudini mentali”, le quali non sono altro che i metodi personali di lavoro di cui gli allievi non sono consapevoli ma che, nella vita scolastica, determinano dei veri e propri “comportamenti pedagogici” osservabili.

I comportamenti pedagogici individuali sono una diretta conseguenza delle “abitudini evocative”che ciascuno mette in atto per codificare le informazioni, i messaggi, i contenuti di conoscenza da acquisire. Queste “abitudini” mentali poggiano, in sintesi, su due tipi fondamentali di “supporto”: il primo è uditivo ed è rappresentato dalle immagini di suoni e parole “udite” con la mente; il secondo è visivo ed è costituito da immagini “viste” con la mente.

L’evocazione nel modo visivo si appoggia su immagini visive che il soggetto rivede mentalmente; l’evocazione nel modo uditivo si appoggia su immagini uditive (suoni e parole) risentite mentalmente.

La forma di evocazione dominante favorisce o impedisce l’apprendimento a seconda della sua “somiglianza” o meno rispetto al supporto percettivo di cui si serve l’insegnante nella presentazione dell’informazione o nella richiesta di riutilizzo dell’informazione.

Secondo A. de La Garanderie, dunque,

le abitudini evocative sono all’origine delle attitudini scolastiche: la capacità scolastica non è innata ma è il risultato dell’efficacia evocativa nel riutilizzare un’informazione.

Il compito fondamentale della “pedagogia dell’evocazione” dovrebbe essere, di conseguenza, la “differenziazione” della presentazione del contenuto, la “differenziazione” delle consegne di evocazione e la diversificazione dei modi di restituzione e di controllo.

Qualcuno di voi la conosce e la utilizza?

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