Open Access Week a Torino

La Settimana (18-24 Ottobre 2010) dedicata all’Open Access giunge quest’anno alla quarta edizione e sono in corso numero di iniziative organizzate dalle Università italiane, che in qualche caso come a Padova e Trieste hanno coincidono con il Linux Day, previsto per il 23 ottobre.

Il convegno di Torino a cui ho partecipato si focalizzava sui vantaggi dell’OA per la ricerca: non ho potuto fermarmi per tutto il pomeriggio, ma la mattina è stata davvero proficua. Complimenti agli organizzatori che hanno anche fornito una diretta video molto apprezzata e hanno già messo online le presentazioni dei relatorie la registrazione video dell’evento.

J.C. De Martin ha aperto la sua attività di moderatore con un una denuncia verso “il vergognoso linciaggio dell’Università ” e sottolineando che è in atto una trasformazione non ancora “capita dai più”. Notevole l’intervento di Alma Swan, convenor di EOS focalizzato sui vantaggi dell’OA che in sintesi si traducono in una maggiore visibilità per i ricercatori e uno strumento di marketing per le Università ; interessante l’idea che la “dissemination” sia ormai un paradigma superato verso una nuova metrica basata sull’impact factor. Molto appassionato l’intervento di Bernard Rentier, rettore dell’Università di Liegi, che si è autodefinito “deeply involved in the open access crusades”, che ha illustrato la sua politica di bastone e carota: obbligatorietà del deposito istitiuzionale (90% di successo contro l’8%) a fronte di riconoscimenti (promozioni, finanziamenti). Daniela Baldassari ha presentato la politica OA di Telethon, che insieme all’Istituto Superiore della Sanità , rappresentano gli unici due casi italiani di deposito obbligatorio delle attivita’ di ricerca. Eticità , trasparena, miglioramento continuo e merito sono i valori che guidano Telethon che ha fatto la scelta dell’OA investento l’1% dei propri fondi: una cifra superiore a costi di pubblicazione diversi (pari allo 0,16%). Cecile Ramjoue funzionaria UE ha fatto l’intervento in un italiano perfetto e ha dato un quadro esaustivo di come l’Unione, a partire dal trattato di Lisbona per l’attuazione di uno Spazio Europeo della Ricerca stia creando un quadro forte politico e giuridico di sostegno all’OA, attraverso misure pilota applicate al 7 Programma Quadro e iniziative specifiche. Mauro Guerrini presidente di AIB ha parlato dell’importanza dei metadati e dell’esigenza di collegare i repository istituzionali all’anagrafe della ricerca, con particolare riferimento all’identificazione univoca degli autori. Luciano Paccagnella si è soffermato sul ruolo degli editori e di come sia necessario aumentare le competenze degli autori, affinché siano in grado di negoziare al meglio i propri diritti nei confronti degli editori e delle commissioni di valutazione perché non abbiano pregiudiziali nei confronti degli open journal.

Non so se l’argomento sia stato affrontato negli interventi successivi ma dai titoli non sembrava, e cioè tutto quanto concerne l’open courseware e più in generale le open education resources: vorrei tanto augurarmi che l’anno prossimo anche questo tema sia fra quelli all’ordine del giorno.

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