Shock emozionali


Niente sarà più come prima, mi pare abbia detto la Senatrice Finocchiaro in relazione al tentativo del Governo in carica di imporsi sul potere giudiziario, a seguito della vicenda Englaro. Pur se ritengo che quell’espressione sia sempre vera, l’intera vicenda ha creato una tale tensione mediatica e sociale che, al di là degli squallidi calcoli politici, ha prodotto e produrrà ricadute di tipo diverso sulla nostra vita.

Non parlerò di Cossiga che ieri “anche in conseguenza dei recenti comportamenti istituzionali del Presidente della Repubblica, ha presentato un Disegno di Legge per l’abrogazione dall’articolo 278 del codice penale, che prevede come reato l’offesa all’onore o al prestigio del Presidente della Repubblica”.

Non parlerò neanche dei religiosi che si esprimono per mezzo delle loro istituzioni “Il caso di Eluana Englaro non può considerarsi chiuso, né la sua può essere derubricata a morte naturale perché in realtà la donna è stata uccisa e chi ha   compiuto o favorito questo atto ha una responsabilità grave davanti a Dio e alla società .” [dichiarazione rilasciata dalla Sir, l’agenzia dei vescovi, per voce del notista del Sir e teologo, Marco Doldi – AdnKronos] o di quelli che parlano secondo la propria coscienza, come Monsignor Giuseppe Casale, vescovo emerito di Foggia che rivendica “l’autorevolezza del mio pensiero cattolico” – “Parlare di omicidio e’ un’accusa gratuita, volgare e ingiusta. Non si e’ voluto dare la morte a questa giovane. L’alimentazione e l’idratazione artificiali sono assimilabili a trattamenti medici. E se una cura non porta a nessun beneficio puo’ essere legittimamente interrotta: questo non e’ omicidio”.

Non parlerò neanche di Mentana che si dimette perché va in onda il grande fratello, in fondo è una vecchia storia, dalla tragedia di Capaci a quella dell’Heysel a Brussels, lo show è sempre andato avanti.

Un po’ come fu per la vicenda di Alfredino nel pozzo, che segnò suo malgrado, una svolta sull’informazione in Italia, forse anche questa volta si dovrà riflettere su come questo “web 2.0″ possa essere un veicolo di manipolazione dell’informazione. Faccio riferimento a quanto avvenuto con i sondaggi del Corriere: venerdi sera sono andata a dormire con la convinzione che il 70% degli italiani la pensasse come me, e al sabato mattina l’Italia risultava spaccata in due. Poi il sondaggio è sparito. Ho aspettare lunedi 9 per leggere l’editoriale di Pratellesi per avere la conferma dei miei dubbi e oggi per leggere sul blog di DAvid Osimo, ricercatore sui temi dell’egovernment 2.0, che si è trattata di una vera e propria manipolazione dell’informazione e in particolare che la cosa e’ importante perché

 it shows how parties have understood the importance of the web and actively manipulate conversations in order to influence results. Let’s keep in mind this. It happens also in comments, not only in votes.

Anche i partiti hanno capito quanto il web sia diventata una fonte di informazione importante per cui vale la pena di manipolare i dati. E poi continua dicendo che da altre parti questo avrebbe provocato una rivolta popolare. Â

Allora forse possiamo ancora continuare a discutere se sono le tecnologie digitali o il mercato che stanno cambiando il modo di fare giornalismo, ma forse varrebbe la pena di capire come fare a difendere l’informazione.