Open mind e 2.0, la ricetta per l’egov (anche in Europa)


Courtesy Tonz by flickr

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Alcuni esperti di egovernment, partendo dall’assunto che stia aumentando la distanza ci che il web2.0 abilità e ciò che i governi intendono per nnovazione nell’uso delle ICT, hanno organizzato un seminario a Brussels il 16 marzo 2009, per presentare esperienze già realizzate e in corso (quindi non ipotetici modelli).

Il convegno Public services 2.0: How to implement and promote user-driven open innovation in public services pur essendo patrocinato dalla UE, è stato realizzato grazie all’impegno e alla risorse messe in gioco da attori privati: unica presenza istituzionale Mechthild Rohen (Head of Unit, EC DG INFSO eGov). La funzionaria ha riassunto le inziative sul tema eparticipation e edemocracy, leggendo un testo scritto e annunciando una consultazione pubblica a partire dal 15 maggio. E dopo aver tessuto le lodi della trsparenza ecc., alla domanda “Pensate di usare sistemi di social media per questa consultazione pubblica?” ha risposto qualcosa tipo “No, naturalmente. Sarà una cosa importante, non possiamo fidarci di quelloche il pubblico dice”, come riporta Manao sul suo blog.

A seguire in tempi molto rapidi e stretti le presentazioni, fra cui il servizio che monitora tutti i finanziamenti europei in campo agricolo (Jack Thurston, Farmsubsidy), il sistema di monitoraggio dell’attività di voto degli europarlamentari (Adrian Moraru, IPPC) – [se penso alla fatica che ho dovuto fare dal sito del parlamento europeo per tirare fuori questi dati, salvo scoprire che l’Espresso ne aveva scritto un mese prima], mappe mentali per favorire i processi decisionali (David PriceDebategraph),  hacker che tra l’altro promuovono l’hacking day per laPA, in cui sviluppatori volontari hanno scritto codice gratuitamente (Emma Mulqueeny, Rewired State), il famoso Patent Opinion, dove pare che la gente ringrazi più di quanto si lamenti della sanità pubblica (James Munro, Patient Opinion), il sistema che raccoglie proposte per la sanità pubblica (Carlos Guardian, 1001 ideas para sanidad publica), un’impresa sociale che da voce agli ultimi, anche attraverso una web radio carceraria (Nathalie McDermott, On Road Media), a Google che ha dedicato una persona ad aggiungere su Gmaps gli orari dei servizi pubblici (Simon Hampton, GoogleTransit) e poi altre iniziative nate per promuovere lo sviluppo locale, come l’italianissimo ProgettoKublai, presentato in modo molto schietto dal direttore Alberto Cottica.

Ad ognuno di loro è stato chiesto di dare indicazioni sui costi dei loro progetti: 10.000 euro per il progetto rumeno di monitoraggio dei parlamentari, 3000 euro (e ne sono avanzati) per l’hacking gov day,apsetto che qualcuno ha sintetizzato con “people are bottleneck, not money”.

Vale la pena di dire che, non sono andata a Brussels per partecipare al seminario, che ha avuto un successo superiore alle attese in termini di iscrizioni, ma ho potuto seguire e condividere con molti altri, lo svolgimento del workshop grazie alla diretta video, organizzata da Futuregov. Utilizzando il tag “eups20″ su flickr, slideshare, del.icio.us e tramite pageflakes è possibile reperire in rete i materiali usati nelle presentazioni e correlati ai temi presi in esame.

Speriamo che qualche policy maker sia in ascolto.