[OER in Italy] A course from TACCLE: creating elearning content

The next TACCLE course “Creating your own e-learning content in school education and adult education” which will be organised from 3 April 2011 until 10 April 2011 in Ancona (IT).
With this in-service training our aim is to help teachers to develop state of the art content for e-learning in general and for learning environments in particular.

We try to achieve this by training teachers to create e-learning materials and raising their awareness of e-learning in general. TACCLE will help to establish a culture of innovation in the schools in which they work. The training is geared to the needs of the classroom teachers but teacher trainers, ICT support staff and resource centre staff may find it useful too!

The course programme

Day 1 (03/04/2011)
Arrival, welcome, getting to know each other dinner
Day 2 (04/04/2011)
9h-11h30
– Introduction to e-learning and social media in education
– Introducing online learning environments: Moodle training platform
– How to construct a learning path
13h-18h
– Using mindmapping software ‘The Brain’ for constructing a learning path
– How to create text content

Day 3 (05/04/2011)
09h-11h30
– Introduction to eXe authoring tool
– Creating your own learning path exercise
13h-18h
– eXe exercise: building learning materials based on a learning path part 1 and how to upload them as a SCORM package

Day 4 (06/04/2011
09h-11h30
– Introduction to Podcasting
– Podcast exercise
13h-18h30
– eXe exercise: building learning materials based on a learning path part 2: introducing audio, applying this in Moodle
– Guided visit to Ancona

Day 5 (07/04/2011)
09h-11h30
– How to use images and video in e-learning
– Exercise with image and/or video software
13h-18h
– How to use social media tools in e-learning
– eXe exercise: building learning materials based on a learning path part 3: introducing images and/or video and using social media tools, applying this in Moodle


Day 6 (08/04/2011)

09h-11h30
– Retrieving and re-using digital learning objects
– SCORM files in Moodle
13h-18h
– eXe exercise part 4: finishing the learning materials and uploading them on Moodle as SCORM package
– Presentation of the learning materials created by the participants

Day 7 (09/04/2011)
09h-17h: Excursion to Marche Region
17h30-18h30: Course evaluation
19h30: Farewell dinner

Day 8 (10/04/2011)
– Departure

Participation fee and how to get a grant to pay it all
1300 Euro (675 Euro for full board accomodation + 625 Euro for tuition and course materials). For both participation fee and travel expenses to Italy you can request a grant from the LLP National Agency in your country, which will cover all costs. You can find the address of your national agency on http://ec.europa.eu/education/programmes/llp/national_en.html.

Only participants living in one of the 27 EU member states, a country in the European Economic Area (Iceland, Liechtenstein, Norway) or Turkey can register for the second TACCLE course and apply for a grant. Italian participants are not entitled to receive a grant since the course will be organised in Italy.


How to apply?

1. Pre-register by clicking on the following link: www.tinyurl.com.au/bz3
2. You will receive a pre-registration statement from the course organiser if you have been accepted on the course.
3. Request a Comenius or Grundtvig grant at your LLP National Agency by validating the application form online. You will receive an electronic delivery receipt.
4. Send 4 signed copies of your grant application form (3) together with the pre-registration statement (2) and the delivery receipt (3), to your National Agency.
5. The deadline for submitting the grant application is 15 September 2010.
6. If you receive a grant from your National Agency, please notify the course organisers immediately: jens.vermeersch@g-o.be. You will then receive the final letter of acceptance.

Date & Time: Sunday, 3 April 2011, 18h30 — Sunday, 10 April 2011, 08h00

Location: Ancona, Italy

Course number: BE-2011-156-001

Registration Deadline: 14 September 2010

Hoping to meet you in April 2011,

Hannelore Audenaert

[OER in Italy] Take part in a European Survey on OER and OEP

Segnalo questa indagine sul tema delle OER/OEP a cura del progetto OPAL [The OPAL Initiative is a partnership between seven organizations including the ICDE, UNESCO, European Foundation for Quality, the Open University UK, Aalto University and the Catholic University Portugal. It is led by the University of Duisburg-Essen, Germany and partly funded by the European Commission.]
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OPAL is producing a quantitative study on the use of Open Educational Resources (OER) and Open Educational Practices (OEP) in Higher Education and Adult Learning Institutions.

This study is based on an online survey in four languages (English, Spanish, French and Portuguese) addressed at four types of stakeholders in at least 8 European countries:

* Policy Maker;
* Manager/Administrator – also institutional policy maker;
* Educational Professional;
* Learner.

You are warmly invited to respond to the survey at http://www.unipark.de/uc/OPAL-project/f861/ and to pass on this invitation to your colleagues and contacts.

The OPAL Initiative thanks you for your contribution and support!

For more information:

OPAL Survey Invitation Sheet {in pdf format aprox. 117KB}

[OER in Italy] Aperto e sociale ecco il nuovo modo di imparare

L’Università Aperta della Catalunya (UOC) ha organizzato a Barcellona, in collaborazione con la locale Cattedra Unesco per l’eLearning, un seminario di due giorni (30 nov-1 dicembre) sul tema Open Social Learning.

Gli speaker invitati erano fra i nomi piu’ noti del movimento dell’open education, tra i quali:

* George Siemens della Manitoba University, autore di Knowing Knowledge (disponibile gratuitamente in rete), teorico dell’apprendimento connettivista ,
* Stephen Downes, ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche in Canada e primo teorico del learning 2.0,
* Jay Cross esperto e consulente di aziende e universita’ autore di un libro sull’apprendimento informale e teorico del “rapid learning”,
* Alejandro Piscitelli ideatore del principale portale educativo dell’Argentina e professore all’Università di Buenos Aires,
* Joel Greenberg, Direttore dello sviluppo strategico della Open University inglese.

Gli interventi dei relatori sono stati molto suggestivi e in qualche case persino “visionari”. Sul blog della Cattedra Unesco c’è la sintesi (in inglese) delle sessioni per approfondimenti, proverò a riassumere i concetti più interessanti dal mio punto di vista:

* l’apprendimento strutturato così come è concepito oggi è irrilevante: è necessario un apprendimento che preveda una partecipazione attiva orientata a “costruire significato” (sensemaking); la costruzione di significato si attua a partire dalla creazione di connessioni ed è necessario capire come si costruiscono queste connessioni; l’abbondanza delle informazioni disponibili oggi facilita la costruzione di nuove connessioni: i corsi preconfenzioanti sono un terribile sottoinsieme di trasferimento di informazione; l’apprendimento dev’essere guidato dalle relazioni e abilitato dalle tecnologie; il ruolo degli insegnanti dovrà essere quello di “facilitatore delle connessioni”; anche la scienza è vista come un insieme di connessioni; [G. Siemens]
* si possono cambiare i comportamenti attraverso il divertimento (www.thefuntheory.com), per questo motivo Facebook può essere usato come strumento didattico e anche perché oggi è lo strumento più utilizzato per la costruzione dell’identità digitale (non ci sono “brutti” in Facebook); FB è uno strumento per l’edupunk, ovvero per ridefinire le relazioni fra potere e conoscenza dentro le Università, gli studenti diventano produttori di contenuti (come in questo video ¿Quién es Carlitos?); Facebook non è la risposta a tutte le domande ma è una dimostrazione del concetto di edupunk anche in situazioni di divario digitale; [A. Piscitelli]
* gli studenti oggi hanno anche una vita digitale e l’università deve riconoscerla e non creare barriere: oggi gli studenti si adattano al sistema educativo, ma dovrebbe essere il contrario; l’apprendimento dev’essere aperto e sostenibile ma putroppo non c’è riuso delle risorse educative aperte, nè si possono dismettere gli old-media; gli insegnanti devono essere allenatori alle ontologie; i motori di recommendations sono sempre più importanti; [J. Greenberger]
* [l’enigma delle risorse educative aperte: chi le produce e chi le usa?] il prodotto dell’appredimento è lo studente, l’apprendimento si riferisce alla crescita personale e non alle competenze; due visioni contrapposte: una vede la scienza e la conoscenza come una serie di proposizioni e l’apprendimento come la capacità di ricordare fatti e principi (ma fatti e principi sono dinaminici e non statici, nei sistemi complessi fatti e principi non esistono), la seconda vede la scienza come processo, procedure, pratiche che vanno insegnate, con il rischio di confondere la metrica con il processo); una terza visione che è quella di Downes che vede la scienza come conversazione fra le ricerche e gli esperimenti, una forma di conversazione con la natura e, come conversazione fra gli scienziati, una rete di interazioni, che istanziano il vocabolario di un’ontologia, un modo di interpretare il mondo; chi possiede queste conversazioni? non si può produrre conoscenza per le persone, per questo l’unica risorsa educativa aperta sostenibile è quella prodotta da chi apprende: i grandi beneficiari sono le persone che producono le risorse, chi si limita a guardare non impara [S. Downes].

Sembra esserci una grande distanza fra quanto teorizzato e quanto effettivamente si può applicare nei contesti educativi attuali, anche se nel convegno sono state presentare esperienze reali quali il corso massivo di Siemens e Downes, il ProyectoFacebook, il Sapo Campus.

In queste visioni, non ci sono gerarchie fra chi apprende e chi insegna (o almeno sono molto sfumate), i materiali didattici non devono essere precostituiti ma sono il risultato finale dell’apprendimento, tutto si basa sulla relazioni fra i pari e con gli insegnanti.

L’Open Social Learning potrebbe essere la risposta a situazioni in cui non ci sono insegnanti, né libri, né scuole: per questo l’Africa è stata più volte evocata (sia per le difficolta’ dei partecipanti a essere presenti, sia perché alcune esperienze presentate erano rivolte a persone africane): i cellulari si stanno rivelando una tecnologia sostenibile per consentire quelle “connessioni” che oggi appaiono cosi’ fondamentali.

Grande assente di tutto il dibattito è stata la valutazione, che non a caso sarà forse il tema della prossima conferenza: il dibattito prosegue.

[l’articolo e’ pubblicato anche su Yurait – leggi i commenti

[OER in Italy] OER Toolkit: un altro risultato della Community Unesco OER

Grazie al lavoro di Philips Schmidt, docente dell’Universita’ del Sud AFrica, che si e’ inventato tra le altre cose la Peer to Peer University ed è stato promotore del Mozilla Open Education Course che ho avuto l’opportunità di seguire, la Community OER Unesco ha a disposizione un altro importante strumento: OER Toolkit, ovvero la cassetta degli attrezzi per chi voglia partire con un progetto OER.

Le pagine wiki nascono da una prima discussione svolta all’interno della community volta a definire un progetto per OER-FAI-DA-TE -FACCIAMOLO INSIEME (in inglese ‘Do-It-Yourself/Do-It-Together’ ), i cui risultati sono stati ulteriormente discussi nel maggio 2008.

Come sempre l’ottima gestione del forum a cura di Susan D’antoni e Catriona Savage, valorizza e tesaurizza le discussioni attraverso un lavoro di sistematizzatione.

Il toolkit è rivolto soprattutto ai docenti universitari, ma anche a chi con essi opera, come bibliotecari o tecnici IT.

La struttura del wiki, che forse potrebbe diventare un PDF, dopo una presentazione sul tema open education e open content, spiega come reperire OER, come crearne di nuovi e condividerli, alle questioni legate alle licenze, e infine indicazioni su come avviare un progetto istituzionale OER.

[OER in Italy] Federica: le frontiere del Web-learning

Venerdì 13 marzo 2009, Ore 20.30, Centro Congressi Università Federico II, via Partenope 36

Incontro con Renato Mannheimer.

Federica, il portale di Web learning dell’Università di Napoli Federico II (www.federica.unina.it), rivoluziona il panorama didattico italiano.

Con un’interfaccia semplice e accattivante, Federica offre via Web una straordinaria ricchezza di contenuti formativi:

* 2.000 lezioni
* 20.000 immagini
* 3000 links
* 1600 documenti
* 300 video
* 600 podcast

I corsi offrono on-line sintesi delle lezioni, materiali di approfondimento, risorse multimediali, audio e video, link a fonti scientifiche in rete selezionate direttamente dal docente.

L’offerta didattica di Federica è integrata da altri tre ambienti di apprendimento:

La Living Library: grazie all’esperienza e al lavoro di un’equipe di ricerca multidisciplinare, Federica ha schedato 600 siti Web per l’accesso gratuito ai materiali di studio. Una autorevole selezione di biblioteche e archivi on line per ogni Facoltà: riviste, e-book, enciclopedie, collane di prestigio e banche dati, per guidare gli studenti di tutta Italia nell’uso delle più accreditate fonti di conoscenza.

Federica 3D: il campus virtuale dell’Università Federico II di Napoli riunisce in una piazza immaginaria tutte le Facoltà dell’Ateneo. Un luogo da esplorare per scoprire il mondo di Federica, la sua offerta didattica, le sue straordinarie risorse.

Podstudio: L’offerta di Federica è disponibile anche in podcast, cioè fruibile attraverso i lettori multimediali di ultima generazione, per portare con sè i materiali di studio, consultare e leggere le lezioni in qualunque momento e luogo.

Federica coniuga tre chiavi di successo: open access, flessibilità, innovazione.

Open access: Partita nell’a.a. 2007-2008, Federica è aperta a tutti, all’insegna dell’open access. Da quest’anno ha arricchito la sua offerta formativa con oltre 100 corsi online nelle 13 Facoltà d’Ateneo, collocandosi all’avanguardia nel panorama internazionale. Tutti, non solo gli studenti della Federico II, possono seguire liberamente i corsi predisposti dai docenti e giungere a fonti scientificamente accreditate.

Una libertà che è ancora più evidente grazie alla interfaccia user-friendly che caratterizza Federica: un unico formato per tutti i corsi, di tutte le facoltà, per garantire uniformità e sintesi ai contenuti.

Flessibilità: Federica viene incontro alle diverse domande del pubblico studentesco: dai non-frequentanti, che hanno così a disposizione gli elementi base di ogni lezione, a coloro che, dopo aver seguito il corso in aula, vogliono «ripassarlo» a casa o in treno; ai molti studenti che cercano di «andare oltre la lezione» approfondendone i temi grazie alle risorse web selezionate dai docenti. Infine, Federica si rivolge alla vasta platea di coloro che, senza essere iscritti, vogliono cogliere l’opportunità di seguire a distanza un corso universitario offerto da uno dei più prestigiosi atenei italiani.

Innovazione: Federica è il risultato di oltre cinque anni di ricerca e sperimentazioni. La sua interfaccia rappresenta, per design e usabilità, un nuovo standard, fondendo due diffusissimi communication tool: power point e smartphone.

[OER in Italy] Il mercato dei contenuti educativi digitali

A Sestri Levante, l’altro ieri (23 ottobre) si è svolta l’edizione 2008 di DECOM (Digital Educational Content Marketplaces) organizzato in partnership da ELIG (European Learning Industry Group) e Giunti Labs, presso la bella sede del centro conferenze MediaTerraneo. Giuntilabs è anomala nel panorama italiano dell’industria elearning, per la sua capacità di networking internazionale e per essere promotore o partner in progetti innovativi e organismi di definizione degli standard. Ho scoperto quest’evento, chiuso e a invito, grazie alla comunità LETSI, che ha come finalità quella di occuparsi degli standard per l’elearning. LETSI ha 12 fondatori, tra cui ADL, AICC, Adobe, IEEE, il Fraunhofer Institute, e si sta occupando di definire le specifiche dello SCORM 2.0. Continua a leggere sul blog: http://www.puntopanto.it/wordpress/?p=250

[OER in Italy] Speciale ElearningPapers su OER

Il sito Elearning Papers ha dedicato il numero di settembre 2008 alle OER – Risorse Educative Aperte.

“Le Open Educational Resources (OER) sono materiali didattici e di apprendimento messi gratuitamente a disposizione di tutti con licenze che ne consentono l’utilizzo, la modifica e la distribuzione. Ma non è tutto. Il movimento mondiale delle OER, in continuo sviluppo grazie ai contenuti generati dagli utenti e alle tecnologie Web 2.0 soggiacenti, presenta numerosi vantaggi e opportunità per insegnanti, autori, professionisti dell’e-learning, sviluppatori e fornitori di contenuto, ricercatori e decisori e, soprattutto, discenti.”

Fra i temi ricorrenti, quello della sostenibilità – in due paper, quello su LeMill e quello sulla scuola di management di Grenoble, si propone quasi lo stesso modello: da un lato basare tutto sulla “fame economy”, ovvero le opportunità portate dall’essere famosi (scrivere libri, partecipare a conference, ecc.) e dall’altra un sistema misto risorse pubbliche/private, e attraverso e un meccanismo a punteggi che “premi” i contenuti liberi piu utilizzati dia accesso anche a risorse private.

Il concetto si sta pian piano allargando anche alle scuole… grandi assenti in questi repository (www.lemill.net, www.curriwiki.org) come sempre i contenuti in lingua italiana.

[OER in Italy] LIBER è ora disponibile gratutitamente

Il Consiglio Esecutivo di LIBER (Association of European Research Libraries) ha stabilito che la rivista dell’Associazione, LIBER Quarterly, sia disponibile ad accesso aperto, con la possibilità di ordinare la stampa on demand al completamento di ciscuna annata.

La rivista festeggia la decisione con un’uscita speciale, ricca di contributi provenienti dai diversi gruppi di lavoro dell’Associazione.

Questo fascicolo è disponibile sul sito della rivista, http://liber.library.uu.nl/

[Oeritaly] Pubblicato un ottimo manuale sulle OER

Oer_DiagramLa comunità WikiEducato del USU Center for Open and Sustainable Learning ha pubblicato il primo “handbook” sulle OER. Il volume è disponibile in vari formati: in versione wiki, sia in versione PDF prevabile gratuitamente o a pagamento su carata presso Lulu

Parti di questo volume sono basate dal lavoro svolto dalla comunità OERWiki dell’Unesco Leggi tutto “[Oeritaly] Pubblicato un ottimo manuale sulle OER”

[OER in Italy]Libri addio al Poli di Torino da La Stampa 30/08/2008

Addio libri di testo. Libri di carta nuovi di zecca che profumano di colla e di tipografia: da comprare e infilare negli zaini, da stropicciare e fotocopiare, da sottolineare tenendo sottomano il temperino per rifare la punta alla matita, mentre si preparano gli esami. E se nei licei i ragazzi sono alle prese con il caro libri, al Politecnico trionfa l’era della «dematerializzazione». L’editoria fatta di libri di carta continua ad esistere, ma anno dopo anno subisce mazzate sempre più forti e occupa, quanto a materiali necessari allo studio, un posto sempre più piccolo.<br>
<a href=”http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&amp;ID_articolo=5052&amp;ID_sezione=38&amp;sezione=News”>leggi qui il seguito</a>