Paga con un tweet

Oggi ho scoperto una nuova moneta: il tweet.

Pagando un tweet (anticipato) ho potuto scaricarmi un ebook in pdf, che in alternativa si puo’ acquistare su Amazon per una ventina di euro mi pare: il libro si intitola “Oh My God What Happened and What Should: This book is for everyone who wants to move into the digital era of awesomeness

Mi e’ andata bene perche’ il libro e’ molto ben fatto e si presta ottimamente alla lettura a video: sono circa 170 pagine ma si legge molto velocemente, e’ un po’ come sfogliare uno lungo powerpoint anche se non ci sono immagini, alcuni concetti sono interessanti e innovativi e altri più scontati, ma in generale vale il tempo di una veloce lettura.

Ecco che mi sono prestata a pubblicizzare un libro che non avevo letto, mettendoci la mia faccia per la curiosita’ di provare il modello “paga con un tweet” : gli abili markettari e autori (innovative thunder) di fatto promuovono in un colpo solo loro stessi, il libro, la tecnologia (dicono che il serivizo paga con un tweet sara’ disponibile per chi lo vorra’) e il metodo, definito nel libro come “forced viral”.

Dal valore del passaparola alla “valuta sociale” il passo non e’ molto lungo, la valuta sociale di un marchio soddisfa due bisogni: quello di appartenenza e quello di essere importanti (ai propri occhi ma soprattutto a quegli degli altri): una presentazione e una serie di webinar interessanti a cura di Mobile Youth.

La valorizzazione in termini “economici” delle relazioni sociali è al centro della rivoluzione 2.0,  su questo che si basano i nuovi modelli pubblicitari e anche i nuovi modelli organizzativi: “crowdsourcing” è una parola che ormai fa rima con “open innovation” e open enterprise, e mi sembra il messaggio piu’ forte che è passato quest’anno dal Forum Enterprise 2.0 organizzato da Open Knowledge.

Far circolare un messaggio, un link o un contenuto attraverso il proprio network di contatti ha un costo pari a zero (se non si calcola il tempo che si dedica alla gestione e alla cura di queste relazioni attraverso la rete) ma spesso ha un impatto molto basso quando si tenta di tradurre la presenza e la partecipazione virtuale in qualche atto reale: cosi’ a un evento che su facebook ha 400 iscritti si possono presentare in 2 e allo stesso modo un gruppo che conta quasi 2000 membri su Facebook raccoglie 90 euro (18 quote)su YouCapital. Per questo è molto interessane la riflessione di Clay Shirky quando parla di “ripensare le forme di attivismo politico” (e grazie a Fabio Giglietto per la sua sintesi).

Probabilmente pero’ si tratta di spinte diverse: aderire al gruppo Facebook fa riferimento alla “valuta sociale” mentre altre forme di attivismo (come versare una quota su Youcapital) ci fa pensare di poter anceh cambiare il mondo, come sostiene questo lavoro di ricerca, su crowdfunding e giornalismo.

Lo scioglimento del libro

L’interesse per i libri elettronici intesi come dispositivi, formati ed esperienze d’uso, mi ha portato ad iscrivermi al corso ebooklearn organizzato presso UniTuscia da Gino Roncaglia e Francesco Leonetti. Un’occasione di approfondimento: ho apprezzato molto l’approccio basato sulla modalità d’uso, i riferimenti narrativi al “libro”, i formati, la storia dei dispositivi, le esercitazioni pratiche.
Questo video riassume bene il passaggio verso una nuova tecnologia di lettura, o con Roncaglia, a una nuova “interfaccia” di lettura.

Il libro inteso come una raccolta di fogli rilegati e’ un’interfaccia unificante, una tecnologia a cui si sono adattati diversi utilizzatori: in futuro credo che per libro si intenderanno cose molto diverse fra loro, che renderà necessario un arricchimento semantico.

Uno scolaro è abituato a sottolineare e a risolvere esercizi sul libro, ha bisogno di immagini, di simulazioni didattiche, a un ricercatore servono testi diversi da comparare e da citare (come cambieranno le citazioni senza il riferimento alle pagine?) e forse non dovrà più viaggiare per le biblioteche di mezzo mondo per consultare libri antichi nè aspettare giorni o mesi per ricevere l’ultima fatica del collega oltreoceano. Se venti anni fa i manuali per i software dei mainframe si misuravano a metri, forse fra vent’anni saranno in pochi ad avere il problema di trovare un posto in casa ai libri…

Tim Spalding, fondatore di LibraryThing, invitato al Salone del libro di Torino, era molto preoccupato dal successo di libri elettronici, che nelle sue parole se segneranno la fine delle librerie e delle biblioteche.

Siamo davvero all’inizio di un processo che vedrà un grande cambiamento nell’industria editoriale: a cosa serviranno gli agenti editoriali?

Gli stessi editori dovrebbero cominciare a pensare di non vendere piu’ l’oggetto libro, ma una serie di servizi correlati al contenuto, di cui le pagine rilegate sono solo una delle possibili forme.

Senza per ora entrare nel merito della multimedialità e dei “vook” (video book) segnalo, una per tutti la casa editrice Scriptaweb di Napoli: i testi sono accessibili dalla piattaforma dell’editore, quindi di fatto, si acquista l’accesso in lettura a un contenuto che può essere commentato dai vari lettori e consente all’autore decide di fare modifiche, e i lettori (o gli abbonati a quel contenuto) ne saranno informati. Se poi siete come me, potete anche acquistare il volume di carta e riceverete una copia personalizzata che vi invita comunque ad usare principalmente l’edizione online, che offre molti servizi aggiuntivi.
Altra esperienza pilota in Italia in campo universitario è il progetto Darwin del Mulino: un progetto con un’impostazione molto solida e lungimirante.


Esempi analoghi a livello internazionale sono VitalSource Bookshelf di Elsevier, oppure in ambito scolastico Flatworld knowledge

ebookfest
L’editoria scolastica è ancora alla ricerca di un’identità : senza linee guida, apparentemente senza ricerca alle spalle, destinata a un pubblico immaturo e molto spesso impreparato e senza infrastrutture. Se l’Active Books sembra la soluzione più semplice e indolore per gli editori e anche per gli insegnanti che faticano a immaginare un “libro di testo, non a pagine”, altri editori stanno cercando nuove vie, investendo su prodotti sperimentali per ora liberamente accessibili.
In questa situazione di grande mutamento, vale davvero la pena di segnalare e d partecipare all’ebookfest 2010 perché come dicono gli organizzatori è necessario “supportare culturalmente i processi di cambiamento scaturiti dal ritmo serrato dell’innovazione tecnologica”

Ning e le community perdute

Ci si arrabbia giustamente moltissimo con Facebook e il suo modo sbrigativo di gestire i dati degli utenti, ma non mi pare che ci siano altrettante lamentele/critiche in seguito alla decisione di NING di chiudere il servizio free. Sarà che ci si sente in debito ad usare un servizio gratuito e quindi non ci si stupisce più di tanto. Gestisco 4 community su NING: 3 sono legate in quache modo ai contenuti digitali (per la didattica, per il giornalismo partecipativo e futuro della lettura) e una è dedicata ai bambini vivaci / iperattivi.

Dal 4 maggio, sappiamo che non ci sono possibilità di avere spazi gratuitui (forse per le scuole ma non si sa): ad oggi c’è la possibiltia’ di esportare il file CSV con i dati degli iscritti e pare – perché non sono riuscita a caprie come – di fare un backup dei contenuti che nessun servizio fra quelli che aspettano a braccia aperte gli orfani di NING, è in grado di utilizzare. Ah, l’interoperabilita’! Ah, i formati aperti!!

Trovo scorretto che NING tratti in questo modo chi ha contribuito al loro successo: che valore ha il fatto di aver portato su ning qualche centinaio di utenti? aver caricato foto, video, avviato discussioni nei forum? Sarebbe interessante sapere quali sono le loro previsioni di business… perche’ non adottare il modello flickr? fino a 200 utenti gratis.. e poi paghi..

Ho fatto un tentativo estremo, dato che non ho trovato indicazioni di sorta, e ho cliccato il bottone “cancella questa community”: immediatamente, http://giornalismopartecipativo.ning.com non esiste più.. nessuna domanda, nessuna verifica ..

Se davvero l’esigenza di tagli impone il passaggio del servizio a pagamento, sarebbe stato corretto che in questi 4 mesi (dall’annuncio di aprile alla chiusura di luglio) si fosse lavorato per creare una modalita’ per l’esportazione dei dati… verso i cms piu’ diffusi come drupal, wordpress, ecc…

Sarò molto grata a chi ha gia’ affrontato e risolto il problema della migrazione dei dati da ning vs altri servizi free, se si facesse vivo.. non mi interessano segnalazioni di siti che fanno piu’ o meno le stesse cose di ning, ho gia’ letto un po’ di articoli, ma non c’è nulla di convincente…

Crowdfunding, giornalismo, librerie online, open education

Ho avuto un paio di settimane molto intense: dopo il barcamp di Genova, l’11 maggio sono stata al festival delle libertà digitali per i 5 anni di Wikimedia ho incontrato face-to-face Frieda Brioschi, organizzatrice e anima dell’evento insieme a Cristian Consonni (le loro età sommate fanno meno di 50 anni) Alberto D’Ottavi, Nicola Mattina, Livia Iacolare: presenze familiari con le loro iconcine sul mio twitter e che ora hanno acquisito una fisicità in 3D. Alberto ha presentato Blomming, una piattaforma per gli artigiani del terzo millennio che potranno vendere i propri manufatti in rete con una modalità molto semplice, Nicola ha presentato StartUpCloud, un progetto di mentoring per i giovani startupper, mentre Monica Rossi ha presentato Storie Digitali.

Molto efficace anche la presentazione di OilProject, un progetto che e’ gia arrivato a 5 anni di vita e che è stato in grado di reinventarsi sempre nuove forme per raggiungere un pubblico più vasto: insieme a Nicola Aliprandi, che ha colto l’occasione per presentare “Matematica C3”, pubblicato da Matematicamente.it, codice ISBN 978-88-96354-04-9 con licenza creative commons (costa 5 euro e può essere adottato come libro di testo secondo le recenti normative ministeriali), abbiamo avuto l’opportunità di vedere due grandi progetti di open education, realizzati grazie al volontariato.

Frieda mi ha dato l’opportunità di presentare Youcapital e siccome c’era anche l’intervento di GlobalVoices in Italiano, ho avuto il piacere di reincontrare Stefano Ignone e Maria Grazia Pozzi, autorevoli colleghi di traduzione volontaria.

Con l’avvio del Salone del libro, si sono concretizzate le tavole rotonde lungamente preparate, grazie al supporto della Regione Piemonte e dell’impareggiabile Augusta Giovannoli, sul tema Open Education e Community di lettori, all’interno del programma intitolato “Il futuro delle idee”. Il 13 naggio, dopo l’ottimo intervento di apertura di Juan Carlos de Martin del Centro Nexa, che vede nell’ethos dell’educatore le premesse per la libera circolazione della conoscenza, Rosanna de Rosa dell’Universita’ Federico II, ha presentato Federica ed è stata assediata da molte domande legate soprattutto al modello organizzativo che sta dietro al successo del progetto di web learning. Vale la pesa di ricordare che De Rosa sostiene che nella didattica il contesto e’ fondamentale: insomma Context is the king e che quindi la presunta riusabilità dei materiali sia tutta da verificare. Cecilia Cognigni delle Biblioteche Civiche di Torino ha sottolineato come la disponibilità di risorse educative online liberamente accessibili e provenienti da fonti autorevoli possa essere di grande aiuto alle tante inziative di formazione continua sostenute appunto dalle biblioteche. Federico Morando, sempre di Nexa, ha poi fornito alcune indicazioni più approfondite sulle licenze Creative Commons. Se riuscite a superare l’ilarità dovuta alla mia faccia (pensavo di non essere ripresa) qui c’e’ una mia intervista a cura di wipie-tv sul tema open educaiton

Il salone è stata anche l’occasione di fare la conoscenza di Davide Gomba, Stefano Moriggi, Giorgio Olivero di Todo e Massimo Banzi. Quest’ultimo è uno degli inventori di Arduino, “una piattaforma di prototipazione elettronica open-source che si basa su hardware e software flessibili e facili da usare. È stata creata per artisti, designer, hobbisti e chiunque sia interessato a create oggetti o ambienti interattivi” nato per scopi didattici e oggi un successo su scala mondiale, grazie alla facilità della piattaforma di programmazione (per farsi un’idea delle potenzialità didattiche, vale la pena di leggere questo post e vedere il video, realizzati da una ex allieva di Banzi).

La tavola rotonda sulle community di lettori, il 15 maggio è stata animata dalla presenza di Tim Spalding, in arrivo dal Maine -US, che grazie al valido supporto della traduttrice, ha spiegato con grande simpatia di come in Italia, Librarything abbia una presenza marginale, nonostante a livello mondiale sia una delle piattaforme di social cataloguing più diffusa con più di 55 milioni di titoli e 11 milioni di utenti. Barbara Sgarzi ha presentato Anobii e il libro “Il Tarlo della lettura” che riporta alla carta ciò che è stato creato in rete, ovvero le recensioni dei libri fatte a cura dei lettori e non dei “critici letterari”. Gino Mattiuzzo di Google Libri ha parlato di Google Edition, prossima iniziativa che appare soprattutto commerciale e poco o nulla legata a discorsi di tipo social e infine Emanuele Zippilli con Bookerang, unica esperienza italiana che tenta di creare un circolo virtuoso fra il web e le librerie – dal “click” al “brick”. Spalding ha più volte sostenuto che se gli ebook avranno successo, assisteremo alla fine delle librerie, dando inoltre evidenza alla sua passione per le biblioteche. Qui l’intervista a Tim Spalding a cura di Wipie TV

Come non citare anche l’incontro all’interno dell’iniziativa Laboratorio Europa promosso dal Corso di Comunicazione Pubblica e Politica, con Raffaella de Marte, responsabile della presenza italiana del Parlamento Europeo in rete, nonché deux-ex machina della relativa pagina facebook: non è facile superare burocratismi per arrivare ad usare questi media, eppure ce l’hanno fatta. Molto carini i video virali (There’s always time to vote 123) e low budget di promozione per il voto delle passate elezioni, che in Italia non sono arrivati grazie al niet del nostro governo che non li ha considerati adeguati.

Per concludere, grazie a Fabio Malagnino, venerdi 21 maggio ho avuto l’emozione della diretta radio, per parlare nuovamente di Youcapital e di editoria nella trasmissione Senza Rete a cura di Gianluca Gobbi e Fabio Malagnino con la regia di Roby Vaio che va in onda il venerdi’ dalle 13 alle 14 su Radioflash (qui ci sono le … prove). La radio mi piace e la ascolto tutte le volte che posso e stare per una volta dall’altra parte dell’altoparlante è stato molto divertente…

E domani al TOSM si va in onda con il nuovo sito CSP e la nuova TV… è quasi ora di andare in vacanza!!!

Youcapital.it, parte il crowdfunding italiano

Cosa vuol dire crowdfunding? penso che si potrebbe dire “colletta” pero’ perderebbe metà del suo fascino: l’idea e’ che con piccole donazioni da parte di molti si possano finanziare microimprenditori come fa kiva oppure inchieste giornalistiche.


Antonio Rossano (con cui abbiamo condiviso l’avventura di Citizen Media), ha presentato la sua idea di crowdfunding al Working Capital di Napoli. Senza perdere tempo Antonio e Luca Longo di The Populi, hanno fondato l’Associazione Pulitzer che fa da garante al progetto
YouCapital – Fondi per le tue idee, progetto italiano per il crowdfunding, che Antonio presenta così:

” Il progetto, non-profit, è realizzato dall’Associazione Culturale Pulitzer, che ha l’obiettivo di promuovere strumenti e attività a sostegno della progettualità individuale e di gruppo, nel mondo del giornalismo, dell’ informazione e della comunicazione. L’Associazione Pulitzer è nata lo scorso gennaio su iniziativa di Antonio Rossano e Luca Longo, che già da tempo operano nel mondo del giornalismo partecipativo e della comunicazione su internet, realizzando progetti di citizen media come The Populi e Yurait Social Blog. La piattaforma Youcapital consentirà a giornalisti ed operatori del settore di pubblicare progetti, raccogliere adesioni e sostegno, ma soprattutto il finanziamento proveniente da donazioni ed erogazioni liberali, secondo il modello analogo già sperimentato con successo negli Stati Uniti di Spot.Us. Alla sua realizzazione partecipano con vari ruoli e competenze, Eleonora Pantò, Roberto Zarriello, Vittorio Pasteris e un network di operatori dell’informazione distribuito su tutto il territorio nazionale.

Il primo progetto pubblicato sulla piattaforma Youcapital.it è un inchiesta giornalistica, proposta da Antonella Beccaria, dal titolo La strategia della tensione tra Belgio e Italia. Lo scopo di questa inchiesta è quello di studiare i fenomeni criminali e di terrorismo che si verificano in Belgio tra la fine degli anni settanta e per tutti gli anni Ottanta fino ad arrivare al decennio successivo, ed i punti in comune con le analoghe vicende italiane.

Antonella Beccaria, giornalista, scrittrice e blogger, è un esperta di problematiche politiche e degli “anni di piombo”. Su questi argomenti ha già pubblicato alcuni libri, tra i quali “Uno bianca e trame nere” (2007), “Pentiti di niente” (2008) “Attentato imminente” (2009) e “Il programma di Licio Gelli” (2009) mentre per maggio 2010 è in uscita “E rimasero impuniti – Dal delitto Calvi ai nodi irrisolti di due repubbliche”.

L’ obiettivo principale per la piattaforma Youcapital è quello di divenire un punto di riferimento in Italia per tutte le iniziative dal basso, che partono cioè senza un editore alle spalle, fondate sull’ iniziativa e la progettualità e sui meccanismi della solidarietà sociale.”

Giornata Mondiale Malattie Rare

Giornata Malattie RareLe malattie rare sono quelle che hanno un’incidenza inferiore a 5 casi su 10 mila abitanti: tuttavia in Europa sono piu’ di 3o milioni le persone affette da queste malattie, anche se non esistono dati certi a livello mondiale.

La Giornata Mondiale delle Malattie Rare ha l’obiettivo di fare conoscere le problematiche connesse a queste patologie ed in particolare sostenere la necessità dell screening neonatale, che in alcuni casi può essere determinante per la qualità della vita futura del bambino, e sostenere inoltre la necessità della ricerca farmaceutica, anche per i farmaci “orfani” ovvero quelli che non offrono rientri “commerciali” di grandi entità .

In Italia nascere in Toscana o in Emilia Romagna può fare una grande differenza, perché in Toscana lo screening neonatale è obbligatorio, mentre ad esempio l’Emilia Romagna è una delle Regioni che non aderisce al Registro nazionale, realizzato presso il centro malattie rare dell’Istituto Superiore di Sanità .

Norma Lelli   ha preparato per Global Voices Online questo bel post in inglese e in italiano che vale la pena di leggere per saperne di più, perché “da soli siamo rare, insieme siamo forti”.

Tanti anni fa a casa mia circolava una storiella: alla domanda all’ingresso del cinema su come fosse il film, la risposta era stata “donne e banditi”.

Di questi film su donne e banditi ne abbiamo viste in questi mesi diverse varianti: “Ciarpame senza pudore”, “Festini alla domus aurea”, “L’utilizzatore finale”, “Il business delle donne bustarelle”

E ha ragione Luciana Littizzetto quando dice che “donne che per soldi aprono le gambe dicesi mignotte”, ma in questa “mignottizzazione” ci siamo talmente dentro, che ormai sembra il male minore.

Al punto che è diventa necessario dichiarare che “io non considero normale che le donne siano trattate come merce di scambio nelle relazioni personali e professionali, nella politica, nella comunicazione.” e raccogliere firme per [vai sul sito www.nonconsideronormale.com] per ricordare ai candidati di sinistra alle regionali che tra l’altro le donne sono più del 50% dell’elettorato.

Visit Donne Pensanti

L’insofferenza fra le donne cresce (basta fare una ricerca per pubblicita offensiva donne): Donne Pensanti – Resistenza attiva è una delle iniziative che si descrive cosi’: Resistenza al modello univoco e merceologico di femminile che domina l’immaginario italiano, attiva perché parte da una comunità web ma punta a iniziative e progetti concreti e nel reale, 2.0 perché usa tutte le migliori caratteristiche aggregative della Rete per diffondersi sia a livello nazionale che locale” La community è molto attiva e le iniziative sono articolare in gruppi territoriali e altre iniziative come “testimonia il femminile”… tante belle energie messe in campo.

Peccato che la possibiltà di usufruire gratis dello spazio su NING preveda l’invasiva pubblicità di Google e la presenza di link sponsorizzati non proprio adatti al contesto… come si vede dalla figura.. certo non una cosa determinante e Alla lunga si impara ad ignorarla.

E’ troppo pensare di chiedere a google la “de-mignottizzazione” dei link sponsorizzati?

Declino e caduta dell’impero scolatisco

Mattino: aa giornata comincia con l’articolo di Chiara Saraceno su Repubblica: La dieta dimagrante della scuola italiana (titolo poco azzeccato, forse depauperamento sarebbe stato meglio), che si chiude con questa frase “Quanto più la scuola pubblica sarà squalificata e privata di risorse, tanto più diventerà la scuola di chi non può scegliere altrimenti, dei poveri, degli immigrati.”. Un’occhiata al blog della maestra Paola, oggi “chiuso per tristezza” come si fa a non essere depressi in questa Italia fondata sulla mazzetta, gli inciuci, il riciclaggio, i massaggi, le risate sui terremotati…
Un po piu’ tardi nel pomeriggio un’altra eco dalla scuola: il Ministero ha pubblicato i regolamenti definitivi per la riforma delle superiori con grande ritardo scaricando sulla Regione l’onere di assegnare gli indirizzi che ogni scuola potrà attivare… il caos regna sovrano.
Sera: la scuola e’ immobile? Il prof Maragliano si interroga sul ruolo della scuola dentro la società della comunicazione che non può essere isolato e che si può risolvere solo coniungando approcci riformisti e conservativi (svoltismo e continuismo), e in fondo fa anche un po’ ammenda, quando dice che nessuna “commissione” potrà riformare la scuola, visto che lui stesso ha fatto parte a metà degli anni 90 della commissione dei quaranta saggi di Berlinguer (ma la commissione Bertagna promossa dalla Moratti non ha certo avuto maggior fortuna).
Caos, malessere, immobilismo, privazione: non e’ un bel quadro quello che ci offre oggi la scuola italiana, che sembra soprattutto pervasa da un senso di sconfitta e pessimismo.

Voci globali crescono con lastampa.it

Dopo alcune settimane di lavoro preparatorio, a partire di un’idea di Bernardo Parrella e Anna Masera, prende il via Voci Globali: il meglio della blogosfera internazionale, partnership tra lastampa.it e Global Voices Online in italiano.

Su Voci Globali si potranno leggere in italiano post provenienti da tutto il mondo: alcuni sono nomi ben noti della blogosfera mondiale, mentre altri sono meno conosciuti al pubblico italiano, questo è l’elenco dei primi blog che abbiamo selezionato.

La redazione virtuale, costituita da traduttori che vivono ai quattro angoli dal globo e che collaborano anche a Global Voices Online, si occupa di scegliere, tradurre e pubblicare post ritenuti più significativi: i post saranno rilasciati con licenza aperta e saranno commentabili.

“Meet the boss” all’Erasmian European Youth Parliament

Erasmian European Youth ParliamentTorino è la Capitale Europea dei Giovani del 2010, dopo Rotterdam e prima di Anversa nel 2011 e la prima iniziativa è l’Erasmian European Youth Parliament, in svolgimento dal 7 al 14 febbraio. 175 studenti delle superiori che arrivano da 16 paesi europei hanno lavorato tutta la settimana, suddivisi in varie commissioni, per discutere di ecosostenibilità . Al termine dei lavori voteranno in un’assemblea pubblica la risoluzione da consegnare al Parlamento Europeo (degli adulti).

All’interno della manifestazione è stata organizzato l’evento Meet the Boss, in cui gli studenti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con personalità della città , politici e manager a cui fare domande difficili. Per i casi della vita mi sono trovata a fare il “boss”, nonostante un terribile raffreddore, a tavola con una ventina di ragazzi provenienti da Olanda, Germania, Inghilterra, Italia, Rep. Ceca, Turchia, Romania e un manager della Toro Assicurazioni.
Meet the boss EEYP
Il mio tavolo doveva affrontare il tema dell’ecosostenibilità dal punto di vista economico: i ragazzi erano molto consapevoli che porre vincoli alle imprese per passare a metodi di produzione più compabili con la natura, avrebbe potuto comportare maggiori costi e possibili spostamenti della produzione in altri paesi e quindi ci chiedevano quali potevano essere le leve per convincere gli imprenditori a non trasferire le produzioni anche a fronte di costi maggiori.

Questi ragazzi affrontavano le questioni con un respiro “europeo” pur sapendo che poi ogni paese sarebbe stato libero di definire localmente lequestioni di ordine ecomico e sociale. Abbiamo parlato anche dell’importanza dell’educazione e di come l’idea dell’ecosostenibilità dovrebbe essere insegnata a scuola (ho lanciato l’idea del bollino verde da dare alle scuole): così è emerso che due ragazzi olandesi studiavano cinese mandarino a scuola e che avevano in progetto di partire alla fine della scuola per andare in Cina: una nota positiva, che tutta la chiacchierata sulla necessita’ di proteggere il mercato europeo, mi aveva un po’ intristito.

Soprattutto pensando all’altra iniziativa sul clima a cui ho collaborato, ovvero Global Change, e in particolare ai Climat Debt Agent il cui motto e’ “I paesi ricchi del mondo sono responsabili dei cambi climatici, mentre i paesei poveri ne pagano gli oneri. I paesi ricchi hanno un debito climatico enorme da pagere. Agiamo ora per ricordare ai politici i loro debiti”

Sicuramente i ragazzi dell’EEYP erano più bravi delle loro scuole (anche se alla domanda con quali criteri siete stati selezionati non mi hanno risposto) e durante la serata anche molto calati nel loro ruolo di delegati europei… ma erano davvero molto molto “professional” e devo dire sufficientemente ironici. Mi è rimasta molta curiosità di sapere come sarebbe finita la loro settimana…

A marzo sarà la volta di “Democrazia 2.0” e del convegno della stampa studentesca, a giugno ci sarà il “Future Campus” e a settembre l’assemblea delle associazioni universitarie europee “Thinking Pot”, che riunirà più di mille studenti… una bella occasione per far conoscere la nostra città a tanti ragazzi.