Ustica 30 anni dopo, chi sa parli


Ustica 30 anni dopo

27 giugno 1980. Un DC 9 dell’Itavia in viaggio tra Bologna e Palermo precipita al largo di Ustica: 81 morti tra uomini, donne, bambini e membri dell’equipaggio.

Trent’anni di silenzi e depistaggi hanno portato a un processo senza colpevoli: nel 2007 gli ufficiali dell’aeronautica italiana accusati di aver occultato le prove e depistato le indagini sono stati definitivamente assolti.

L’inchiesta ha comunque accertato che il DC9 venne abbattuto – forse per errore – da un missile lanciato da un caccia militare durante “un’azione di guerra”: il vero obiettivo sarebbe stato l’aereo del leader libico Gheddafi che avvertito del pericolo riuscì a mettersi in salvo.

Francesco Cossiga, ex Presidente della repubblica Italiana, nel 2008 afferma: «Furono i nostri servizi segreti a dirmi che erano stati i francesi, con un aereo della Marina, a lanciare un missile non ad impatto, ma a risonanza. Se fosse stato ad impatto non sarebbe rimasto nulla dell’aereo».

Rosario Priore, giudice istruttore per la strage di Ustica, aprile 2010: «E’ un’ipotesi attendibile. D’altronde i francesi hanno sempre opposto una chiusura totale alla ricerca della verità : sia Giscard d’Estaing, sia François Mitterand si chiusero a riccio persistendo nella politica di assoluta tutela del segreto di Stato».