DIGITAL EDUCATION – Un nuovo paradigma per le sfide di domani

Venerdi 13 aprile 2018  all’interno del convegno Digital Education dell’Università di Torino, si svolgera il workshop  “Startup Digi Educative” 

A due anni della prima edizione del convegno promosso da Cinedumeia, ci sara’ ancha la seconda edizione del workshop con startup che operano nel campo dell’ educazione e della comunicazione.

Nel 2016 abbiamo dialogato con Paolo Giovine di  PubCoder,  Antonio de Marco di Naboomboo e  Andrea Bolioli di Cross Library.

Nell’edizione 2018 sono stati invitati:  Edoardo Montenegro di Betwyll, MArco Iannacone di Tabletascuola.net, Sonia China di Tinkidoo, Alessio Neri di Fare Media Digitali, Pier Luigi Vona di Fablabforkids e Barbara D’amico di Viz&Chips.

Leggi tutto ” DIGITAL EDUCATION – Un nuovo paradigma per le sfide di domani”

Turin Lean Startup

Alla fine del 2015, in un momento in cui si fanno bilanci e  propositi, mi sono iscritta a Turin Lean Startup che si è svolto presso the Doers l’ultimo di week di gennaio 2016. A parte qualche esitazione quando ho realizzato che dopo una settimana di lavoro, il mio venerdi sarebbe finito alle 23 e poi avrei avuto il sabato e domenica impegnati, e che mi sarei persa la Turin Game Jam, sono molto contenta di aver deciso di partecipare.  La ragione principale per cui mi aveva attirato e’ che non si tratta di un’hackaton ma di un evento educativo, dove si apprende un metodo.

Pensavo di non essere il target ideale per ragioni anagrafiche, ma mi sono ricreduta abbastanza in fretta: fra i miei colleghi c’era una certa eterogeneita’ di provenienza ed età e.. sorpresa! molte donne e ragazze.

Non conoscevo nulla del metodo Lean Startup né in generale conosco molto di questo mondo, ma mi è parso molto strutturato e plausibile: grazie anche agli ottimi organizzatori e mentori, che sono stati chiari ed efficaci (Speakers Cosimo Panetta e Irene Cassarino, The Doers).

Sono due i concetti chiave del Lean Startup: Fail fast, Succed faster  e Get Out of the Building

Il problema della maggior parte delle  startup  – così ci è stato detto -è che si appassionano alla propria idea, investono energie e risorse per realizzare il progetto/idea/prodotto per poi scoprire amaramente che non c’e’ un mercato/interesse per quella magnifica app/servizio/gioco. Quindi come fare per evitare quest’errore? Si tratta di focalizzarsi sul problema e non sulla soluzione, e validare/mettere alla prova quello che pensiamo. Il processo si itera quante volte è necessario, ed è fondamentale il “Get Out of the Building” – codificato da Steve Blank per il Customer Development serve  per confrontarsi con il mondo reale: parlare/intervistare i potenziali clienti,  senza aver nulla da vendere è un’esperienza che si è rivelata costruttivamente frustrante.

Molto interessante anche la presentazione sul crowdfunding di Alberto Giusti – 42 accelerator: un mondo tutto da scoprire, per imparare anche che la regolamentazione precoce di certi processi, li soffoca (vedi legge

Attorno alle idee presentate dai partecipanti la prima sera, si sono costruite le squadre: molte proposte buone e promettenti (almeno per me) non hanno superato la validazione del pubblico e questo ha un po’ giocato sull’umore/entusiasmo delle squadre. Altre come la mia, non avevano esattamente una finalità di business, ma è stato un esercizio davvero interessante e ringrazio ancora i colleghi della mia squadra per averci creduto.

javelinCredo he questo metodo sia efficace non solo per le startup, ma anche per altri progetti: evitare di innamorarsi troppo della propria idea e verificarne l’effettiva applicabilità, cambiare strada il prima possibile avendo in mente il cliente/utente, è qualcosa che dovremmo tenere tutti più  a mente.

Crowdfunding, giornalismo, librerie online, open education

Ho avuto un paio di settimane molto intense: dopo il barcamp di Genova, l’11 maggio sono stata al festival delle libertà digitali per i 5 anni di Wikimedia ho incontrato face-to-face Frieda Brioschi, organizzatrice e anima dell’evento insieme a Cristian Consonni (le loro età sommate fanno meno di 50 anni) Alberto D’Ottavi, Nicola Mattina, Livia Iacolare: presenze familiari con le loro iconcine sul mio twitter e che ora hanno acquisito una fisicità in 3D. Alberto ha presentato Blomming, una piattaforma per gli artigiani del terzo millennio che potranno vendere i propri manufatti in rete con una modalità molto semplice, Nicola ha presentato StartUpCloud, un progetto di mentoring per i giovani startupper, mentre Monica Rossi ha presentato Storie Digitali.

Molto efficace anche la presentazione di OilProject, un progetto che e’ gia arrivato a 5 anni di vita e che è stato in grado di reinventarsi sempre nuove forme per raggiungere un pubblico più vasto: insieme a Nicola Aliprandi, che ha colto l’occasione per presentare “Matematica C3”, pubblicato da Matematicamente.it, codice ISBN 978-88-96354-04-9 con licenza creative commons (costa 5 euro e può essere adottato come libro di testo secondo le recenti normative ministeriali), abbiamo avuto l’opportunità di vedere due grandi progetti di open education, realizzati grazie al volontariato.

Frieda mi ha dato l’opportunità di presentare Youcapital e siccome c’era anche l’intervento di GlobalVoices in Italiano, ho avuto il piacere di reincontrare Stefano Ignone e Maria Grazia Pozzi, autorevoli colleghi di traduzione volontaria.

Con l’avvio del Salone del libro, si sono concretizzate le tavole rotonde lungamente preparate, grazie al supporto della Regione Piemonte e dell’impareggiabile Augusta Giovannoli, sul tema Open Education e Community di lettori, all’interno del programma intitolato “Il futuro delle idee”. Il 13 naggio, dopo l’ottimo intervento di apertura di Juan Carlos de Martin del Centro Nexa, che vede nell’ethos dell’educatore le premesse per la libera circolazione della conoscenza, Rosanna de Rosa dell’Universita’ Federico II, ha presentato Federica ed è stata assediata da molte domande legate soprattutto al modello organizzativo che sta dietro al successo del progetto di web learning. Vale la pesa di ricordare che De Rosa sostiene che nella didattica il contesto e’ fondamentale: insomma Context is the king e che quindi la presunta riusabilità dei materiali sia tutta da verificare. Cecilia Cognigni delle Biblioteche Civiche di Torino ha sottolineato come la disponibilità di risorse educative online liberamente accessibili e provenienti da fonti autorevoli possa essere di grande aiuto alle tante inziative di formazione continua sostenute appunto dalle biblioteche. Federico Morando, sempre di Nexa, ha poi fornito alcune indicazioni più approfondite sulle licenze Creative Commons. Se riuscite a superare l’ilarità dovuta alla mia faccia (pensavo di non essere ripresa) qui c’e’ una mia intervista a cura di wipie-tv sul tema open educaiton

Il salone è stata anche l’occasione di fare la conoscenza di Davide Gomba, Stefano Moriggi, Giorgio Olivero di Todo e Massimo Banzi. Quest’ultimo è uno degli inventori di Arduino, “una piattaforma di prototipazione elettronica open-source che si basa su hardware e software flessibili e facili da usare. È stata creata per artisti, designer, hobbisti e chiunque sia interessato a create oggetti o ambienti interattivi” nato per scopi didattici e oggi un successo su scala mondiale, grazie alla facilità della piattaforma di programmazione (per farsi un’idea delle potenzialità didattiche, vale la pena di leggere questo post e vedere il video, realizzati da una ex allieva di Banzi).

La tavola rotonda sulle community di lettori, il 15 maggio è stata animata dalla presenza di Tim Spalding, in arrivo dal Maine -US, che grazie al valido supporto della traduttrice, ha spiegato con grande simpatia di come in Italia, Librarything abbia una presenza marginale, nonostante a livello mondiale sia una delle piattaforme di social cataloguing più diffusa con più di 55 milioni di titoli e 11 milioni di utenti. Barbara Sgarzi ha presentato Anobii e il libro “Il Tarlo della lettura” che riporta alla carta ciò che è stato creato in rete, ovvero le recensioni dei libri fatte a cura dei lettori e non dei “critici letterari”. Gino Mattiuzzo di Google Libri ha parlato di Google Edition, prossima iniziativa che appare soprattutto commerciale e poco o nulla legata a discorsi di tipo social e infine Emanuele Zippilli con Bookerang, unica esperienza italiana che tenta di creare un circolo virtuoso fra il web e le librerie – dal “click” al “brick”. Spalding ha più volte sostenuto che se gli ebook avranno successo, assisteremo alla fine delle librerie, dando inoltre evidenza alla sua passione per le biblioteche. Qui l’intervista a Tim Spalding a cura di Wipie TV

Come non citare anche l’incontro all’interno dell’iniziativa Laboratorio Europa promosso dal Corso di Comunicazione Pubblica e Politica, con Raffaella de Marte, responsabile della presenza italiana del Parlamento Europeo in rete, nonché deux-ex machina della relativa pagina facebook: non è facile superare burocratismi per arrivare ad usare questi media, eppure ce l’hanno fatta. Molto carini i video virali (There’s always time to vote 123) e low budget di promozione per il voto delle passate elezioni, che in Italia non sono arrivati grazie al niet del nostro governo che non li ha considerati adeguati.

Per concludere, grazie a Fabio Malagnino, venerdi 21 maggio ho avuto l’emozione della diretta radio, per parlare nuovamente di Youcapital e di editoria nella trasmissione Senza Rete a cura di Gianluca Gobbi e Fabio Malagnino con la regia di Roby Vaio che va in onda il venerdi’ dalle 13 alle 14 su Radioflash (qui ci sono le … prove). La radio mi piace e la ascolto tutte le volte che posso e stare per una volta dall’altra parte dell’altoparlante è stato molto divertente…

E domani al TOSM si va in onda con il nuovo sito CSP e la nuova TV… è quasi ora di andare in vacanza!!!

Gli slogan dell’innovazione continua…

Giovedi 12 giugno 2008 sono andata a sentire l’iniziativa organizzata da Top-ix: in questi ultimi tre anni i colleghi hanno sempre avuto la capacità di organizzare eventi su temi molto interessanti e di portare al tavolo dei relatori competenti e in grado di dare spunti.

Purtroppo mi sono potuta fermare solo al mattino, ma sicuramente da qualche parte ci sarà la registrazione dell’evento per cui potrà recuperare.

Il primo keynote speech è stato quello del Prof. Antonelli, sull’economia della conoscenza.

Leggi tutto “Gli slogan dell’innovazione continua…”