Ada Lovelace, il bicentenario dell’incantatrice di numeri

 

[ARticolo pubblicato su DOL’s Magazine  6 Dicembre 2015]

Ada Lovelace Nata nel 1815, ricorre quest’anno il bicentenario dalla nascita, che a Torino è stato celebrato dal Museo Piemontese dell’Informatica –MuPIn–  con una tre giorni, ricca di eventi dal 15 al 17 ottobre.

di Eleonora Pantò

La storia della duchessa Ada Lovelace, icona delle donne scienziate, è ormai piuttosto nota: figlia di Lord Byron, da lui allontanata per i suoi eccessi dalle madre matematica, che la immerge in un universo di razionalità fatto di numeri.  A 17  anni Ada incontra Charles Babbage e studia con lui la sua macchina analitica – a detta dello stesso Babbage è lei a trovare gravi errori; circa dieci anni più tardi tradurrà un saggio del torinese Luigi Menabrea sempre sulla macchina analitica a cui aggiunge notazioni, tra cui un algoritmo che le varrà così l’attributo di prima programmatrice. Muore giovanissima, a 36 anni, per un cancro, non prima di aver dilapidato molto denaro scommettendo sulle corse dei cavalli.

Nata nel 1815, ricorre quest’anno il bicentenario dalla nascita, che a Torino è stato celebrato dal Museo Piemontese dell’Informatica –MuPIn–  con una tre giorni, ricca di eventi dal 15 al 17 ottobre.

La celebrazione di Ada Lovelace, inizia nel 2009 da un’idea di  Suw Charman-Anderson, imprenditrice ed esperta di social computing, che parlando con le  sue amiche tecnologhe capisce quanto queste si sentano invisibili: lanciò l’idea di chiedere a tutte le blogger del mondo, di celebrare una donna tecnologa a cui ispirarsi, affinché anche le ragazze avessero dei modelli a cui riferirsi.

Torino ha un legame particolare con Ada Lovelace ed è per questo che Elia Bellussi – presidente del MuPIn – organizza l’Ada Day italiana dal 2012. Tuttavia quella del 2015 è stata davvero un’edizione speciale che ha coinvolto circa 600 persone grazie allo spettacolo teatrale su Ada, la fata dei numeri, a cura di  Valeria Patera, con un appuntamento serale ed uno mattutino per le scuole, la tavola rotonda all’Accademia delle Scienze di Torino, la presentazione di libri, il CoderDojo per i ragazzi e le famiglie, e poi momenti conviviali per il piacere di stare insieme e conoscersi.

L’emerito professore Angelo Raffaele Meo, ha aperto la tavola rotonda, moderata dalla prof.ssa Simona Ronchi della Rocca, nella splendida Sala dei Mappamondi dell’Accademia delle Scienze, e grazie alla sua straordinaria capacità divulgativa, ha permesso ai presenti di rivivere i punti salienti della vita di Ada, attraverso  gli scambi fra gli illustri matematici dell’epoca, che ora come allora avevano apprezzato il genio di Ada e le sue intuizioni.

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A.R. Meo cita Ada Lovelace e la Dott.ssa  Borgi dell’Archivio dell’Accademia delle Scienze

L’Accademia delle Scienze di Torino ha un legame forte con Ada: nella sua biblioteca sono state ritrovate, fra le carte di  Giovanni Plana proprio i manoscritti di Babbage, sulla macchina analitica, che grazie all’Accademia delle Scienze, su richiesta del MuPIn è stato possibile ammirare in quella sede.

 

 

 

 

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Replica (realizzata da IBM nel 1980 per la mostra A calculator chronicle: 300 years of Counting and Reckoning Tools, tenutasi a New York nel 1981) in scala 3/4 della sezione della Difference Engine del 1832

 

 

 

 

 

Lo scaffale di Plana dove erano rimasti quasi dimenticati i manoscritti di Babbage

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La tavola rotonda ha dato voce alle tante ospiti, che hanno presentato numerosi progetti volti ad incrementare il numero delle iscritte alle facoltà scientifiche e a dare fiducia alle ragazze:

Floriana Ferrari, Master inventor di IBM, con il suo slogan “programmare è portare i bit a fare una passeggiata” ha presentato  Programma Nerd sostenuto da IBM e La Sapienza di Roma;

Barbara Vecchi, fondatrice di Hopenly che si occupa di BigData, ha presentato Ragazze Digitali insieme a Emma Pietrafesa, socia di Stati Generali dell’Innovazione e rappresentante della rete Wister;

Azzurra Ragone, PhD in informatica leader italiana del progetto Women Tech Maker sostenuto da Google.

La più giovane relatrice Annalisa Toselli, studentessa e mentor del CoderDojo di Torino, ha parlato delle sua passione per la programmazione ma anche di come, già nella scuola superiore, una ragazza brava in informatica subisca commenti sessisti dai compagni.

Interessanti le suggestioni di Silvia Vaulà che dopo aver ottenuto un PhD in Fisica Teorica al Politecnico di Torino sperimenta nuove forme di fotografia, mentre Mariella  Berra, prof. Dell’Univ. di  Torino e responsabile del tavolo Nuove Tecnologie per gli Stati Generali delle Donne, ha parlato delle discriminazioni nei confronti delle donne e del fenomeno del tokenismo, ovvero la condizione in cui si trovano le donne che lavorano in contesti prevalentemente maschili. Il mio  contributo, connesso alla passione di Ada per i giochi, è stato relativo alle discriminazioni del mondo  dei videogame:  tra le altre, il fatto che scegliere di giocare  con un avatar femminile, prevede spesso un pagamento aggiuntivo,mentre gli avatar maschili sono gratuiti.

Una carrellata di talenti, che ha proseguito la serata con un aperitivo durante il quale è stato presentato l’ebook di Giovanna Giordano Maledetta informatica, uno dei premi collegati all’iniziativa di crowdfunding lanciata per l’occasione. La tre giorni è proseguita il sabato con il CoderDojo presso il Temporary Museum dove anche ai più piccoli è stata raccontata la storia di Ada ed hanno avuto la possibilità di esercitarsi con Scratch, mentre  Emma Pietrafesa e Mauro Alovisio del Centro Informatica Giuridica, si sono confrontati con i genitori su come accompagnare i loro ragazzi nell’uso della rete.  La cena delle Geek Girl ha chiuso le celebrazioni dell’AdaDay torinese

Secondo il biografo di Charles Babbage si tratta di un personaggio sopravvalutato,  tuttavia il 10 dicembre, la data di nascita di Ada Lovelace, lei sarà celebrata ancora in vari eventi: una donna che voleva estrarre l’essenza dell’universo, (“this brain of mine is something more than merely mortal…before ten years are over, the Devil’s in it if I have not sucked out some of the life-blood from the mysteries of this universe”) e che riuscì ad immaginare che la macchina analitica, potesse comporre musica.