Il patto infranto fra editori e accademia

“Publishers have broken an implicit contract with academics, in which we gave our time and they weren’t too greedy

[Gli editori hanno rotto il patto implicito con gli accademici, in cui noi offrivamo il nostro tempo e loro non erano troppo avidi]

Sono parole del prof. R. Preston McAfee, professore di economia presso il Caltech (Istituto di Tecnologie in California), nonché “Big Thinker” per Yahoo (alla conferenza di quest’anno in India ha esposto la sua teoria della price discrimination, quella per cui lo stesso volo può costare 5 volte di più). McAfee nel 2007 ha scritto un libro di economia e lo ha distribuito gratis sul suo sito, per protestare contro il costo eccessivo dei testi universitari.

“What makes us rich as a society is what we know and what we can do,” he said. “Anything that stands in the way of the dissemination of knowledge is a real problem.”
[“Ciò che ci arricchisce come società è quello che sappiamo e quello che possiamo fare”- dice – “Ogni cosa che ostacola la circolazione della conoscenza è un problema reale”]

L’articolo del Los Angeles Time, Free digital text begins to challenge costly college textbooks in California, da cui sono tratte molte informazioni di questo post, rileva come il costo del college, di cui i libri sono una percentuale non trascurabile, è triplicato dal 1996 al 2004, secondo i rilevamenti di un’agenzia federale, tanto che gli studenti talvolta scelgono il corso da seguire in base al costo dei libri.

Open courseware, Open education resources sono realtà consolidate nelle principali Università americane. E gli studenti non hanno solo un ruolo passivo: in alcuni casi concorrono alla scrittura di parti di testo, nel senso che oltre a contribuire sono “in competizione”.

L’Università della California ha deciso che gli aumenti dei libri di testo creavano discriminazioni fra gli studenti e hanno costituito il Digital Marketplace, un luogo dove i contenuti didattici digitali, sono valutati, confrontati e condivisi, sotto la diretta responsabilità dei vertici dell’Università .

Gli oggetti digitali, stanno creando nuovi mercati, con modelli diversi: quello di FlatWorld Knowledge che partirà a gennaio 2009 prevede che non si paghi il contenuto, ma il supporto digitale /cartaceo; il testo è consultabile gratis online, ed è anche possibile condividere appunti e idee con altri studenti che stanno studiano su quel testo.

Studenti e professori si mobilitano comunque anche da soli: la campagna “Makes book affordable” nasce dalla considerazione riportata all’inizio per cui il mercato dell’editoria accademica non funziona a causa della mancanza di competizione fra gli editori (che ormai si sono spartiti il mercato), gli studenti nonostante siano i clieni non hanno scelta (= potere di influenzare il mercato) e i docenti fanno un po’ la figura degli scemi (non si interessano del prezzo di vendita del libro).

Qualcosa è stato fatto: qui c’è un elenco di libri scaricabili liberamente, ma che volendo si possono anche pagare direttamente all’autore.

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