Un kindle in ogni zainetto


La proposta del democratico (www.dlc.org) Thomas Freedman di dare un kindle a ogni studente è talmente ovvia che mi chiedo come mai ci sia voluto tanto a proporla. Le motivazioni sono: semplicita e rapidità di aggiornamento a basso costo, tutela dell’ambiente e della schiena dei ragazzi e la possibilità di rendere molto più attraenti i libri rendendoli interattivi, come gli altri strumenti che gia’ usano. Parole chiave: risparmio, velocità , ambiente, salute.

Un piano che pur prevedendo un costo iniziale più alto per i primi 4 anni (9 milioni di dollari in più) permette poi risparmi stratosferici negli anni successivi (400-500 milioni in meno).

E’ persino possibile che in USA gli editori non facciano barricate (la siae americana ha persino capito che grazie all’accordo con google book, autori non più pubblicati potevano beneficiare di una nuova vita attraverso la versione digitale).

Premesso che non amo kindle perché usa DRM e non so se abbia senso fare un piano a 5 anni a partire da tecnologie esistenti oggi, di sicuro se fossi un editore penserei a nuovi contratti per le scuole e soprattutto per le università .