Anonimato e aborto, secondo Esther Dyson

Internet Evolution (rivista sponsorizzata da IBM sul futuro di Internet) pubblica il 12/12/2008Â un’intervista ampia e articolata, a Esther Dyson.

Esther Dyson è una guru. Futurologa, giornalista, filosofa, venture capitalist, di famiglia bene (padre scienziato nucleare, madre famosa matematica, ecc.). Da sempre super esperta di Internet, tanto che nel1998 è stata fondatrice di ICANN (uno degli enti che regola Internet). Una donna determinata che sembra non abbia avuto grandi difficoltà nella vita, anche se il padre dice che lei non ha avuto mai molte attenzioni in famiglia e che ha deciso di rendere pubblico tutto il suo patrimonio genetico.

Nella veste di venture capitalist mi sembra dica le cose più interessanti, dal futuro di Twitter agli effetti della recessione su Internet, ma su altre questioni è decisamente discutibile, ad esempio quando risponde a una domanda su cosa l’abbia sopresa e delusa dell’evoluzione di Internet:

I’m pro choice, but I think abortion is an unfortunate thing. I think the same thing about anonymity: Everybody should have the right to it, but it’s not something one wants to encourage. And that’s not weasel words, that’s the reality of it.

[Anonymity] should be allowed. People should be able to make that choice, and there are many reasons to make that choice. If you live in an oppressive regime, you may well want people to be able to remain anonymous or have secret communications. But at the same time, it should not be encouraged, and it should be acknowledged that it’s a response to a bad situation.

In sintesi definisce aborto e anonimato , come “cose sfortunate”, “che non devono essere incoraggiate” in quanto si tratta di “risposte a brutte situazioni”. Forse se Esther, non fosse una donna questa dichiarazione mi avrebbe colpito di meno.

La Dyson dimentica che l’anonimato è alla base della democrazia, che persino i deputati votano in modo anonimo, come le fanno notare nei vari commenti su Slashdot, dove la questione aborto è trattata in modo agghiacciante dalla maggior parte dei circa 200 commenti, tuttavia c’e’ anche qualche voce ragionevole, come quella di Todd Knarr, che titola il suo commento “It’s not a perfect world”

Mentre la scelta dell’anonimato può avere diverse sfumature (il più delle volte per tutelarsi ma anche per tenere comportamenti discutibili, se non definitivamente criminali ecc.), per una donna la scelta dell’aborto è sempre una sofferenza, in qualsiasi situazione: ne sono profondamente convinta. Per questa ragione ritengo il paragone inaccettabile.

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