Declino e caduta dell’impero scolatisco


Mattino: aa giornata comincia con l’articolo di Chiara Saraceno su Repubblica: La dieta dimagrante della scuola italiana (titolo poco azzeccato, forse depauperamento sarebbe stato meglio), che si chiude con questa frase “Quanto più la scuola pubblica sarà squalificata e privata di risorse, tanto più diventerà la scuola di chi non può scegliere altrimenti, dei poveri, degli immigrati.”. Un’occhiata al blog della maestra Paola, oggi “chiuso per tristezza” come si fa a non essere depressi in questa Italia fondata sulla mazzetta, gli inciuci, il riciclaggio, i massaggi, le risate sui terremotati…
Un po piu’ tardi nel pomeriggio un’altra eco dalla scuola: il Ministero ha pubblicato i regolamenti definitivi per la riforma delle superiori con grande ritardo scaricando sulla Regione l’onere di assegnare gli indirizzi che ogni scuola potrà attivare… il caos regna sovrano.
Sera: la scuola e’ immobile? Il prof Maragliano si interroga sul ruolo della scuola dentro la società della comunicazione che non può essere isolato e che si può risolvere solo coniungando approcci riformisti e conservativi (svoltismo e continuismo), e in fondo fa anche un po’ ammenda, quando dice che nessuna “commissione” potrà riformare la scuola, visto che lui stesso ha fatto parte a metà degli anni 90 della commissione dei quaranta saggi di Berlinguer (ma la commissione Bertagna promossa dalla Moratti non ha certo avuto maggior fortuna).
Caos, malessere, immobilismo, privazione: non e’ un bel quadro quello che ci offre oggi la scuola italiana, che sembra soprattutto pervasa da un senso di sconfitta e pessimismo.