Lo scioglimento del libro

L’interesse per i libri elettronici intesi come dispositivi, formati ed esperienze d’uso, mi ha portato ad iscrivermi al corso ebooklearn organizzato presso UniTuscia da Gino Roncaglia e Francesco Leonetti. Un’occasione di approfondimento: ho apprezzato molto l’approccio basato sulla modalità d’uso, i riferimenti narrativi al “libro”, i formati, la storia dei dispositivi, le esercitazioni pratiche.
Questo video riassume bene il passaggio verso una nuova tecnologia di lettura, o con Roncaglia, a una nuova “interfaccia” di lettura.

Il libro inteso come una raccolta di fogli rilegati e’ un’interfaccia unificante, una tecnologia a cui si sono adattati diversi utilizzatori: in futuro credo che per libro si intenderanno cose molto diverse fra loro, che renderà necessario un arricchimento semantico.

Uno scolaro è abituato a sottolineare e a risolvere esercizi sul libro, ha bisogno di immagini, di simulazioni didattiche, a un ricercatore servono testi diversi da comparare e da citare (come cambieranno le citazioni senza il riferimento alle pagine?) e forse non dovrà più viaggiare per le biblioteche di mezzo mondo per consultare libri antichi nè aspettare giorni o mesi per ricevere l’ultima fatica del collega oltreoceano. Se venti anni fa i manuali per i software dei mainframe si misuravano a metri, forse fra vent’anni saranno in pochi ad avere il problema di trovare un posto in casa ai libri…

Tim Spalding, fondatore di LibraryThing, invitato al Salone del libro di Torino, era molto preoccupato dal successo di libri elettronici, che nelle sue parole se segneranno la fine delle librerie e delle biblioteche.

Siamo davvero all’inizio di un processo che vedrà un grande cambiamento nell’industria editoriale: a cosa serviranno gli agenti editoriali?

Gli stessi editori dovrebbero cominciare a pensare di non vendere piu’ l’oggetto libro, ma una serie di servizi correlati al contenuto, di cui le pagine rilegate sono solo una delle possibili forme.

Senza per ora entrare nel merito della multimedialità e dei “vook” (video book) segnalo, una per tutti la casa editrice Scriptaweb di Napoli: i testi sono accessibili dalla piattaforma dell’editore, quindi di fatto, si acquista l’accesso in lettura a un contenuto che può essere commentato dai vari lettori e consente all’autore decide di fare modifiche, e i lettori (o gli abbonati a quel contenuto) ne saranno informati. Se poi siete come me, potete anche acquistare il volume di carta e riceverete una copia personalizzata che vi invita comunque ad usare principalmente l’edizione online, che offre molti servizi aggiuntivi.
Altra esperienza pilota in Italia in campo universitario è il progetto Darwin del Mulino: un progetto con un’impostazione molto solida e lungimirante.


Esempi analoghi a livello internazionale sono VitalSource Bookshelf di Elsevier, oppure in ambito scolastico Flatworld knowledge

ebookfest
L’editoria scolastica è ancora alla ricerca di un’identità : senza linee guida, apparentemente senza ricerca alle spalle, destinata a un pubblico immaturo e molto spesso impreparato e senza infrastrutture. Se l’Active Books sembra la soluzione più semplice e indolore per gli editori e anche per gli insegnanti che faticano a immaginare un “libro di testo, non a pagine”, altri editori stanno cercando nuove vie, investendo su prodotti sperimentali per ora liberamente accessibili.
In questa situazione di grande mutamento, vale davvero la pena di segnalare e d partecipare all’ebookfest 2010 perché come dicono gli organizzatori è necessario “supportare culturalmente i processi di cambiamento scaturiti dal ritmo serrato dell’innovazione tecnologica”

2 risposte a “Lo scioglimento del libro”

  1. E sicuramente, sempre rifacendomi al video “esilarante” (ma nella realtà immagino che non sia stato proprio tanto diverso da così) ed a quel particolare passaggio, possiamo anche dire che il libro ha dato anche una “forma” nuova alla memoria, proseguendo quel passaggio dalla simultaneità alla sequenzialità che era iniziato già con il passaggio dalla tradizione orale a quella scritta. E quindi la forma e la sequenza che andavano ad indicare i “luoghi” fisici delle parole. E giustamente Eleonora fai il riferimento a “come cambieranno le citazioni senza il riferimento alle pagine?” che è poi sostanzialmente traducibile in : quale sarà il nuovo luogo fisico della memoria “delimitato” in uno spazio ipertestuale indefinito?
    Stiamo costruendo, un nuovo tipo di memoria in grado di lavorare analogamente alle nuove forme, o in realtà stiamo trasferendo la memoria nell’ hardware e nella rete? Io propendo per questa ultima ipotesi

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