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Internet per la didattica. Dialogare a scuola col mondo

Pantò Eleonora, Petrucco Corrado

Curato da:Vittoria Lanzavecchia

Quarta di copertina: Non è un caso che Internet sia nata e si sia diffusa come strumento efficace di comunicazione e di interazione prima negli ambienti universitari di tutto il mondo e poi nelle grandi ziende multinazionali. La realtà lavorativa dei prossimi decenni vedrà senza dubbio accentuate queste premesse e sapere interagire, collaborare, lavorare e soprattutto apprendere in gruppi virtuali uniti dalla rete sarà una necessità . Questo libro non è solo il solito manuale su Internet ma una scommessa: conciliare tecnologi e una metodologia didattica innovativa. Il tema della comunicazione via Web è affrontato non solo come un modo per presentare e ricercare le informazioni in rete come metodi efficaci, ma anche come un ricco contesto per trasformare l’informazione in conoscenza. Completano il testo un’indagine sulla diffusione di Internet nelle scuole italiane e interventi di docenti e ricercatori sul tema della telematica a scuola.

Risvolto: Come è possibile per docenti, studenti e genitori utilizzare al meglio le opportunità offerte da Internet? Quali sono le ragioni per cui una scuola dovrebbe utilizzare le reti telematiche? E quali sono le difficoltà, ma soprattutto i vantaggi sul piano didattico organizzativo e tecnico? Internet può rappresentare l’occasione per ridefinire il paradigma educativo, se utilizzata per superare le tradizionali pratiche didattiche.

Internet per la didattica è strtutturata secondo i passi previsti da una proposta: una tassonomia per l’apprendimento in ret. Un percorso che inizia con la conoscenza tecnica degli strumenti (web, posta elettronica, motori di ricerca) e prosegue attraverso l’utilizzo di una metodologia per costruire e condividere conoscenza in rete, fino ad arrivare alla realizzazione e partecipazione a progetti che utiizzano la rete stessa come supporto. Sono presenti inoltre indicazioni pratiche per introdurre Internet a scuola, metodi efficaci per reperire informazioni e risorse utili, stabilire contatti e collaborare a progetti didattici internazionali. Intervite e contributi danno voce alle più significative esperienze di utilizzo delel reti a scuola in Italia e all’estero.

  • Sommario
  • Prefazione
  • Introduzione
  • Internet a scuola?
  • Come si fa a portare Internet a scuola?
  • Una tassonomia degli obiettivi educativi per l’apprendimento in rete
  • Se una notte d’inverno un internauta
  • Cercare informazioni nella rete
  • Comunicare in rete con altre persone
  • Costruire e diffondere conscoenza usando il web
  • Apprendere in rete insieme agli altri
  • Collaborare a un progetto in rete
  • Progetti ed esperienze in Italia e all’estero
  • Un’indagine sulla diffusione di Internet nelle scuole in Italia
  • Conclusioni
  • Bibliografia
  • Ringraziamenti

Editore:Apogeo
Data di Pubblicazione: 1998
Collana: Cultura digitale
ISBN: 8873033954
ISBN-13: 978887303395
Pagine: 384

Recensioni di “Internet per la didattica”

Punta e Clicca

Maecla

Associazione italiana biblioteche. Bollettino AIB 1998 n. 4 p. 514-515

Gens Elettrica

 

 

Gens electrica – tendenze e futuro della comunicazione

A cura di Bernardo Parrella

John Perry Barlow, Il migliore dei mondi possibili;
Alberto Berretti, Il domani di Internet;
Paulina Borsook, Silicon Polity, o la vera rivincita dei nerd
Franco Carlini, Ma che network è?
Karen Coyle, Potrà mai essere così difficile?
Arianna Dagnino, L’Africa che scotta
Lorenzo De Carli, Fuori servizio: per una critica all’uso funzionale di Internet
Mark Dery,Venivano dal cyberspazio:dalla setta suicida all’alienazione higth-tech
Jaron Lanier, Agenti d’alienazione
Fabio Metitieri, Internet e chiacchiere: un gioco pericoloso
Eleonora Pantò, Profezie di ieri: Edipo e l’Information Technology
ToshanIvo Quartiroli, Lo spirito del computer
Mafalda Stasi, Il network di Babele: lingua madre o lingua padre?
Bruce Sterling, Network altamente instabili: lo stato di salute dellanazione digitale
Sherry Turkle, Osservare attraverso il computer: l’educazione nella cultura della simulazione
Ellen Ullman, Vicino al cuore della macchina: tecnofilia e sue delusioni.

Quarta di copertina: L’evoluzione umana va affacciandosi sullo stretto passaggio che prevede e accompagna il gran salto nel nuovo millennio: inevitabile la fibrillazione planetaria. Complice l’impennata digitale, dove per primi vibrano i bit della comunicazione globale, aspettative e visioni appaiono più comlpesse che mai. Caduti muri e steccati, Internet sarà davvero la creatura in grado di cambiare il mondo? Spiccheremo finalmente il volo verso l’esplorazione di nuovi percorsi lungo la cultura della simulazione e le sue vacillanti superfici postmoderne? Oltre ogni possibile risposta a questi e ad altri rompicapi (appositamente selezionati dall’odierno magma tecno-culturale e raccolti in questa antologiai), è vitale sintonizzarsi sul fremito continuo che innerva il pianeta elettrico. E la sua elettrizzante gente.

Risvolti: Scritti appositamente per l’occasione, i saggi italiani presenti in questa antologia si occupano di:

  • Antonio Berretti: delineare il futuro prossimo di Internet in tema di mondializzazione e censura, iper-crescita e commercio elettronico, PICS e domini.
  • Franco Carlini: chiarire come Internet può cambiare il mondo, quando riusciremo a viverla pienamente come un nuovo medium che opera a tutto campo.
  • Arianna Dagnino: indagare sul come e perché il crogiolo dell’Africa, faccia gola all’occidente digitale , e quali le speranze di impedirne la cyber-colonizzazione.
  • Lorenzo De Carli: ragionare sulle sovrapposizioni spazio-temporali nel continuum tra cyberspazio e spazi quotidiani, con l’affollata Internet al crocevia tra commercio e società .
  • Fabio Metitieri: illustrare luoghi e percorsi dell’interattività sociale, dai MUD alle chat, insieme ai pericololi che minacciano il blocco della comunicazione globale senza filtri.
  • Eleonora Pantò: riflettere sulla ridefinizione del rapporto tra tempo e lavoro con l’avvento globale dell’information technology, anche grazie ad alcune profezie francesi di vent’anni fa.
  • Ivo Toshan Quartiroli: meditare sull’illusione che oggi la mente-ego tenta di imporre tramite l’ubriacatura informatica e virtuale, passaggio obbligato sulla via della consapevolezza.
  • Mafalda Stasi: smontare la neutralità delle tecnologie e dei linguaggi utilizzati on-line nei MUD, per reintrodurvi la prospettiva di gender, sessuata, come elemento imprescindibile e vitale.

Inediti in Italia, i contributi statunitensi scelti per questa raccolta propongono di:

  • John Perry Barlow: immaginare scenari d’ottimismo, finanche utopie, nel futuro del cyberspazio, comunque sempre assai fluidi e carichi di fattiva speranza.
  • Paulina Borsook: cavalcare l’intreccio tra tecnologico, personale e politico per mettere a nudo i limiti della tecnoélite californiana con smanie di potere.
  • Karen Coyle: smitizzare l’assunto per cui l’informatica è una faccenda tutta virile, così da togliere il computer dalle mani di una minoranza per aprirlo finalmente all’esplorazione femminile.
  • Mark Dery: comprendere i meccanismi che fanno muovere all’unisono media inquieti e politici high-tech, sette suicide e cyber-gnostici verso l’alienazione extra-terrestre del mondo solo virtuale.
  • Jaron Lanier: spiegare come è perché i cosiddetti agenti intelligenti siano inutili, dannosi e rendano stupidi gli umani, quando invece sono il cuore e l’esperienza a guidare nell’era tecnologica.
  • Bruce Sterling: incitare a sporcarsi le mani per costruire il futuro, poiché, vinta la rivoluzione digitale, tutto scorre e tutto cambia, perfino la società dell’informazione e il computer.
  • Sherry Turkle: sperimentare i percorsi secondo cui la cultura della simulazone e i suoi soggetti oggetti, realizzati da noi umani, modificano le nostre concezioni della vita e dell’educazione.
  • Ellen Ullman: narrare squarci di vita immersi nel mondo astratto dei programmatori, tra macchine, codici e algoritmi, ma con l’urgernza del desiderio e il bisongo di risposte sociali e filosofiche.

Editore: Apogeo
Data di Pubblicazione:
1998
Collana:
Connessioni
ISBN:
8873033962
ISBN-13:
9788873033967
Pagine:
VII-253

Recensione e intervista a Bernardo Parrella a cura di Pol.it

Le prime righe

Introduzione

Per un pianeta elettrico

Bernardo Parrella
berny@well.com

Trasversalit� e contaminazione, decentramento e nomadismo. Questi alcuni dei paradigmi rizomatici che, dentro e fuori l’eruzione telematica, vanno innervando il pianeta elettrico di fine millennio. Un pianeta, per i meno attenti alle dinamiche virtualmente reali, sempre più percorso da fremiti e rivolgimenti che, a ogni livello e in ogni contesto, rimettono continuamente in discussione (apparenti) certezze accumulate nel tempo.
In pochi anni, sono crollati con fragore muri e ideologie, scemate di colpo guerre calde e fredde, avanzati a ogni latitudine benessere e conoscenza; e sull’altra sponda, ecco spalancarsi irrimediabilmente le condutture del villaggio globale, il “big bang” dell’era digitale che si avvia alla conquista di spazi sempre più ampi nelle vite pubbliche e private di ciascuno di noi. Tutto a posto, dunque? No, non proprio. Larghe fasce di popolazione sono ancora alle prese con carestie alimentari e guerre etniche, nel cosiddetto “sud del mondo”; mentre nei paesi “sviluppati” crescono disuguaglianza e ingiustizie sociali, economiche, civili. Lo sappiamo fin troppo bene: è sufficiente guardarsi un attimo intorno, nelle grandi metropoli in provincia, in Italia e altrove. O seguire, anche distrattamente, le notizie diffuse da giornali e mass-media. Nonostante il duemila alle porte, non mancano certo i problemi sul globo terrestre, anzi. Ma contemporaneamente, come e più di prima, abbondano anche speranze e progetti articolati. E stavolta pare impossibile tener fermo il coperchio sulla pentola in ebollizione. Più difficile reprimere, isolare, discriminare. Assai meno chiusi i network d’ogni tipo che portano alla condivisione extra-nazionale della concretezza pacifista e creativa. E come se non bastasse, ogni evento locale può istantaneamente trasformarsi in un fatto di portata globale e viceversa.

© 1998, Apogeo

(estratto)

Profezie di ieri: Edipo e l’information technology

Eleonora Pantò

Allora gli stateghi celebrarono il sacrificio […] Le vittime diedero responso sfavorevole in merito alla partenza. Per quella giornata, di conseguenza, rimasero fermi. E alcuni osarono dire che Senofonte aveva convinto l’indovino a dchiarare che le vittime davano segni sfavorevoli alla partenza perché desiderava fondare una città in quel luogo. Allora Senofonte fece proclamare dall’araldo ch chiunque volesse poteva partecipare al sSenofonte acrificio dell’indomani, e se c’era qualche altro indovino poteva partecioar anch’egli all’ispezione delle viscere.

Senofonte (1)

Gli antichi sacerdoti traevano le profezie dal volo degli uccelli e dalle viscere degli animali: con gli strumenti a loro disposizione cambiavano la storia e il destino degli uomini. E ser per Cassandra il dono della veggenza è un pesante fardello, i futurologi d’oggi sono ricercatori ambiti dalle più grandi aziende.

Come già accadeva ai tempi di Senofonte, è sempre molto forte il sospetto che il rapporto tra chi effettua le previsioni e chi le commissiona influenzi non poco i risultati delle ricerche. Secono quanto sostiene Cesareo nel suo bel viaggio Lo strabismo telematico (2), la differenza fra committenza pubblica o privata sembra produrre da un lato la legittimazione dei legislatori, dall’altra la conferma delle strategie che le aziende intendono perseguire.

L’analisi sul futuro della “società  dell’informazione”, termine abusato e ormai logoro, impegna economisti, sociologi, manager da almeno una trentina d’anni, con approcci alternativamene ottimisti e pessimisti, ma sempre tendenti all’eccesso.

Fra tutte le ipoteche che stiamo per estinguere, scegliamo quella di due funzionari del governo francese che risale al 1978. Il loro rapporto (3) fu un best-seller in Francia e (oltre): postulava la necessità dell’informatizzazone di statao e intravvedevq i mutamenti sociali che avrebbero portato alla fine del lavoro. Convivere con il calcolatore è il titolo italiano: lascia presagire un futuro ineluttabile e poco piacevole, quasi una patologia.

Il rapporto Nora-Minc

La crisi petrolifera del 1973 segna il brusco risveglio dopo il trentennio di costante progresso del dopoguerra: finita la stabilità dei prezzi, l’energia non sarebbe più stata disponibile a prezzi irrisori. Immaginare nuovi scenari diventata una necessità : occorreva tra l’altro riflettere sulle conseguenze dell’informatizzazione della società , soprattutto per valutare se ciò avrebbe aggravato o meno la crisi economica in corso.

[to be continued]

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