Tramite Anobii, ho conosciuto questo blog e letto il post l’ultimo finanziamento : e mi sono detta allora e’ vero! Siamo una città laboratorio… dove le cose succedono prima! già da qualche anno ormai, le pubblicità di imprese funebri qui non fanno più scalpore (in questi giorni se ne discute a Padova).. da tempo diffidiamo di chi ci “da’ consigli in ospedale”, la signora non lascia che approfittino del suo dolore e volendo si puo’ rendere “onore alla storia di una vita”. Tuttavia il funerale da pagare a rate, ha colpito anche me.. Non sono una maniaca del genere, ma passo molto tempo in coda in macchina (Torino e’ una citta che non stai mai ferma, e quindi a causa dei molti lavori sono i torinesi a stare fermi in coda) ascolto la radio e qualche volta guardo le pubblicità . Mi sono chiesta … ma e il famoso detto “per pagare e morire c’e’ sempre tempo”? e poi come funziona, pagamento anticipato in comode rate? il loculo come forma di investimento immobiliare? lo so c’e’ poco da scherzare… in ogni caso nell’indice Istat è previsto

Gratis?

Oggi l’inserto chip&salsa del manifesto conteneva un bel po’ di cosette interessanti: in particolare segnalo l’articolo di Bernardo Parrella, voce fuori dal coro con la sua visione critica di quanto accade in rete; questa volta il suo accorato “warning” è dedicato alla nuova teoria di Chris Anderson, editorialista Wired e scopritore del valore della “lunga coda”, sul tema della freeconomy, come nuovo modello economico. E’ da un annetto che Anderson scrive di come il gratis, sarà la prossima frontiera economica. Che poi gratta gratta, come sappiamo tutti, nessuno ti da niente per niente, e che quello che ricevi gratis da una parte lo ripaghi direttamente o indirettamente da un’altra parte. E’ pur vero che produrre beni digitali ha dei costi molto ridotti perché non servono materie prime per produrli, nè energie per spostarli e farli arrivare a destinazione, ma che ne e’ dei costi sostenuti dalla collettivita’ (infrastrutture pubbliche), dai destinatari (i dispositivi per usare i beni digitali, l’energia necessaria), agli ideatori e produttori (se non altro per autosostenersi)?

E’ allora il rischio e’ che si tratti di una mistificazione per farci regredire sempre più al ruolo di consumatori-bambini- onnivori di cose che in realtà non ci servono, come ad esempio i voli (quasi) regalati che hanno un pesante impatto ambientale. E con cosa paghiamo i beni digitali gratuiti? con informazioni su di noi, fornite in parte in modo volontario in parte inmodo consapevole (vedi articolo di Carola Frediani sulla dataveglianza) e con il nostro tempo attraverso il lavoro volontario svolto grazie al cosidetto “2.0” (vedi articolo di Nicola Bruno sullo speciale di First Monday sulle prospettive critiche del 2.0).

Sulla carta stampata e’ in atto una specie di guerra fredda verso i social network: dichiarandoli fazioni come Facebook (Internazionale ha tradotto questo) o nati per la raccolta di pubblicita’ come MySpace (l’Espresso), persino l’Economist ha da dire la sua .

Si tratta pur sempre di fenomeni che interessano numeri ragguadervoli, centinaia di migliaia di utenti, prigionieri di servizi da cui non ci si può cancellare e che dopo una breve infanzia devono dimostrare se davvero (s)muovono il mercato pubblicitario e di conseguenza editoriale… Murdoch ha comprato Linkedin perché prevede di perdere gli introiti provenienti dagli annunci per le offerte di lavoro sulla carta stampata.. se sia stata una mossa affrettata o meno, lo scopriremo ben presto, perche’ comunque credo molto in Surowiecki, ovvero che “senso comune” sia diverso da “popolo bue”.

194 non toccarla

Non so bene a cosa possa servire ma qualsiasi cosa è meglio di niente, per cui ben venga questa iniziativa, che riprendo dal blog di Antonella Beccaria194 non  toccarla: 194 non toccarla. Uno dei modi di aderire è quello di metterci la pancia e il motivo è questo:

Un’iniziativa senza fini di lucro con cui gli uomini e le donne possono comunicare, attraverso le molteplici voci dell’arte, a titolo personale e al di fuori di appartenenze politiche, la volontà di sostenere la 194.

Interfacce e nuove metafore

OLPC activitiesIl lavoro su OLPC fatto in occasione dell’incontro a Majo è stata l’occasione per fare un po’ di riflessioni su cosa ci si aspetta da un pc portatile, su quali siano le funzioni necessarie e quali siano quelle accessorie. Come ho cercato di dire nel mio intervento, il punto e’ che l’OLPC non si può confrontare con altri PC solo in base al peso e al costo, o ai tempi di risposta, perche’ dietro l’OLPC ci sono sia considerazioni di carattere ambientale (protezione da sabbia, acqua, urti, consumo ridotto) sia legate a quelli che sono considerati i naturali destinatari dell’oggetto, ovvero i bambini. Per loro è stata pensata una nuova interfaccia, che non usa come metafora quella della scrivania e dell’ufficio, e quindi non esistono schedari (cartelle, directory) o pratiche (file) da archiviare. Leggi tutto “Interfacce e nuove metafore”

Collaborazione per traduzione cercasi

logo unesco oer community

Se vi appassiona il tema delle risorse educative aperte, potete dare un contributo adesso.

L’instancabile gruppo dell’Unesco, capitanto da Susan D’Antoni, in cui da un paio d’anni si discute di questo tema si è dato come obiettivo quello di far conoscere al maggior numero di persone nel mondo cosa si intende per OER (Open Education Resources) e cosa si puo’ fare per promuoverle. Nell’estate scorsa sono state raccolte attraverso il wiki alcune buone pratiche e ora tutto il laboro di elaborazione/discussione è statao raccolto in un volumetto giallo, intitolato “The Way Forward”. Si sta lavorando anche alla creazione di un kit di supporto a chi vuole proporre questo tema nel proprio contesto. Si è pensato che la lingua potesse essere un ostacolo alla diffusione delle idee e quindi stiamo lavorando alla traduzione in diverse lingue dela pubblicazioe. Chi fosse interessato a collaborare alla traduzione italiana, è il benvenuto/a. A questo indirizzo è stata caricata la versione in inglese da usare come base per la traduzione: per lavorarci su, è sufficiente regitrarsi sul wiki. Chi ci sta batta un colpo 🙂

Mai più senza

Un titolo che e’ una citazione, per segnalare questo servizio avviato de un amminisrazione pubblica per avvicinae i cittadini; ecco a voi “milano semplice” se vi sembra che assomigli a “torino facile” (come qualcuno faceva notare) e’ cosi. Si tratta dell’idea di fornire al cittadino un’identità elettronica. Ma “Milan l’e’ gran milan” e quindi si parte con UN MILIONE di indirizzi di posta..

““Da oggi i cittadini milanesi con più di 15 anni – spiega l’assessore alla qualità , servizi al cittadino, semplificazione e servizi civici Stefano Pillitteri – potranno aprire una casella di posta elettronica sul sito del Comune di Milano. L’indirizzo è costituito dal nome e cognome del cittadino mentre il dominio è milanosemplice.it”.”

Immagino la gioia dei milanesi che dovranno aprirsi una nuova casella elettronica per comunicare con il comune… vedremo se ci saranno reazioni nei prossimi giorni.

Facciamo la tv della scuola?

Riprendo il titolo del post di Catepol e tutto il post in realtà Non conosco High School Musical (chiedo – ma e’ una cosa tipo Amici? ) e la prima cosa che mi viene in mente è che nonostante tutto la TV non è affatto morta, anzi il web per i ragazzi e’ un canale “attivo” e “low cost” per emulare/rifare cose che rimangono “mainstream”, ovvero ciò che rappresenta il “successo”.

Da Bellissima a Flashdance a Billy Elliot per citare i primi che mi passano per la testa, “il provino” è il rito che dopo anni di sforzo precede il coronamento del sogno, l’ingresso nel mondo delle fiabe, dello spettacolo, dove tutto è oro non solo perchè riluce ma perché davvero permette di affrancarsi da situazioni di insoddisfazione. Niente di nuovo..

Oggi hanno a disposizione strumenti che hanno poco o niente da invidiare a quelli professionali per riprendere audio, video e davvero con carta e penna si comunicano idee magnifiche (vedi A vision of students today) è nostro compito dargli una mano a cercare di realizzare cose che parlino di loro, proponendo un’alternativa al provino cinematografico ad sempio guardando film come FreedomWriters storia vera della Freedom Writers Foundation – (se non l’avete visto o sentito nominare è perché non è passato al cinema… )

Quindi facciamo le TV della scuola o almeno proviamoci...

Ancora su OLPC…

bambini e OLPCQuasi in contemporanea conFirenze (via Antonio), dove i 7 marzo 2008 Nicholas Negroponte era presente in carne ed ossa, a Torino – anzi a Grugliasco nell’auditorium dell’ITI Majorana, abbiamo avuto il nostro primo gruppo di lavoro sull’OLPC. Pubblico attentissimo che ci ha seguito per quasi dure ore.

Dario Zucchini ha fatto un’analisi dal punto di vista hw e sw, facendoci notare come la tecnologia all’interno di OLPC e di ASUS EEEPC sia vecchia di 10 anni, cosa che ha consentito di far scendere i costi dei due oggetti presi in esame e avendo la possibilità di averlo fisicamente fra le mani, di misurarne effettivamente prestazioni, a volte non così corrispondenti al dichiarato.

Marco Guastavigna ha proseguito l’analisi dell’OLPC relativamente all’interfaccia, l’aspetto sicuramente più innovativo e piu’ evidente per noi occidentali.. Marco ha fatto un ragionamenento davvero molto originale e interessante su quelle che sono le funzioni che ci aspettiamo da un pc e nonostante siano tutte presenti nell’OLPC, non è facile per chi come noi ha un modello di riferimento in mente, abituarsi a un modello completamente diverso di interagire con il PC.

Paola Limone ha illustrato l’esperienza fatta con la sua quarta elementare che ha esaminato, prima attraverso l’emulatore dell’interfaccia SUGAR (così si chiama) e poi provando direttamente l’OLPC e le applicazioni, o per adottare la terminologia corretta, le attività che l’OLPC mette a disposizione dei bambini… e alla fine lo promuovono, pur se con qualche richiesta di aggiustamento.

La mia presentazione doveva essere un raffronto con l’EEEPC, ma dato che questo è già stato fatto da tanti altri prima e meglio di me, ho cercato di capire perché avevamo, e come noi tanti altri, a confrontare due oggetti che non hanno quasi nulla in comune…

per continuare discorsi e ragionamenti… tutti i materiali e i risultati delle nostre riflessioni sono accessibili all’indirizzo

http://share.dschola.it/olpc

vi aspettiamo!!!

Il tempo è tiranno..

Riprendo l’articolo di Umberto Santucci su Apogeonline, Detto questo, come dire, in cui invita ad indagare sull’inquinamento comunicativo che si trasmette via blog/tv, per proporre il mio personale elenco di espressioni inquinanti da convegno/seminario/riunione… in ordine di apparizione:

un certo tipo di discorso
mi pemetta il termine
mi spiego meglio
voglio dire
questa questione e’ importante
e quant’altro (onnipresente)
il tempo è tiranno
grazie per avermi fatto questa domanda
a 360 gradi
interessante opportunitÃ
e compagnia cantante
siamo alla stretta finale

Il PC a 100$ di Negroponte

Con Dario Zucchini, in qualita’ di Rete Dschola, avevamo contattato lo staff di Negroponte gia’ a fine 2005 , senza ottenere alcuna risposta. Avevo provato anche attraverso la lista Digitaldivide dove poi si scatenò una lunghissima discussione fra sostenitori e detratttori di Negroponte, dell’idea del PC per i poveri, del modello di business… . Da allora l’one hundred dollar laptop, non ha mai smesso di far parlare di sè e questo è sicuramente stato un bene, per tutti.. anche per noi fortunati abitanti del mondo occidentale.Nel frattempo il mercato ha reagito in vari modi, proponendo soluzioni simili/alternative.. quali ad esempio l’EEEPc di Asus, che ho acquistato online e regalato. Pensando che anche altri saranno curiosi di vedere, provare, toccare discutere il misterioso oggetto, abbiamo organizzato una prima giornata di studio sul tema Pc per bambini – OLPC di Negroponte, dal titolo
“A computer donato… si guarda in bocca”.
L’iniziativa avrà luogo e con il supporto dell’Itis Majorana di Grugliasco (Torino) il 7 marzo 2008 dalle ore 14 alle 16.30, con ricco rinfresco digitale e la possibilità di vedere e usare gli OLPC (One laptop per Child)

A discuterne: Mariano Turigliatto – Digital divide e tecnologie sostenibili; Dario Zucchini – Analisi tecnica di OLPC; Marco Guastavigna – Analisi ergonomica di OLPC; Paola Limone – Analisi “infantile” di OLPC;
Eleonora Pantò – OLPC versus EeePC
Per partecipare è richiesto di confermare all’evento via mail su formazione@itismajo.it Se arriveranno richieste da chi sta lontano, potremmo organizzare una diretta streaming