Kali, Avatar of the eBookSe l’editoria digitale in ambito universitario appare un po’ più spumeggiante, come dimostrato dal Mulino con Darwin o ScriptaWeb e più in generale si assiste ad un grandissimo fermento di nuove case editrici (come l’innovativa Quinta di Copertina), nuove piattaforme di distribuzione (una per tutte quella di telecomitalia), non altrettanto si può dire dell’editoria scolastica. Dopo averli inutilmenti cercati in vari convegni (Librinnovando per esempio) finalmente ho avuto l’occasione di sentire la voce degli editori della scolastica sul tema ebook. Nell’attesa di leggere i resoconti dell‘evento di Fosdinovo a cui non sono riuscita a partecipare, qualche impressione dalla conferenza stampa organizzata dagli editori di scolastica qui a Torino, in occasione dell’avvio del nuovo anno scolastico.

Ecco cosa scrive la Stampa, sabato 11 settembre a seguito dell’incontro: Gli editori «Noi investiamo il sistema no» - Il 2010/2011 sarà un ulteriore anno di passaggio nella faticosa integrazione tra libro e strumenti multimediali. «Molti testi hanno ridotto il costo, mentre l’aumento medio è dell’1,4%. Ma gli editori devono continuare a fare costosi investimenti seguendo le norme ministeriali, arrivando ai limiti della sopravvivenza», ha detto Ulisse Jacomuzzi, ad di SEI e presidente degli editori di scolastica, ieri all’Unione Industriale, nell’incontro con i giornalisti promosso dalle aziende di settore. Con Roberto Devalle (ad Deagostini), Marco Griffa (ad Loescher) e Paolo Tartaglino (direttore generale Lattes) ha illustrato le potenzialità dei testi multimediali cui corrispondono però ancora ritardi nella formazione dei docenti e nell’accesso alla tecnologia da parte di scuole e studenti.”

Durante la conferenza stampa sono stati presentati i libri scolastici digitali,  fruibili attraverso la LIM, a partire dal livello più semplice che consiste in pagine PDF su cui l’insegnante può interagire cerchiando parole e tracciando linee (!!), che avrebbe il vantaggio di rassicurare l’insegnante incompetente di tecnologie (ma ce ne sono davvero ancora? ), ai contenuti di approfondimento allegati al libro, contenenti tracce audio, animazioni, brevi video, immagini, quiz a risposta multipla. Si stanno affermando quindi due modalità fondamentali il PDF stampato dal libro, assolutamente blindato e protetto per la stampa e il cosiddetto “libro misto” (mondadori docet) che affianca al libro di testo, i contenuti multimediali.

Come riassume meglio di me, La Stampa, gli editori vedono il mondo della scuola in modo opaco (e un po’ troppo pessimista): non ci sono dati sulle  LIM installate nella scuola, gli insegnanti sarebbero impreparati e spaventati dalle tecnologie, le scuole senza connessioni e infrastrutture adeguate. Vedono ancora peggio il loro mondo: stretti fra un Ministero che li obbliga a fornire contenuti digitali, con adozioni bloccate per sei anni,  diritti d’autore da pagare e senza figure professionali adeguate per questi nuovi contenuti., un’IVA al 20% considerata iniqua (senza per altro ricordare le ragioni dell’IVA al 4% sui libri cartacei) concludendo: A che pro investire sull’innovazione dei contenuti se tanto le scuole non sono attrezzate per accoglierla? e rimandano al mittente (ministero istruzione) un segnale di malcelata insofferenza verso la direttiva sugli ebook.

Se ci sono editori e produttori di contenuti che non la pensano così, scrivete un commento e sarete contattati per partecipare al workshop promosso dall’Associazione Dschola e dall’Iti Majorana nel prossimo mese di ottobre.