Reality Check: nerd, giocattoli, pubblicità

Non guardo molto la TV e questo in generale non è bene, perché si perde il contatto con la realtà… cioè con la realtà della TV, che comunque per molti è la realtà reale. Era un po’ che non mi capitava di trovarmi davanti alla TV, nella fascia che per quelli della mia generazione era quella della “Tv dei ragazzi”. Ho visto “cartoni” assolutamente noiosi e tantissima pubblicità di giocattoli. Per i maschietti i soliti pupazzetti da far combattere (una volta erano i soldatini, ora sono muscolosi e potentissimi mutanti protagonisti di manga/cartoon giapponesi) o in alternativa loro bellissimi LAPTOP – quasi come quelli dei grandi – , con la VOCE dei loro guerrieri benianimi. Quasi tutti questi -laptop giocattolo- sono per bambini in età prescolare, e hanno un costo che (su Internet) oscilla fra i 35 e 55 euro. Giocattoli rigorosamente sessisti. Bambine truccate come per le migliori feste queer, tutte alle prese con giocattoli rigorosamente ROSA. No, niente pentoline, che bello, in compenso diari segreti dove scrivere della prima cotta a 6 anni, e la console digitale per la PRIMA SECOND LIFE, con TRE MICROMONDI INCLUSI, CASA, SCUOLA e CENTRO COMMERCIALE!!! Questa è, dicevo la realtà reale di molti

Poi c’è un altra realtà, molto più di nicchia, la realtà di Internet. Questa realtà. La realtà di Punto Informatico e di Alt.Philosophy. Un altro microcosmo, dove c’e’ gente piùinformata e preparata, mediamente più giovane, colta e danarosa, che può permettersi un PC, una connessione. In questa realtà, alla notizia che in due scuole, 50 bambini avranno disposizione un vero laptop, gratis da portarsi a casa per un anno, che useranno, non per giocare ma per studiare, o almeno per provarci, i commenti su cosa si sono focalizzati:

“Dare windows ad un bambino è come dargli le sigarette, gli da dipendenza.”
“spero che almeno abbiano ricevuto qualche buona bustarella dai signori M$ in cambio!”,
“dubito FORTEMENTE che un appalto di questo tipo non abbia visto una proposta economicamente e funzionalmente più vantaggiosa per tutti basandosi su sistemi Linux!”
“Dare a dei bambini in pieno sviluppo fisico degli strumenti totalmente non ergonomici che fanno assumere una postura gravemente sbagliata mi sembra una scelta molto stupida.”
“sperperare danari pubblici in dei giocattoliPerplesso
“e mica li mettevano a bari o palermo eh…turin!”

“>And the cost savings will continue of course.

surely u jest. with microsoft, you are just getting started…

>Not to mention saving on deformed spines from carrying the books. but of course. Welcome to the new century.”

 

[Ma che importa che i PC sono stati dati gratis, senza che nessuno abbia speso una lira, che sia stato possibile fare questa cosa con produttore italiano…e che i PC low cost li ha fatti davvero,

Ma che importa che gli stessi promotori, insegnanti e bambini di questa cosa sono fra i pochi in Italia ad avere avuto davvero fra le mani il “mitico OLPC/XO” di Negroponte, quello “politically correct” ma introvabile e così correct da avere dentro un controllo totalmente opensource – che chiama la casa madre in US;

Eh si, si fanno a Torino – gratis queste cose – mentre DIGISCUOLA è un progetto, finanziato per 25,9 milioni di euro dal Cipe, ha la durata di 18 mesi (giugno 2006 – dicembre 2007) e coinvolge 550 scuole superiori, per un totale di 33.000 studenti e di 3.300 docenti, di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Molise, Sardegna e Sicilia che doveva produrre contenuti …. ah oggi e’ OPEN ACCESS DAY! sarebbe bello poter vedere quanti contenuti sono stati prodotti per 26milioni di euro.. ma non facciamo il gioco di chi vuole mettere il nord contro il sud…

Eh si, questi poveri bambini, si prenderanno la scogliosi… perché in effetti non è stato possibile mettere i libri dentro al PC, perché gli editori non ci stanno.. hanno paura, che poi l’anno successivo, non potrebbero rivendere i loro bei volumi patinati nella nuova edizione…]

 

e in mezzo a tutto questo rumore, loro i bambini… la settimana prossima vado a vedere cosa ci fanno con sti computer, sperando non siano già troppo drogati di windows, e gli chiederò anche se hanno già una second life in un centro commerciale….

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