Dipende…

Lo stato della crisi in Piemonte al 19 marzo 2009: leggo su La Stampa – Senza lavoratori La strana crisi dell’artigianato

Luca Demaria è «incazzato nero». Dice proprio così, quest’uomo di 35 anni, vicepresidente nazionale dei giovani imprenditori di Confartigianato. E perché mai? «Non riesco a trovare personale. Vedo giovani che s’imbucano nei call center a 600 euro al mese e non uno che voglia imparare un mestiere». Pensare che lo spazio ci sarebbe. Anzi, c’è. Quasi 5 mila posti vacanti solo in Piemonte nelle imprese artigiane, che diventano 50 mila se si considera il resto del Paese. […]

invece sull’ANSA

Crisi: Piemonte; Artigianato, – 43, 9% fatturato, – 49% domanda
Sofferenze emergono da indagine congiunturale
(ANSA) – TORINO, 19 MAR – Gli effetti della crisi sono pesantissimi sull’artigianato piemontese: il fatturato e’ calato del 43,9%, la domanda del 49%; il 9,5% delle aziende ha ridotto il numero degli occupati e il 67,2% non effettua investimenti. Lo stato di grave sofferenza del comparto, che ha colpito indistintamente imprese con un solo addetto e aziende piu’ strutturate, e’ rivelato dall’indagine congiunturale, relativa al secondo semestre del 2008, realizzata dal Sistema informativo dell’artigianato della Regione Piemonte.(ANSA).

boh? i dati saranno emersi dallo stesso rapporto?

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Innamorati, innamorati…

A San Valentino i piemontesi hanno dichiarato la loro passione per la cultura con tante belle manifestazioni, ma a distanza di tre giorni leggiamo che

“Mancano i soldi. Affonda il sogno della biblioteca” La giunta di Torino ha praticamente accantonato il progetto della nuova biblioteca multimediale, pur avendo pagato 20 milioni di euro per il progetto, non sa dove prendere i 220 necessari alla sua costruzione

non arrivano i soldi per Italia 150, e si parte contando sulle risorse degli enti locali

– e infine, non si vede chiaro nella gestione dei fondi del premo Grinzane Cavour

cicala e formicaNon c’e’ alcun legame fra questi fatti, ma forse sarebbe interessante analizzare le diverse storie per capire qual è il peso della propaganda politica, della cattiva amministrazione, del lassismo, dell’incapacità di gestire piani a lungo termine…

ma chissà poi fra la cicala e la formica chi faceva più cultura: in fondo si tratta di definire la parola cultura… 😉

Innamorati della cultura

Innamorati della culturaA Torino e in altre città del Piemonte, il 14 febbraio ci sarà la manifestazione Innamorati della cultura (che non si sa dove cada l’accento, sarà un imperativo? o il motto di chi aderisce?) Per informazioni e il programma della giornata: www.abici.it
Questa è la presentazione:

 Un quartiere fatto di case e qualche servizio essenziale (scuola, uffici anagrafici), si chiama “quartiere dormitorio”. Ciò che trasforma un luogo in cui “si dorme” in un luogo in cui “si vive” è la condivisione di un patrimonio culturale: questo hanno capito tutte le civiltà , dagli antichi greci ad oggi. In questo periodo di grandi difficoltà finanziarie la cultura sembra un bene superfluo, ma difendere la cultura significa difendere la nostra identità e riconoscere la nostra storia come esseri umani. Tutte le società , in tutti i tempi, hanno avuto bisogno di luoghi, di idee, di rappresentazioni artistiche che li rendessero cittadini consapevoli di appartenere ad una comunità . Mantenere viva la cultura in tempo di crisi è il segno di una società che non si arrende all’abbrutimento, che coltiva il legame tra i cittadini, che offre a tutti strumenti per comprendere il presente e progettare il futuro. In secondo luogo la cultura significa posti di lavoro. Dietro una mostra, uno spettacolo, un museo, un convegno o una pubblicazione non ci sono soltanto artisti o intellettuali più o meno noti: ci sono organizzatori, maschere, addetti alle pulizie e alle biglietterie, attrezzisti, bibliotecari, ricercatori, e molte altre figure professionali. “Tagliare sulla cultura” significa anche “tagliare” posti di lavoro. In terzo luogo la cultura costa poco, neanche l’1% del bilancio nazionale e di quelli locali. Per questo abbiamo pensato di dedicare una giornata, il 14 febbraio, a mettere in luce il nostro lavoro per farne conoscere la quantità e la qualità : fondazioni, associazioni, cinema, gallerie, musei, biblioteche, teatri, orchestre per tutta la giornata saranno aperte e attive con un ampio programma di manifestazioni. Vi invitiamo a partecipare alla giornata testimoniando con la vostra presenza e con una vostra firma nei punti di raccolta, che la cultura è un pezzo importante della vostra esistenza, così come la salute, la scuola e gli altri servizi che regolano la vita delle nostre città . Senza il nostro libro preferito, senza il film che ci ha fatto piangere, senza la canzone che ci ha fatto innamorare saremmo tutti un po’ più tristi e un po’ più soli.