[BambiniVivaci] Alcune indicazioni utili per i bambini iperattivi

“Giù le mani dai bambini” ha preparato un lista di raccomandazioni pratiche per gestire bimbi irrequieti in classe e in famiglia: scritto come un elenco di invocazioni di questi bambini, che spesso sembrano irritanti ma che in realta’ non si riescono a focalizzarsu su quanto viene loro detto o semplicemente non capiscono giri di parole o metafore..

Le raccomandazioni di “Giù le mani dai bambini

[BambiniVivaci] Incoraggiare il pensiero divergente

Un video animato basato su un discorso di Sir Ken Robinson, esperto di creatività. E’ in inglese, ma i disegni sono molto esplicativi..
Particolarmente interessante e divertente e’ la parte sulla distribuzione dell’ADHD (o sindrome dell’iperattivita’) in US e su come senza mezzi termini Robinson dichiara che questa epidemia sia fittizia.

[BambiniVivaci] SOS tata: Lucia Rizzi a Casale per la Giornata della famiglia -8 maggio 2010

Riprendo questa notizia pubblicata da “il Monferrato on line“:

Una giornata di festa per le famiglie casalesi, una giornata dedicata alla più classica delle forme di convivenza: idealizzata, trascurata, snobbata, più o meno di moda, classica, istituzionale, allargata,
patriarcale, mono-bi-tri-multi componente, etero oppure omo, aperta o
chiusa, unita, sfilaccciata, amata, odiata, vicina o lontana… la
famiglia – piaccia o no – resta sempre un punto di riferimento.

Microcosmo dove si nasce (di solito), si cresce, si impara (o si disimpara, anche!) a stare al mondo, a relazionarsi con sé stessi e con il
prossimo.

E il Comune ha deciso di lavorarci su, di dedicarle una giornata speciale – l’8 maggio – nel corso della quale cominciare a ragionare su un tema.

E per iniziare (quella che l’assessore ai Servizi sociali augura sia solo l’inizio di una tradizione) si è scelto di concentrarsi sul tempo.

«Tempo per sé, con sé, per la coppia, in coppia, per la famiglia e in famiglia. L’affanno giornaliero della corsa contro il tempo – evidenzia la locandina della manifestazione – ci
priva spesso del piacere di stare con le persone, ci porta a sentire il
tempo vissuto assieme con “non produttivo”».

La tata più famosa d’Italia

Testimonial d’eccezione Lucia Rizzi, la tata più famosa d’Italia, protagonista di SOS Tata trasmesso da Fox tv e da La7.

Classe 1942, milanese, è nel piccolo schermo televisivo dal 2005, quando su La7 andò in onda la prima puntata di “Sos Tata”.

Trentadue anni di insegnamento nelle scuole elementari e medie, 3 figli e un corso di specializzazione negli Usa per capire come gestire il disturbo dell’attenzione nei bambini.

È ricercatrice presso il Child Development Center dell’Università della California. Collabora con ospedali e scuole dove tiene corsi di terapia
comportamentale per genitori e insegnanti.

È autrice di vari libri che parlano dell’apprendimento dei bambini e dei loro comportamenti. Ha pubblica Fate i bravi!, manuale sull’educazione dei
figli, pubblica Fate i compiti!, e Fate i bravi! (0-3 anni), incentrato
sull’educazione dei bambini sino ai tre anni.

Lucia Rizzi sarà l’8 maggio a Casale alla Giornata della famiglia che si svolgerà all’auditorium San Filippo in piazza Statuto a partire dalle 15 ed è
stata promossa dal Comune e dall’ASl-Servizio sociassistenzule, con il
suporto del Centro per le famiglie e delle associazioni «In gioco e il
gruppo «A ruota libera» dell’oratorio del Valentino.

Il programma della giornata

Dopo l’accoglienza i bambini saranno accompagnati all’oratorio del duomo per giocare con gli animatori e per la merenda. Per i genitori il momento clou dalle 16,30 alle 18 con il
dialogo con la tata Lucia. Poi la giornata si concluderà insieme ai
bimbi all’oratorio.

Pannolini lavabili

Dal 24 aprile al 2 maggio si svolgerà invece la “Settimana Internazionale del pannolino lavabile” e la cooperativa sociale S.E.N.A.P.E. sarà presente a
due incontri, dal Consultorio di Casale uno che si è svolto ieri
l’altro che avrà luogo e martedì 27 aprile alle 15, e che sono rivolti
alle mamme per illustrare i vantaggi e l’utilizzo dei pannolini
lavabili.

«Dal punto di vista medico-sanitario i pannolini lavabili risultano vantaggiosi perché la pelle del bambino è in diretto contatto con tessuti traspiranti e assorbenti, a differenza dei
pannolini usa e getta contenenti varie sostanze sintetiche e composti
chimici inoltre evitando l’innaturale sensazione di asciutto, non
ritardano l’abbandono del pannolino e il passaggio al vasino»,
evidenziano i promotori dell’iniziativa.

Il laboratorio di RiciCuci dedica particolare attenzione ai prodotti per la prima infanzia e oltre alla realizzazione di kit di pannolini lavabili, vengono
realizzati originalissimi “fiocchi di nascita” con materiali di recupero
e rigorosamente “pezzi unici”. Oltre ai pannolini RiciCuci propone
soluzioni lavabili anche per le mamme: assorbenti, salvaslip o coppette
mestruali (mooncup).

[BambiniVivaci] Segnalazione libro “Oziando si impara”

Qualcuno ha letto questo libro? Mi sembra interessante

Loro si aggirano per casa iperattivi, lamentosi, difficili da intrattenere tranne quando sono ipnotizzati dal megaschermo. Noi li copriamo di regali costosi e li sballottiamo tra uno sport e un corso di musica, un seminario di lingue e un laboratorio di cucina. Loro sono bambini fragili, viziati e soli. Noi siamo adulti snervati e infelici. Come uscirne? Nel modo più impensato: imparando a oziare. In un dialogo continuo con i classici del pensiero e della letteratura (da Locke a Rousseau, da Dickens a D.H. Lawrence, dal Tao te ching a Blake), Hodgkinson applica alla vita familiare la propria teoria cardinale: fare di meno significa fare di più. Esiste una terapia tanto semplice quanto sovversiva contro le nevrosi dell’educazione contemporanea: l’ozio dei genitori. Mamma e papà meno ossessivamente presenti creano bambini più autonomi, più responsabili e concentrati, quindi fonte di minor stress per i genitori, che a loro volta diventano più tolleranti e sereni. Un circolo virtuoso per ripristinare l’equilibrio in famiglie che ne hanno un disperato bisogno. Questa guida è la risposta ideale a chi crede che l’educazione sia una corsa a ostacoli – e soffre per questo. Ogni bambino ha un istinto naturale alla creatività e all’indipendenza che la vigile assenza dei genitori può stimolare più di qualunque corso. Per svilupparlo, Hodgkinson propone piccole tappe accessibili a tutti: rilassarsi sul divano in salotto, prendersi il tempo di una passeggiata, cancellare ogni tanto un appuntamento, cenare con i bambini e i propri amici senza ansia da prestazione…. Una rivoluzione tranquilla nei nostri stili di vita, che è più facile di quanto pensiamo. Basta concedersi lo spazio per essere felici. Perché la felicità è a portata di ozio.

http://www.egeaonline.it/ITA/Catalogo/Scheda_prodotto.aspx?ISBN=9788817035569&

Titolo : OZIANDO SI IMPARA
Sottotitolo : EDUCARE I FIGLI AD ESSERE AUTONOMI E CONQUISTARE LA SERENITA’
Autore : HODGKINSON TOM

ISBN/EAN: 9788817035569
Disponibilità : Alta

Prezzo di copertina: € 18,00
Prezzo scontato: € 16,20
Prodotto fisico
Argomento : Psicologia
Editore: Rizzoli
Collana:
Data di pubblicazione: 11/2009
N° pagine: 310
Contenuto

[BambiniVivaci] Comunicato stampa finale Convegno Marketing del Farmaco

Inoltre quanto ricevuto dal comitato Giu’ le mani dai bambini
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MARKETING DEL FARMACO: GENOVA HA ospitaTO un CONVEGNO NAZIONALE
Sul delicatissimo tema deL “DISEASE MONGERING”,
LA TECNICA DEL COMPARTO PHARMA MEDIANTE LA QUALE
SI CREANO PATOLOGIE A TAVOLINO ALLO SCOPO DI VENDERE PIù FARMACI.

Esaminate case-history d’attualità come l’influenza A e la Sindrome da Iperattività e Deficit di Attenzione

“IL NOSTRO SOGNO E’ DI INVENTARE FARMACI PER GENTE SANA…”

(Henry Gadsen, Direttore Generale della multinazionale farmaceutica Merck®)

Genova, 10/10/09 – A poche settimane dalla storica sentenza di patteggiamento siglata dalla multinazionale farmaceutica Pfitzer®, condannata a 2,3 miliardi di dollari di sanzioni per comportamenti commerciali spregiudicati da parte dei suoi informatori scientifici e per corruzione di medici al fine di aumentare le prescrizioni, l’eccessiva aggressività del marketing del comparto pharma è stata ieri oggetto di un convegno nazionale a Palazzo Tursi, organizzato in collaborazione con la rivista Diagnosi & Terapia ed il Comune di Genova, e con il patrocinio di Regione Liguria, Provincia e Comune di Genova, Federazione Nazionale Ordini dei Medici ed Ordine dei Medici di Genova. Dopo i saluti istituzionali dell’Assessorato alle Politiche Socio-Sanitarie, del Presidente dell’Ordine del Farmacisti dott. Felice Ribaldone e del Presidente dell’Ordine dei Medici dott. Enrico Bartolini, sono stati proiettati spezzoni del recente documentario di RAI 3 “Inventori di Malattie”, ed i relatori hanno poi esaminato la pratica del “disease mongering”, la raffinata tecnica di marketing che prevede l’invenzione a tavolino di malattie al fine di vendere “blockbuster” farmaceutici come il Ritalin®, il Prozac®, il Tamiflu® ed altre molecole sempre più presenti negli armadietti dei medicinali di ogni famiglia della penisola, che è – per numeri assoluti – il 5° mercato farmaceutico al mondo.

Stefano Scoglio, esperto nutrizionista e ricercatore, ha esaminato il caso dell’ADHD (la sindrome dei bimbi troppo agitati e distratti, curata con gli psicofarmaci per bambini Ritalin® e Strattera®, ndr): “L’iperattività è una case history di marketing su cui dobbiamo interrogarci, come denuncia il documentario di RAI 3, dato che siamo arrivati ad oltre venti milioni di ricette di metanfetamine all’anno con un giro di affari da miliardi di dollari. Esistono prodotti Ritalin-simili, di origine naturale, di comprovata efficacia e con bassissimi profili di rischio, ma dato che non sono brevettabili e quindi non si può ‘proteggere’ l’investimento, nessuno fa ricerca su queste molecole, penalizzando i piccoli pazienti: perché allora non ci pensa il Ministero della Salute?”

L’On. Alfonso Pecoraro Scanio – Presidente della Fondazione “Università Verde”, ospite inatteso del convegno – in un appassionato intervento ha detto: “Il ruolo di controllo delle associazioni rappresentative della società civile – come Giù le Mani dai Bambini (ente promotore del convengo, ndr) – è riconosciuto ed accettato dalle istituzioni pubbliche di molti paesi del mondo, tranne in Italia, dove è ancora visto con diffidenza. Ma le ‘lobby bianche’ devono mettersi in rete e fare fronte comune: le multinazionali del farmaco hanno strutture di PR e marketing efficientissime e sono presenti costantemente nei corridoi delle istituzioni che contano, e chi ambisce a contrastare queste pratiche di business troppo aggressive deve imparare ad organizzarsi quanto più possibile”

Gli ha fatto eco Enrico Nonnis, Psichiatra del Direttivo nazionale Psichiatria Democratica: “Questi prodotti salvano vite ed hanno allungato le aspettative di esistenza dell’uomo nell’ultimo secolo, ma non c’è nulla di nuovo quando parliamo di pressioni del marketing farmaceutico su noi medici, è giusto approfondire oggi ma scopriamo un pò l’acqua calda. Casomai riflettiamo sulla crisi identitaria di una certa classe medica, in particolare della neuropsichiatria infantile: è mai possibile che solamente il sollevare questi argomenti eticamente sensibili susciti reazioni forti e contrarie?” Nonnis ha anche commentato la case history del Disordine Disforico da Deficit Ansiogeno da Consunzione di Attenzione Sociale , una finta malattia – con tanto di Havidol®, un farmaco fittizio per curarla e sito internet per promozionarla – inventata provocatoriamente da un suo collega medico: “La verità è che noi medici siamo così bombardati di informazioni che a volte non sappiamo e non possiamo più distinguere tra quello che è marketing e quello che è vera scienza”.

Alberto Ferrando, pediatra e Vice-Presidente dell’Ordine dei Medici, ha detto in un’intervista video presentata ai convegnisti: “La salute è un’industria, fa gola a molti, e la pressione delle aziende farmaceutiche è certamente forte. L’iperattività ad esempio è stata descritta come una patologia frequente con un farmaco miracoloso che la cura: ma io come pediatra di famiglia dico che non esiste solo il disagio, esiste innanzitutto il bambino, ed ogni bambino è diverso da un altro, ed ogni approccio terapeutico quindi dev’essere diverso dall’altro. Ora le sirene dell’industria cercano di rivolgersi non solo più al medico, ma direttamente ai malati. Il disease mongering esiste, eccome, ed a volte noi medici neppure conosciamo questi meccanismi: ai colleghi più giovani ricordo che non esiste solo la scienza medica, c’è anche una scienza del marketing”.

Federico Mereta, medico e giornalista, ha commentato del dettaglio l’intervista al dott. Ferrando, ed ha aggiunto: “I farmaci hanno allungato di gran lunga le aspettative di vita, questo è incontestabile, ma il sistema è ‘inquinato’ alla base: invece di intervenire per curare, pare che a volte l’obiettivo sia quello di creare surrettiziamente malessere, al fine di proporre poi soluzioni pronte per risolverlo, possibilmente che rendano molto denaro. Ho saputo da conoscenti che ad una bambina di 11 anni sono stati somministrati ormoni della crescita, perché accelerare la definizione delle sue forme facendola arrivare al pari con le sue compagne di classe. Come medico non posso accettarlo, e come comunicatore percepisco il ruolo dell’industria della salute e del wellness nel condizionare in qualche modo questi genitori”

Emilia Costa, 1^ Cattedra Psichiatria all’Università “La Sapienza” di Roma, è intervenuta dicendo: “Ho la sensazione che siamo dinnanzi ad una complessa ed articolata strategia per il condizionamento del mercato della salute: la definirei un ‘ipnosi dolce’, che mira a convincere gli individui circa l’utilità incondizionata del farmaco. Non è più il dottore che cura il paziente, ma è solo il farmaco che lo cura: allora noi medici siamo diventati esclusivamente distributori di ricette?”

Paolo Roberti di Sarsina, Dirigente di psichiatria ed esperto del Consiglio Superiore di Sanità, ha aggiunto provocatoriamente: “Tre quarti dei colleghi che hanno redatto il DSM (il catalogo diagnostico delle malattie mentali, ndr), hanno rapporti finanziari con le case farmaceutiche, più del 90% della ricerca scientifica è finanziato dall’industria, e oltre la metà del budget dell’Agenzia Europea del Farmaco è garantito dai produttori: ma di cosa dobbiamo parlare? Allora quello che io auspico è una pandemia, certamente, ma di consapevolezza… Per questo ho accettato di venire qui oggi, per interrogarci su queste tematiche delicatissime e fare informazione in modo indipendente ed eticamente responsabile”

Franco De Luca, medico ed autore del libro “Bambini e (troppe) malattie”, ha aggiunto che “…Il problema non sono le industrie che spingono alla follia sulle leve del marketing per svuotare i magazzini di vaccini contro l’influenza A: il problema sono gli Stati che ne acquistano decine di milioni di dosi. Cosa possiamo fare noi medici? Dare segnali chiari: rinunciare ad omaggi e regalie, privilegiare corsi di formazione non sponsorizzati dalle industrie, dichiarare sempre – se esistono – i legami finanziari con i produttori, richiedere a gran voce la pubblicazione delle ricerche scientifiche sui farmaci anche se hanno avuto esito negativo”.

Luca Poma – uno degli organizzatori dell’evento, giornalista, esperto di comunicazione del settore pharma e portavoce di “Giù le Mani dai Bambini®”, il Comitato di università, ordini dei medici ed associazioni di promozione sociale divenuto famoso per la battaglia contro l’abuso di psicofarmaci sui bambini – dopo aver moderato gli esperti ha chiuso così la giornata: “Un recente rapporto di Business Insights, una delle più note riviste destinate ai dirigenti del settore pharma, dice che la capacità di ‘creare mercati per nuove malattie si traduce in vendite’ e che ‘una delle migliori strategie consiste nel cambiare il modo in cui la gente percepisce i propri disturbi’. Li si deve convincere – ricorda Poma, citando il report – che i problemi accettati fino ad oggi come un fastidio sono ora ‘degni di un intervento medico’ Il rapporto mostra un notevole ottimismo in relazione al futuro finanziario dell’industria farmaceutica”, ha concluso Poma: “Gli anni futuri saranno i testimoni privilegiati della creazione di malattie patrocinate dalle industrie”

“Giù le Mani dai Bambini”® ringrazia tutti i co-promotori dell’evento, i volontari che hanno contribuito a realizzarlo ed i media e le radio (in particolare Radio Babboleo ed Eco Radio) che l’hanno promozionato.

Ufficio Stampa: Glebb & Metzger (Fabio De Carli): 011/5618236 – 338/3642542
Luca Poma: 337/415305 – portavoce@giulemanidaibambini.org

Cordialmente,

Luca Yuri Toselli

Coordinatore operativo

Campagna Nazionale “GIU’ LE MANI DAI BAMBINI”
Non ETICHETTARE tuo figlio, ASCOLTALO!
www.giulemanidaibambini.org – www.donttouchthechildren.org

[BambiniVivaci] 9 ottobre 2009: Convegno a Genova sul marketing del farmaco

Ricevo dalla news di Giulemanidaibambini e inoltro qui:

Nella bellissima cornice cinquecentesca di Palazzo Tursi, il Municipio di Genova, un’analisi intellettualmente onesta dello scenario nazionale ed internazionale del marketing farmaceutico, con focus sulla necessità d’indipendenza della classe medica: la situazione all’estero ed in Italia, le strategie dei produttori, come le “mode” diagnostiche possono influenzare negativamente la medicina, le pressioni dell’industria sui medici, il consumismo sanitario, il rapporto tra la ricerca scientifica indipendente e le multinazionali farmaceutiche. Un’appassionante tavola rotonda con esperti di livello nazionale, che da diritto a crediti E.C.M., domani mattina a Genova.

L’ingresso è gratuito (anche per chi usufruisce dei crediti ECM). Per informazioni, e l’elenco dei relatori, visita: www.marketingdelfarmaco.org

[BambiniVivaci] “C’era una volta un bullo” Le fiabe insegnano la legalità

Vi segnalo con grande piacere questo articolo comparso su Repubblica che parla del libro “Le Fiabe per affrontare il bullismo” scritto dalla nostra amica Maria Calabretta

“C’era una volta un bulloLe fiabe insegnano la legalità

di GIUSI SPICA

Galleria di personaggi nati dalla penna di un’insegnante per affrontare il fenomeno
Secondo i dati Censis, il 49% dei genitori denuncia episodi di violenza sui figli in classe

Ce n’è uno in ogni fiaba che si rispetti. Almeno una volta nella vita ha animato i nostri incubi. E’ il bullo delle favole. Il torturatore irredimibile che compie soprusi di ogni sorta contro l’eroe buono. Il canovaccio è sempre lo stesso: Cenerentola alle prese con le sorellastre, Pinocchio piantonato dal gatto e la volpe, Cappuccetto Rosso braccata dal lupo famelico. Ora un libro ripropone una galleria di nuovi smargiassi in salsa moderna. Si chiama “Le Fiabe per affrontare il bullismo”. Frutto dell’esperienza educativa di Maria Calabretta, docente di scuola primaria e dottoranda in Scienze psicologiche e pedagogiche all’università Federico II di Napoli, aspira ad essere uno strumento di prevenzione per genitori e insegnanti.

Il bullo nelle favole. Orchi, tiranni e streghe fanno la guerra a bambine indifese, orfanelli e fate. Come nella più classica delle epopee fiabesche. Ma se nelle versioni di Perrault o dei fratelli Grimm l’eroe malvagio faceva sistematicamente una brutta fine, qui se la cava sempre con una conversione al bene. Un epilogo un po’ buonista, forse, ma funzionale al fine dell’autrice: “Il bullo non va isolato, ma educato all’accettazione dell’atro”. Bando ai metodi tradizionali, dunque. La docente propone un modo alternativo per guardare al fenomeno: “Di manuali sul bullismo – spiega – ce ne sono anche troppi. L’obiettivo era abbandonare l’approccio teorico, tracciare per gli educatori un cammino da battere nella pratica scolastica quotidiana, parlare ai ragazzi nella loro stessa lingua”.

E la lingua “young” per eccellenza è la narrazione fantastica. Meglio, come in questo caso, se corredata dalle illustrazioni. Una novità soprattutto metodologica. Ma anche un contributo per tracciare l’identikit di “vittime” e “carnefici” e decodificare i segnali di disagio dietro ai banchi. Sono 14 fiabe, tutte illustrate in bianco e nero e seguite da una breve interpretazione. Il fine? Stimolare il pensiero dei ragazzi alla ricerca di azioni capaci di trasformare l’aggressività in non violenza. “I veri autori del libro sono stati i bambini. E’ dall’osservazione dei loro atteggiamenti e dai loro suggerimenti che sono nati i miei personaggi”, commenta l’autrice.

Identikit del bullo e della bulla. Ma chi è il bullo? E’ il despota egoista che non ha a cuore il bene dei propri sudditi, come ne “Il re malvagio”. O l’orco orribile che schiavizza la bambina, come ne “La trappola”. O ancora la strega crudele che sfida la fragile fatina, come in “Duello di magia”. Le declinazioni possibili sono infinite. Una cosa è certa: alla fine non ha mai la meglio e dimostra tutta la sua debolezza. “Il bullo – è convinta l’autrice – si crede forte ma è la figura più debole. E’ un leader negativo che domina sugli altri solo in virtù della sua capacità prevaricatrice, non del suo carisma”. Se avete sempre pensato che il bullismo è un fenomeno tipicamente maschile, sbagliavate. Sembra infatti che anche tra le ragazze sia una piaga in espansione. E’ molto più difficile da individuare, perché più subdolo, ma ancora più devastante per la vittima. “Il bullo è debole, prepotente ed esibizionista. La bulla è pettegola, invidiosa e sola. Le sue armi non sono la violenza fisica o l’estorsione, ma la calunnia e la tortura psicologica”, spiega Calabretta. Come neutralizzarli?. “Non sono consapevoli del dolore che provocano nella vittima designata. Bisogna far rivivere loro le stesse emozioni che incutono negli altri. Non mettendoli alla gogna, però. Ma attraverso, per esempio, laboratori teatrali: sulla scena è più facile invertire i ruoli reali”.

I numeri del fenomeno. Il bullismo non è una semplice bolla mediatica. Gli episodi raccontati dai media sono solo la punta dell’iceberg di un fenomeno in crescita esponenziale, specie nella sua ultima versione: il cyber-bullismo. Stando agli ultimi dati del Censis, promotrice nel 2008 di un’indagine commissionata dal ministero dell’Istruzione, i genitori che denunciano prepotenze di vario tipo all’interno delle classi frequentate dai propri figli sono il 49,9%. Il tasso più alto si registra nella scuola media, con il 59%. Si passa dalle offese ripetute (28,7%) agli scherzi pesanti e umiliazioni (25,9%), dall’isolamento (24,6%) a botte, calci e pugni (21,7%). Il 5,8% degli intervistati ha riferito che in classe vengono fatte riprese e sono diffuse umiliazioni tramite cellulare, mentre il 5,2% sa di insulti inviati attraverso sms o per e-mail.

Come intervenire. Che la famiglia sia il luogo privilegiato per educare alla non violenza, è risaputo. “Il problema – spiega Calabretta – si pone non solo quando i genitori sono assenti, ma anche e soprattutto quando difendono i figli che sbagliano, annullando di fatto l’autorevolezza di chi educa”. Per raccogliere l’sos di genitori e insegnanti, la docente ha creato un forum permanente sul suo blog e due gruppi su facebook e su Anobii. In qualità di presidente dell’Associazione disagio giovanile (A. disa. g) sta mettendo a punto uno sportello gratuito di ascolto per educatori e ragazzi, con sede a Roma. “Purtroppo – conclude – non esiste un coordinamento nazionale. I finanziamenti per i progetti volti a prevenire il fenomeno sono pochi e il ministero non è in grado di istituzionalizzare una materia che andrebbe invece inserita nel curriculum scolastico: l’educazione all’affettività”.
(3 ottobre 2009)

[BambiniVivaci] Ritorno a gran voce dell’Apav, l’associazione per il supporto delle persone con dislessia,

Il testo originale si trova qui http://www.terninrete.it/headlines/articolo_view.asp?ARTICOLO_ID=198314

Ritorno a gran voce dell’Apav, l’associazione per il supporto delle persone con dislessia, che dallo scorso anno opera nel territorio promuovendo laboratori e un centro di consulenze per le famiglie. Dopo l’eccezionale risultato raggiunto a distanza di soli 4 mesi dall’apertura dello sportello di consulenza ora l’associazione di volontariato, che ad oggi conta oltre 60 soci e varie figure professionali quali logopedisti, psicoterapeuti, insegnanti e pedagoghi, inizia il nuovo anno di attività con obietti ben precisi. In primis: intensificare l’attività dello sportello, che lo scorso anno ha registrato oltre 30 prestazioni, promuovendolo anche nelle scuole e dare nuova linfa al patto di intesa con Asl e Bct da cui è nato il progetto “Leggere senza Leggere”. A tal proposito, per la festa di apertura del nuovo anno di attività, che si terrà sabato prossimo alle 17,30 presso i locali della Siviera in via Carrara, i responsabili dell’associazione hanno già predisposto una tavola rotonda con il primario della struttura complessa di Neuropsichiatria infantile, Giovanni Mazzotta, che terrà un consulto informativo con le famiglie, e il nuovo assessore alle politiche sociali Stefano Bucari che si è già detto motivato a proseguire nel percorso aperto dall’Apav con la scorsa legislatura. “Quest’anno – ha spiegato il presidente dell’associazione Luca Ascani – ci impegneremo su vari fronti. Prima di tutto su quello scolastico, cercando di promuovere una cultura dell’integrazione più partecipata da parte dei docenti, poi collaboreremo attivamente per sviluppare la seconda parte del progetto Leggere senza leggere che proseguirà con l’installazione di scanner e software ocr in grado di acquisire testi scritti che poi verranno convertiti in file digitali per essere letti dal sintetizzatore. Questo autunno è previsto il rilancio del progetto e la biblioteca si sta attrezzando per promuovere, all’interno delle varie sezioni, offerte personalizzate per le utenze”. Ma non è tutto. A partire dal prossimo mese di ottobre, infatti, l’Apav, utilizzerà i finanziamenti vinti con il Bando Giovani (2mila euro) anche per dare il via ad un laboratorio teatrale, “Elaboriamo: attraverso percorsi teatrali”, che consenta ai bambini e ai ragazzi dislessici di cimentarisi in forme di comunicazione alternative.

Intervista al presidente dell’Apav, Luca Ascani

A un anno di distanza dal famoso Bando Giovani che ha portato alla nascita dell’associazione quante sono state le consulenze che avete effettuato?
Lo sportello di consuleza è stato attivato la prima volta nel febbraio 2009 ed è rimasto attivo fino a metà giugno. il servizio è stato interrotto durante il periodo estivo per riprendere il 23 settembre.
Il bilancio dei primi quattro mesi di attività è stato molto positivo, sono state effettuate circa 30 consulenze.
L’utenza magggiore è stata quella delle famiglie e ragazzi, l’affluenza del corpo docente è stata scarsa.
Ci riproponiamo quest’anno di promuovere lo sportello anche nelle scuole, per coinvolgere e informare in modo capillare il corpo docenti.
Un importante canale di collaborazione è stato con il centro di neuropsichiatria infantile diretta dal prof.re Mazzotta.
L’attività dello sportello è stata quella di dare un primo orientamento alle famiglie, ragazzi e alla scuola; fornire informazioni su quale è il percorso da seguire per richiedere una diagnosi, depositarla presso la scuola e utilizzare gli strumenti compensativi e dispensativi regolamentati da note ministeriali.
Una cosa che rimarchiamo sempre alle famiglie è l’importanza della diagnosi, che vienie rilasciata dal servizio di neuropsichiatria infantile, solo questo documento, una volta depositato presso la scuola, tutela il ragazzo che ha difficoltà nell’apprendimento.

Quante sono ad oggi le persone che collaborano per la crescita dell’associazione? tra queste quante figure professionali esperte nel settore si annidano?L’apav conta oltre sessanta soci, e le persone che attivamente collaborano con l’associazione sono oltre dieci.
Numerose sono le figure professionali che fanno parte dell’associazione e alcune di queste hanno compiti di rilievo facendo parte del consiglio direttivo; ci sono pedagogiste, logopediste, psicoterapeute e insegnati.

Come procede la collaborazione con il reparto di neuropsichiatria dell’Asl4? l’associazione è già riuscita ed entrare in contatto con il mondo scolastico? se si in che modo?La collaborazione con il reparto di neuropsichiatria infantile dell’Asl4 è molto proficua, grazie alla competenza e disponibilità del prof.re Mazzotta, c’è uno scambio continuo di informazioni e di confronto sulle modalità di intervento verso i ragazzi e le famiglie.
A fine Maggio abbiamo stretto un patto d’intesa tra ASL4 e BCT.
Questo accordo, tra le altre cose, impegnerà i soggetti coinvolti all’utilizzo di strumenti abilitativi e riabilitativi e alla promozione della lettura mediante attivazione di incontri-convegni con i cittadini, per illustrare le basi neurobiologiche dell’apprendimento della letto-scrittura.
Il prof.re Mazzotta, incontrerà le famiglie sul tema della dislessia il 26 settembre in occasione della festa per il primo anno di attività dell’associazione.

Per quanto riguarda il progetto “leggere senza leggere” avviato con la collaborazione del Comune a che punto si è giunti? sono stati introdotti nuovi software per facilitare l’apprendimento delle persone?La prima fase del porgetto si è conclusa positivamente con un convegno-formazione svolto nel mese di aprile, dove sono stati coinvolti molti soggetti provenienti da diverse parti d’italia per illustrare le loro esperienze simili a quella attivata alla BCT, cioè l’installazione di diverse postazioni multimediali dotate di un particolare software in grado di convertire un testo scritto in parlato grazie a un avanzato sintetizzatore vocale umanizzato.
La potenzialità di questo strumento è la possibilità di convertire il suono delle parole in un file mp3 e poterlo scaricare su una comunissima penna USB e poterlo ascoltare in ogni momento, dove e quando si vuole, come fosse una canzone.
Questo software ha anche un sintetizzatore in madrelingua inglese in grado di leggere in modo fluido un testo di lingua e tradurlo.
Il progetto continuerà con l’installazione di scanner e software OCR in grado di acquisire testi scritti che poi verranno convertiti in file digitali per essere letti dal sintetizzatore; questo autunno è previsto il rilancio del progetto, e la biblioteca si sta attrezzando per provuovere all’interno delle varie sezioni cercando di personalizzare l’offerta a seconda dell’utenza.

Parliamo del nuovo bando giovani. l’associazione ha vinto anche quest’anno il bando con un progetto che mette in rete anche altre associazioni del territorio. quali obiettivi ci si aspetta di
raggiungere? Quanti bambini dislessici collaborano con Apav?
Quali sono ancora i nodi cruciali da sciogliere per far comprendere l’importanza del progetto. in un anno di attività qual’è stato lo scoglio più alto da superare per far fruire una cultura adeguata per l’accettazione del tema?
Quest’anno l’associazione ha voluto investire su un duplice progetto, dare ai ragazzi la possibilità di sperimentare altre forme di comunicazione, e quale migliore occasione se non l’attivazione di un laboratorio teatrale curato e gestito dalla Compagnia del Pino di Terni.
Non a caso il progetto porta il nome di “Elaboriamo: attraverso percorsi teatrali” e sarà attivato dalla metà di ottobre. L’ingonita che attualmente rimane da risolvere è la disonibilità di una sede dove svolgere le attività di laboratorio teatrale. Abbiamo chiesto la disponibilità, per una volta a settimana, di poter usufruire di uno dei teatri del Centro Multimediale, stiamo attendendo una risposta.
L’altro aspetto del progetto è stato quello di coinvolgere più associazioni, creando un piccola rete, insieme anche a Castelli in Aria, dove porteranno avanti un progetto di laboratorio di riprese e montaggio video attraverso una documentazione delle attività dei nostri laboratori ma non solo.
Il loro progettto sarà anche quello di entrare in contatto con altre associazioni che operano nel territorio per documentare le attività e verificare eventuali possibilità di collaborazione.
Una volta attivato il laboratorio teatrale, si verificherà la possibilità di ampliare ulteriormente una collaborazione con altre associazione che hanno già svilupato forme di linguaggio alternativo a quello parlato.

I ragazzi che collaborano con l’associazione sono una ventina, ma ci aspettiamo che con l’attivazione di queste nuove attività il bacino di utenza si possa ampliare ulteriormente.

La cultura dell’integrazione e l’accesso all’informazione per tutti, da parte di chi ha difficoltà nell’apprendimento, è uno degli obiettivi principali dell’associazione.
Il ragazzo che ha difficoltà nell’apprendimento, a volte trova difficoltoso relazionarsi con i propri coetanei, chiudendosi in se stesso o reagendo con comportamenti di disturbo.Questi segnali sono la manifestazione del disagio di chi ha una difficoltà.
Il ragazzo dislessico non è diverso dai propri coetanei, le difficoltà che incontra nell’accesso e elaborazione delle informazioni ,possono essere superate fornendo al ragazzo strumenti in grado di accedere alla conoscenza in modo autonomo, attraverso strumenti compensativi e dispensativi.
Una migliore qualità di vita scolastica vuol dire una migliore integrazione e successo.
Occorre portare avanti una piccola rivoluzione culturale, in chi percepisce ancora la dislissia come un “escamotage” (da cambiare) per evitare i canonici percorsi scolastici, pensando così di fare dei favoritismi.
Non è così, la dislessia è una difficoltà ormai riconosciuta a livello scientifico e presto sarà tutela anche da una testo legislativo.
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[BambiniVivaci] Imminente l’approvazione della legge sulla dislessia

STA per essere definitivamente approvata la legge sulla dislessia e sui disturbi dell’apprendimento, parallalemente sta circolando una lettera a cura di un gruppo di genitori e insegnanti che esprime preoccupazione verso un’eccessiva “psicologizzazione” della scuola…

Cosa ne pensate?

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Da Tuttoscuola: http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.fcgi?ID=20619
Imminente l’approvazione della legge sulla dislessia

Dopo l’ok del Senato con approvazione unanime (fatto raro di questi tempi) del disegno di legge sui DSA (Disturbi specifici di apprendimento, prevalentemente individuati come dislessia), la Camera potrebbe dare la sua approvazione definitiva prima della chiusura dei lavori per la pausa estiva.

L’esame del testo è stato affidato ad un comitato ristretto espresso dalla Commissione cultura che si è già riunito nei giorni scorsi e dovrebbe concludere i lavori a breve.

La legge troverebbe, quindi, applicazione già dal prossimo anno scolastico, accompagnata probabilmente dall’emanazione di specifiche indicazioni da parte del ministero.

Secondo le associazioni che studiano la dislessia, ne è affetto circa il 4% della popolazione scolastica, il che vorrebbe dire che i ragazzi con DSA sono circa 300-350 mila.

Un censimento in merito non è mai stato condotto, ma i dati ufficiali che emergono indirettamente da altre rilevazioni sembrano ridimensionare notevolmente quella stima del 4%.

Dalle rilevazioni condotte dal Ministero dell’istruzione d’intesa con l’Invalsi sull’esame di licenza media emerge, infatti, che i ragazzi esaminati nelle scuole statali e paritarie con certificazione DSA che dà diritto a misure compensative, non arrivano all’1% degli esaminati (0,85%).

[BambiniVivaci] Segnalazione: Nuovo sito Psiconet

Vi segnalo il sito PSICONET – www.psiconet.it, appena aperto dal Maurizio Brasini da tempo iscritto a questo network: sul sito si può avere un primo contatto con psicologi e psicoterapeuti e anche consultare alcune “risorse online” che riguardano ad esempio: la trattazione dettagliata dei disturbi psicologici, l’illustrazione dei principali tipi di psicoterapia, la disamina delle teorie psicologiche, l’aggiornamento sulle novità e sulle scoperte scientifiche in ambito psicologico, l’approfondimento di temi e questioni di attualità, etc. etc.

Allora invito tutti a fare un giro sul nuovo Psiconet!