[:it]Crowdfunding, giornalismo, librerie online, open education[:]

[:it]Ho avuto un paio di settimane molto intense: dopo il barcamp di Genova, l’11 maggio sono stata al festival delle libertà digitali per i 5 anni di Wikimedia ho incontrato face-to-face Frieda Brioschi, organizzatrice e anima dell’evento insieme a Cristian Consonni (le loro età sommate fanno meno di 50 anni) Alberto D’Ottavi, Nicola Mattina, Livia Iacolare: presenze familiari con le loro iconcine sul mio twitter e che ora hanno acquisito una fisicità in 3D. Alberto ha presentato Blomming, una piattaforma per gli artigiani del terzo millennio che potranno vendere i propri manufatti in rete con una modalità molto semplice, Nicola ha presentato StartUpCloud, un progetto di mentoring per i giovani startupper, mentre Monica Rossi ha presentato Storie Digitali.

Molto efficace anche la presentazione di OilProject, un progetto che e’ gia arrivato a 5 anni di vita e che è stato in grado di reinventarsi sempre nuove forme per raggiungere un pubblico più vasto: insieme a Nicola Aliprandi, che ha colto l’occasione per presentare “Matematica C3”, pubblicato da Matematicamente.it, codice ISBN 978-88-96354-04-9 con licenza creative commons (costa 5 euro e può essere adottato come libro di testo secondo le recenti normative ministeriali), abbiamo avuto l’opportunità di vedere due grandi progetti di open education, realizzati grazie al volontariato.

Frieda mi ha dato l’opportunità di presentare Youcapital e siccome c’era anche l’intervento di GlobalVoices in Italiano, ho avuto il piacere di reincontrare Stefano Ignone e Maria Grazia Pozzi, autorevoli colleghi di traduzione volontaria.

Con l’avvio del Salone del libro, si sono concretizzate le tavole rotonde lungamente preparate, grazie al supporto della Regione Piemonte e dell’impareggiabile Augusta Giovannoli, sul tema Open Education e Community di lettori, all’interno del programma intitolato “Il futuro delle idee”. Il 13 naggio, dopo l’ottimo intervento di apertura di Juan Carlos de Martin del Centro Nexa, che vede nell’ethos dell’educatore le premesse per la libera circolazione della conoscenza, Rosanna de Rosa dell’Universita’ Federico II, ha presentato Federica ed è stata assediata da molte domande legate soprattutto al modello organizzativo che sta dietro al successo del progetto di web learning. Vale la pesa di ricordare che De Rosa sostiene che nella didattica il contesto e’ fondamentale: insomma Context is the king e che quindi la presunta riusabilità dei materiali sia tutta da verificare. Cecilia Cognigni delle Biblioteche Civiche di Torino ha sottolineato come la disponibilità di risorse educative online liberamente accessibili e provenienti da fonti autorevoli possa essere di grande aiuto alle tante inziative di formazione continua sostenute appunto dalle biblioteche. Federico Morando, sempre di Nexa, ha poi fornito alcune indicazioni più approfondite sulle licenze Creative Commons. Se riuscite a superare l’ilarità dovuta alla mia faccia (pensavo di non essere ripresa) qui c’e’ una mia intervista a cura di wipie-tv sul tema open educaiton

Il salone è stata anche l’occasione di fare la conoscenza di Davide Gomba, Stefano Moriggi, Giorgio Olivero di Todo e Massimo Banzi. Quest’ultimo è uno degli inventori di Arduino, “una piattaforma di prototipazione elettronica open-source che si basa su hardware e software flessibili e facili da usare. È stata creata per artisti, designer, hobbisti e chiunque sia interessato a create oggetti o ambienti interattivi” nato per scopi didattici e oggi un successo su scala mondiale, grazie alla facilità della piattaforma di programmazione (per farsi un’idea delle potenzialità didattiche, vale la pena di leggere questo post e vedere il video, realizzati da una ex allieva di Banzi).

La tavola rotonda sulle community di lettori, il 15 maggio è stata animata dalla presenza di Tim Spalding, in arrivo dal Maine -US, che grazie al valido supporto della traduttrice, ha spiegato con grande simpatia di come in Italia, Librarything abbia una presenza marginale, nonostante a livello mondiale sia una delle piattaforme di social cataloguing più diffusa con più di 55 milioni di titoli e 11 milioni di utenti. Barbara Sgarzi ha presentato Anobii e il libro “Il Tarlo della lettura” che riporta alla carta ciò che è stato creato in rete, ovvero le recensioni dei libri fatte a cura dei lettori e non dei “critici letterari”. Gino Mattiuzzo di Google Libri ha parlato di Google Edition, prossima iniziativa che appare soprattutto commerciale e poco o nulla legata a discorsi di tipo social e infine Emanuele Zippilli con Bookerang, unica esperienza italiana che tenta di creare un circolo virtuoso fra il web e le librerie – dal “click” al “brick”. Spalding ha più volte sostenuto che se gli ebook avranno successo, assisteremo alla fine delle librerie, dando inoltre evidenza alla sua passione per le biblioteche. Qui l’intervista a Tim Spalding a cura di Wipie TV

Come non citare anche l’incontro all’interno dell’iniziativa Laboratorio Europa promosso dal Corso di Comunicazione Pubblica e Politica, con Raffaella de Marte, responsabile della presenza italiana del Parlamento Europeo in rete, nonché deux-ex machina della relativa pagina facebook: non è facile superare burocratismi per arrivare ad usare questi media, eppure ce l’hanno fatta. Molto carini i video virali (There’s always time to vote 123) e low budget di promozione per il voto delle passate elezioni, che in Italia non sono arrivati grazie al niet del nostro governo che non li ha considerati adeguati.

Per concludere, grazie a Fabio Malagnino, venerdi 21 maggio ho avuto l’emozione della diretta radio, per parlare nuovamente di Youcapital e di editoria nella trasmissione Senza Rete a cura di Gianluca Gobbi e Fabio Malagnino con la regia di Roby Vaio che va in onda il venerdi’ dalle 13 alle 14 su Radioflash (qui ci sono le … prove). La radio mi piace e la ascolto tutte le volte che posso e stare per una volta dall’altra parte dell’altoparlante è stato molto divertente…

E domani al TOSM si va in onda con il nuovo sito CSP e la nuova TV… è quasi ora di andare in vacanza!!![:]

[:it]Lettura collaborativa e libri invertebrati[:]

[:it]L’ibridazione fra carta e digitale, ogni giorno si arricchisce di nuove forme. La community italiana dei bibliofili non può che gioire dell’accordo fra Anobii e IBS, che garantirà forse la sopravvivenza della community. LibraryThing ogni giorno ne inventa una nuova… dopo l’early review (recensioni in cambio di libri) governata dagli editori, ora anche i singoli autori possono usare LT per regalare libri in cambio di recensioni; un’altra chicca divertente è la possibilità di sapere se nella nostra libreria ci sono volumi che sono stati amati da personaggi famosi, da Kafka a Marylin Monroe: se ne occupa il gruppo I See Dead People’s Books.

Grazie al post di Fred Cavazza,  Mes 3 sites ‘coup de cœur’ (bis) ho scoperto il sito per i lettori ghiottoni, Bookglutton: non serve a catalogare la propria libreria ma a leggere insieme, annotando passaggi e discutendo singoli paragrafi. Sul sito sono disponibili alcuni testi classici (L’arte della guerra, Alice nel paese delle meraviglie) e non; gli iscritti ne possono caricare altri, fino a un massimo di 5, a patto che siano in formato EPUB (o altro) e non protetti (NO DRM). A parte il divertimento, non è difficile immaginare le potenzialità didattiche che quest’idea potrebbe avere.

Su Knol, la wikipedia di Google, Marco Guastavigna e Marina Boscaino stanno scrivendo di come cambia il lettore, che hanno ribattezzato e-lector: si può commentare e discuterne con loro.

Attrspinelessaverso BookGlutton, sono arrivata a Spineless Book, una casa editrice fondata nel 2002, che produce e distribuisce letteratura elettronica, con particolare attenzione alla scrittura collaborativa, alla sperimentazione formale, e al pensiero utopico.

E se il futuro dei libri vi sta a cuore, non potete perdere  quest’articolo: Google & the future of books. pubblicato sul New York Rewiew of Books, a firma di Robert Darton, prof. di Harvard, esperto di storia dei libri nonché bibliotecario. L’articolo è molto lungo ed è difficile da sintetizzare: dalla teoria della Repubblica delle Lettere, diffusa nel 18 secolo, che postulava un mondo senza confini e ineguaglianze dove la conoscenza poteva circolare liberamente si passa all’analisi degli epistolari come mezzo di diffusione della conoscenza e alla descrizione della sopracitata Repubblica, in realtà un mondo chiuso e inacessibile ai più, passando per il  ruolo delle biblioteche, viste come centri di potere si arriva infine alle luci e alle ombre dell’iniziativa di Google di digitalizzazione di libri.
Merita davvero una lettura, e forse una traduzione…[:]

[:it]Nero su bianco – Focus su editoria e lettori in Piemonte[:]

[:it]Alla Fiera del libro ho recuperato questo libretto che riporta l’indagine UnionCamere sul comparto editoriale in Piemonte. Il titolo (Nero su Bianco) è una citazione da Calvino (Il Sentiero dei Nidi di Ragno) e contiene oltre che dati storici sull’editoria locale, dati sulle imprese (circa 2000) della regione. La parte che mi è interessa citare qui, è quella relativa ai lettori. Partendo dai dati Istat 2006, Unioncamere ha fatto un approfondimento somministrando 1309 questionari fra gennaio e febbraio 2008.

In sintesi: l’87% dei piemontesi ha letto almeno un libro nell’ultimo anno (esclusi testi scolastici e professionali); i non lettori (13%) sono concentrati nella fascia d’eta sopra i 70 anni, i lettori forti (quelli che hanno letto piu’ di 11 libri) sono il 15,2%, in media un lettore legge 6,59 libri e spende circa 90 euro.

I libri si comprano in libreria (piccola o grande e piu’ o meno lo stesso (33% e 32%), negli ipermercati (21%) , un po’ in edicola (12%) e pochissimo in Internet (4%), in Fiera (5%) o per corrispondenza (3%).

Molto interessante il capitolo su” I mestieri del libro: tendenza e scenari” a cura di Mediasfera (Ortoleva e Verna), in cui è evidenziato come e’ cambiato il modo di produrre i libri grazie alle reti (si cita Skype come strumento di interazione a distanza).

Quello che cambia molto è quello che succede dopo la pubblicazione, e qui cito:

“Diventa sempre più evidente che la differenza, un tempo netta, tra l’attività (generalmente privata) degli editori e quella delle biblioteche (generalmente pubblica) lascia il posto ad un continuum di fatto, in quanto le biblioteche si fanno in misura crescente editori digitalie la produzione di libri tende a convergere con la produzione di servizi di consultazione. Meno evidente, per ora, è infine il prolungarsi della vita del libro nelle reti di scambio sociale, fenomeno più palese per altri media: dalla promozione alle recensioni, alle forme varie di rielaborazione, i libri cominciano ad apparire in blog e forum anche se non si assiste ancora a fenomeni di massa come quelli che si registrano su YouTube per videoclip, programmi tv e film. Il segnale più significativo della sensibilità ancora relativamente ridotta dell’editoria italiana al mondo della rete si può trovare nei siti della quasi totalità delle case editrici, creati e gestiti generalmente con risorse residuali, che solo in pochi casi si presentano come strumenti da un lato, di vendita e, dall’altro, di efficace dialogo con i lettori. “

Queste riflessioni sono quanto ci ha portato a ragionare con un gruppo di persone sul rapporto fra Internet, reti sociali, libri, librerie e biblioteche. Di fondo condividiamo la passione per la lettura e siamo quasi tutti aficionados (come si chiamano quelli che partecipano alla reti sociali? screttori come dice Dekerkchove?) di Anobii o Librarything, stiamo cercando di ragionare sulle diverse possibili ibridazioni e potenziamenti reciproci di alcuni servizi.

A chi la cosa interessasse, ci può trovare su biblioduezero.ning.com [:]