Collaborazione per traduzione cercasi

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Se vi appassiona il tema delle risorse educative aperte, potete dare un contributo adesso.

L’instancabile gruppo dell’Unesco, capitanto da Susan D’Antoni, in cui da un paio d’anni si discute di questo tema si è dato come obiettivo quello di far conoscere al maggior numero di persone nel mondo cosa si intende per OER (Open Education Resources) e cosa si puo’ fare per promuoverle. Nell’estate scorsa sono state raccolte attraverso il wiki alcune buone pratiche e ora tutto il laboro di elaborazione/discussione è statao raccolto in un volumetto giallo, intitolato “The Way Forward”. Si sta lavorando anche alla creazione di un kit di supporto a chi vuole proporre questo tema nel proprio contesto. Si è pensato che la lingua potesse essere un ostacolo alla diffusione delle idee e quindi stiamo lavorando alla traduzione in diverse lingue dela pubblicazioe. Chi fosse interessato a collaborare alla traduzione italiana, è il benvenuto/a. A questo indirizzo è stata caricata la versione in inglese da usare come base per la traduzione: per lavorarci su, è sufficiente regitrarsi sul wiki. Chi ci sta batta un colpo 🙂

Mai più senza

Un titolo che e’ una citazione, per segnalare questo servizio avviato de un amminisrazione pubblica per avvicinae i cittadini; ecco a voi “milano semplice” se vi sembra che assomigli a “torino facile” (come qualcuno faceva notare) e’ cosi. Si tratta dell’idea di fornire al cittadino un’identità elettronica. Ma “Milan l’e’ gran milan” e quindi si parte con UN MILIONE di indirizzi di posta..

““Da oggi i cittadini milanesi con più di 15 anni – spiega l’assessore alla qualità , servizi al cittadino, semplificazione e servizi civici Stefano Pillitteri – potranno aprire una casella di posta elettronica sul sito del Comune di Milano. L’indirizzo è costituito dal nome e cognome del cittadino mentre il dominio è milanosemplice.it”.”

Immagino la gioia dei milanesi che dovranno aprirsi una nuova casella elettronica per comunicare con il comune… vedremo se ci saranno reazioni nei prossimi giorni.

Facciamo la tv della scuola?

Riprendo il titolo del post di Catepol e tutto il post in realtà Non conosco High School Musical (chiedo – ma e’ una cosa tipo Amici? ) e la prima cosa che mi viene in mente è che nonostante tutto la TV non è affatto morta, anzi il web per i ragazzi e’ un canale “attivo” e “low cost” per emulare/rifare cose che rimangono “mainstream”, ovvero ciò che rappresenta il “successo”.

Da Bellissima a Flashdance a Billy Elliot per citare i primi che mi passano per la testa, “il provino” è il rito che dopo anni di sforzo precede il coronamento del sogno, l’ingresso nel mondo delle fiabe, dello spettacolo, dove tutto è oro non solo perchè riluce ma perché davvero permette di affrancarsi da situazioni di insoddisfazione. Niente di nuovo..

Oggi hanno a disposizione strumenti che hanno poco o niente da invidiare a quelli professionali per riprendere audio, video e davvero con carta e penna si comunicano idee magnifiche (vedi A vision of students today) è nostro compito dargli una mano a cercare di realizzare cose che parlino di loro, proponendo un’alternativa al provino cinematografico ad sempio guardando film come FreedomWriters storia vera della Freedom Writers Foundation – (se non l’avete visto o sentito nominare è perché non è passato al cinema… )

Quindi facciamo le TV della scuola o almeno proviamoci...

Ancora su OLPC…

bambini e OLPCQuasi in contemporanea conFirenze (via Antonio), dove i 7 marzo 2008 Nicholas Negroponte era presente in carne ed ossa, a Torino – anzi a Grugliasco nell’auditorium dell’ITI Majorana, abbiamo avuto il nostro primo gruppo di lavoro sull’OLPC. Pubblico attentissimo che ci ha seguito per quasi dure ore.

Dario Zucchini ha fatto un’analisi dal punto di vista hw e sw, facendoci notare come la tecnologia all’interno di OLPC e di ASUS EEEPC sia vecchia di 10 anni, cosa che ha consentito di far scendere i costi dei due oggetti presi in esame e avendo la possibilità di averlo fisicamente fra le mani, di misurarne effettivamente prestazioni, a volte non così corrispondenti al dichiarato.

Marco Guastavigna ha proseguito l’analisi dell’OLPC relativamente all’interfaccia, l’aspetto sicuramente più innovativo e piu’ evidente per noi occidentali.. Marco ha fatto un ragionamenento davvero molto originale e interessante su quelle che sono le funzioni che ci aspettiamo da un pc e nonostante siano tutte presenti nell’OLPC, non è facile per chi come noi ha un modello di riferimento in mente, abituarsi a un modello completamente diverso di interagire con il PC.

Paola Limone ha illustrato l’esperienza fatta con la sua quarta elementare che ha esaminato, prima attraverso l’emulatore dell’interfaccia SUGAR (così si chiama) e poi provando direttamente l’OLPC e le applicazioni, o per adottare la terminologia corretta, le attività che l’OLPC mette a disposizione dei bambini… e alla fine lo promuovono, pur se con qualche richiesta di aggiustamento.

La mia presentazione doveva essere un raffronto con l’EEEPC, ma dato che questo è già stato fatto da tanti altri prima e meglio di me, ho cercato di capire perché avevamo, e come noi tanti altri, a confrontare due oggetti che non hanno quasi nulla in comune…

per continuare discorsi e ragionamenti… tutti i materiali e i risultati delle nostre riflessioni sono accessibili all’indirizzo

http://share.dschola.it/olpc

vi aspettiamo!!!

Il tempo è tiranno..

Riprendo l’articolo di Umberto Santucci su Apogeonline, Detto questo, come dire, in cui invita ad indagare sull’inquinamento comunicativo che si trasmette via blog/tv, per proporre il mio personale elenco di espressioni inquinanti da convegno/seminario/riunione… in ordine di apparizione:

un certo tipo di discorso
mi pemetta il termine
mi spiego meglio
voglio dire
questa questione e’ importante
e quant’altro (onnipresente)
il tempo è tiranno
grazie per avermi fatto questa domanda
a 360 gradi
interessante opportunitÃ
e compagnia cantante
siamo alla stretta finale

Il PC a 100$ di Negroponte

Con Dario Zucchini, in qualita’ di Rete Dschola, avevamo contattato lo staff di Negroponte gia’ a fine 2005 , senza ottenere alcuna risposta. Avevo provato anche attraverso la lista Digitaldivide dove poi si scatenò una lunghissima discussione fra sostenitori e detratttori di Negroponte, dell’idea del PC per i poveri, del modello di business… . Da allora l’one hundred dollar laptop, non ha mai smesso di far parlare di sè e questo è sicuramente stato un bene, per tutti.. anche per noi fortunati abitanti del mondo occidentale.Nel frattempo il mercato ha reagito in vari modi, proponendo soluzioni simili/alternative.. quali ad esempio l’EEEPc di Asus, che ho acquistato online e regalato. Pensando che anche altri saranno curiosi di vedere, provare, toccare discutere il misterioso oggetto, abbiamo organizzato una prima giornata di studio sul tema Pc per bambini – OLPC di Negroponte, dal titolo
“A computer donato… si guarda in bocca”.
L’iniziativa avrà luogo e con il supporto dell’Itis Majorana di Grugliasco (Torino) il 7 marzo 2008 dalle ore 14 alle 16.30, con ricco rinfresco digitale e la possibilità di vedere e usare gli OLPC (One laptop per Child)

A discuterne: Mariano Turigliatto – Digital divide e tecnologie sostenibili; Dario Zucchini – Analisi tecnica di OLPC; Marco Guastavigna – Analisi ergonomica di OLPC; Paola Limone – Analisi “infantile” di OLPC;
Eleonora Pantò – OLPC versus EeePC
Per partecipare è richiesto di confermare all’evento via mail su formazione@itismajo.it Se arriveranno richieste da chi sta lontano, potremmo organizzare una diretta streaming

Se potessi avere un milione di $ al giorno…

Ovvero la campagna elettorale US…

Non commento ma raccolgo l’invito di di Berny a non farsi prendere dai facili entusiasmi rispetto a presunte aperture al dialogo via Internet. A che mi serve sapere che sono a soli due gradi di separazione da Hillary Clinton e a tre da Obama via linkedin? Fortunatamente non ho neanche l’illusione di poter avere fra i miei contatti, politici italiani di una certa importanza.

Se dovessi votare in US dovrei scegliere prima a quale lista di partito iscrivermi, ma grazie a Twitter non avrei difficoltà sapere dove e a che ora ci si trova per sostenere il mio candidato.

Credo pero’ che questa grande rete offra grandi opportunita’ di lavoro per tutti, nuovi mestieri che forse neanche Orwell avrebbe potuto immaginare. Con cifre anche di un certo rilievo, un Ferrara, potrebbe rifarsi una vita in Vaticano o un Meluzzi post massone, potrebbe ritornare ai primi amori…. scurdammoce o’passato…. e’ solo come sempre una questione di soldi.

Non pensare…

Ebbeni si, sono una di quelli che guarda i cartelloni pubblicitari per strada… credo da non piu’ di quattro/cinque giorni mi sono ritrovata nel paese dove le bugie ripetute tre volte diventano verita’ (“la sinistra ha messo in ginocchio questo paese”, ci dice Berlusconi) pero il “rialzati Italia” e’ un messaggio che ha connotazioni positive… addirittura Martinat, non nomina manco gli avversari, prendendosela con “questo colore” (il rosso ovviamente) che a sua volta avrebbe danneggiato gravemente il paese.

Tuttavia il faccione di Veltroni mi inquieta con il suo invito a “non pensare” (…a quale partito, ma pensa a quale paese). Ma chi e’ che firma queste campagne di comunicazione?

In che senso “non pensare”? “l’una o l’altra per me pari son” non fa fare bella figura neanche a chi la canta…. comunque con tutto il rispetto, io continuerei a pensare, se non disturba troppo ovviamente

il mio primo barcamp…torino 2008

logobarcampto2008

Stamattina sono passata velocemente al Circolo dei Lettori, una bellissima sede che, questa volta mi ha fatto un effetto stranissimo.. nonostante gli stucchi, gli specchi e le tappezzerie ottocento delle sale, sembrava il posto ideale per un evento non organizzato e non strutturato come il barcamp, salette contigue, da cui entrare e uscire per scegliere quale presentazione seguire.. ho sentito a pizzichi e bocconi, solo tre presentazioni (tra qui quello delle mondine di novi), il clima mi e’ piaciuto moltissimo. Complimenti a tutti quelli che ci hanno messo energia ed entusiamo.

si muore un po’ per poter vivere…

keilabflyingaway

Grazie a VerMario, anche il KEILab ha avuto il suo estremo saluto. Adesso chissà se Axell riserverà un malinconico saluto alla sua creatura a cui è toccata la medesima sorte.

Tante cose fatte e tante se ne sarebbero potute fare ancora, e anche se a volte si si vorrebbe restare fermi mentre tutto intorno si muove, non funziona mai. Ognuno di noi potra’ farsi il proprio bilancio, decidere se nel cambio ci ha perso o guadagnato, ma un momento di tristezza per le cose che prematuramente finiscono è inevitabile.

Idee, progetti, persone …. vanno, vengono.. cambiano forma come le nuvole… quindi lasciamo la parola al poeta 😉 Leggi tutto “si muore un po’ per poter vivere…”