La Social Media Week, Il Fatto Quotidiano e Al Jazeera

I Love Internet del 22 settembreIl pomeriggio del 22 settembre ho partecipato alla tavola rotonda “Social Media e Informazione” all’interno della Social Media Week, ma la mia giornata milanese è cominciata al mattino con un interessante e strapieno workshop su socialmedia e turismo: essendo un ambito di cui non mi sono mai occupata da un punto di vista professionale, mi è sembrato tutto molto più interessante 😉

Il primo intervento è stato dedicato alla presentazione della campagna “Voglio vivere cosi'” a cura della Fondazione Sistema Toscana con impressionanti numeri almeno per campagne di questo tipo in Italia: non sono sicura di aver capito bene, ma Mirko Lalli ha dichiarato un budget di 15 milioni di euro, cifre che di questi tempi pochi hanno il coraggio di investire su questi temi.

Molto carina la campagna “Sparisci” di Atrapalo e complimenti a chi è riuscito a rendere turisticamente accattivante anche una città come Zurigo.

Molto simpatica la presentazione della Community Manager di Trivago, che ha raccontato di come questo mestiere sia fortemente legato alla persona, che ne fa una funzione non facile da trasferire e anche degli errori compiuti e delle azioni messe in campo per correggerli.

Totalmente nuova per me la community Airbnb, autodefinita come l’ebay del turismo: da consigliare caldamente a tutti coloro che hanno una casa o una stanza da affittare.

Questi mutamenti nella ricerca di una sistemazione stanno facendo chiudere tutte le pensioni a una/due stelle, ma a differenza di quanto potrebbe sembrare, non fanno sparire i mediatori. La presentazione della ricerca di Paolo Mezzina dimostra che in realtà il canale d’acquisto non si sceglie in base al prezzo ma relativamente alla durata e alla tipologia del viaggio: in sintesi il web serve per informarsi ma poi il viaggio di nozze si prenota sempre in Agenzia.

Dopo una breve pausa e uno spuntino con una cara amica, sono arrivata alla sala della Mediateca (circa 150 posti) che era strapiena, con gente in piedi che è stata attentissima per tutta la durata della tavola rotonda.

Nel tavolo dove rappresentavo Global Voices c’erano: Eleonora Bianchini che si occupa di politica internazionele per Blogosfere, Cristian Cascetta resp. redazione Liquida, Francesco Magnocavallo di Blogo, Enrico Chiara di Virgilio (resp. Myblog/UGC) e la moderatrice Francesca Casadei di Isobar.

Qui il post di Eleonora Bianchini e qui la sintesi a cura di Wired.it, che include anche il secondo panel su social media e informazione, con un parterre di tutto riguardo: Dini (direttore di VanityFair), Gomez (Il Fatto Quotidiano), il direttore di Matrix/Virgilio, Dina Kaplan (Blip TV), Tessarolo (current italia) e Carelli (direttore Sky TG24) .

Mi sono fermata per un’altra ora e mezza di sauna, seduta sui gradini, ma ne valeva effettivamente la pena, infatti ho avuto la possibilità di salutare Luca Lorenzetti , reduce dalla presentazioen del suo nuovo libro “Scrivere 2.0” e conoscere di persona Giovanni Arata.

Il secondo panel ha fornito vari spunti, grazie anche all’ottima moderazione di Marco Montemagno, che non ha perso l’occasione per dichiarare quanto il nostro paese, sia, grazie alle scelte editoriali e politiche (i famosi 800 milioni per la banda larga che si sono dissolti) poco sensibile alle tematiche dell’innovazione digitale. Ovviamente mettendo insieme editoria e politica, non si può fare meno di pensare a quanto è stato prontamente sottolineato da Gomes, ovvero che il capo del governo controlla le due principali televisioni ed è proprietario della principale casa editrice italiana: quale interesse dovrebbe avere a promuovere nuovi media?

Complimenti davvero a tutto lo staff di Augmendy che ha coordinato un calendario ricco di eventi (mi è sembrato che la settimana milanese fosse più fitta delle contemporanee a Buenos Aires, Bogota’, Los Angeles..) e a tutti coloro che hanno contribuito ideando e creando occasioni speciali per pubblici speciali e di non addetti, come il camper per gli anziani, gli aperitivi al gioco di bocce e le cacce al tesoro.

Qui a Torino ci sentiamo sempre un po’ “figli di un dio minore” rispetto a Milano, ma è davvero così difficile immaginare  iniziative simili al festival della rete, visto che qui sono nati i Webdays (1999) e “Porte aperte all’innovazione” (2005)?

*********

Il 22 settembre era anche il primo compleanno de “Il Fatto quotidiano“, come ha ricordato Peter Gomes, e forse anche per questo, Al Jazeera questa settimana gli ha dedicato uno speciale nel suo programma “Listening Post”.

Il servizio parte al minuto 13’18” e al termine del servizio, all’interno della rubrica “Global Village Voices ” che prevede i commenti dei blogger, intorno al minuto 20’10’ c’e’  anche un mio commento (!)   … e grazie a chi mi ha aiutato a realizzare quei faticosissimi 30 secondi scarsi!

3 risposte a “La Social Media Week, Il Fatto Quotidiano e Al Jazeera”

  1. be’, a parte l’affaire MI-TO, l’importante e’ che si creino comunque occasioni di confronto dal vivo, no? e, come abbiamo sempre detto e fatto, che si possa allargare davvero l’area della partecipazione…well done!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *