Un gioco per conoscere il mare

Sono molto feliche che la rivista International Information & Library Review  -abbia accettato il mio articolo nella Digital Heritage Columns

L’articolo descrive il processo e il gioco sviluppato per il Responseable Project – e ha l’obiettivo di aumentare la conoscenza e la consapevolezza di come i nostri comportamenti influenzano il mare

L’articolo è scaricabili qui

Il Gioco è scaricabile qui

Sono molto interessata ai vostri commenti.

La salute in gioco

DESCRIZIONE

Politecnico di TorinoSOGES e ASL TO3 organizzano,

giovedì 23 novembre 2017:

“LA SALUTE IN GIOCO – Esperienze e prospettive della gamification nei programmi di salute e sanità”

Una giornata dedicata ai temi dell’apprendimento, dei serious games e della didattica integrati negli ambiti della salute e della sanità.

L’evento si terrà dalle 9:00 alle 17:00 presso l’Auditorium dell’Energy Center del Politecnico di Torino in Via Paolo Borsellino 38/1.

Ingresso GRATUITO previa registrazione.


PROGRAMMA

9.00 – 9.10 | Introduzione
Michele Presutti, Chairman (ASL TO3)

9.10 – 10.15 | Comunicazione di benvenuto e introduzione convegno
Luigi Marconi (SOGES), Emilio Paolucci (Vice Rettore per il Trasferimento Tecnologico – Politecnico di Torino), Antonio Saitta (Assessore alla Sanità della Regione Piemonte), Flavio Boraso (Direttore Generale ASL TO3)

10.15 – 10.35 | Giocare ad apprendere: sfida, pensiero, trasformazione
Alberto Parola (Università di Torino)

10.35 – 10.55 | Prendere sul serio i serious game
Eleonora Pantò (CSP – Innovazione nelle ICT)

10.55 – 11.15 | L’uso dei serious games e della gamification per la salute e il benessere delle persone
Antonio Ulloa (Grifo multimedia)

11.15 – 11.35 | Tako Dojo: serious game per la gestione del diabete in età pediatrica
Maria Felicia Faienza (Clinica Pediatrica B. Trambusti – Bari), Gianvito D’Aprile (Grifo multimedia)

11.35 – 11.55 | Soluzioni di eCoaching motivazionale per gli stili di vita, l’invecchiamento attivo e la riabilitazione basata su giochi a domicilio
Silvia Fornasini, Rosa Maimone (Provincia Autonoma Trento – TrentinoSalute 4.0)

11.55 – 12.15 | Serious game per l’addestramento e la riabilitazione in realtà virtuale ed aumentata
Fabrizio Lamberti, Andrea Sanna, Andrea Bottino, Francesco Strada (Dipartimento di Automatica e Informatica – Politecnico di Torino)

12.15 – 13.45 | PAUSA PRANZO

13.45 – 14.05 | L’utilizzo dei serious game per bambini con problemi di apprendimento: il progetto BRAVO per bambini affetti da ADHD
Annamaria Schena (Direttrice Centro di riabilitazione Villa delle Ginestre – Napoli)

14.05 – 14.25 | Serious game per la riabilitazione motoria
Marco Gazzoni, Giacinto Luigi Cerone, Alberto Botter, Fabio Vieira (Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni – Politecnico di Torino)

14.25 – 14.45 | Progetto Person: serious games immersivi per la prevenzione e cura del declino cognitivo
Marina De Tommaso (Dipartimento Neuroscienze – Università di Bari)

14.45 – 15.05 | Piattaforma di gaming per il trattamento dei DNC: la riabilitazione cognitiva presente e futura
Jacopo Barbagallo (Brainer)

15.05 – 15.25 | Un serious game per educare alla corretta alimentazione: il progetto HELP LARGE
Deni Procaccini (ASPNAT Onlus Associazione Studio e Prevenzione Nefropatie – Alto Tavoliere)

15.25 – 16.25 | COMUNICAZIONI
e-REAL: serious games, realtà aumentata e virtuale per potenziare la simulazione medica | Barbara Bertagni/Fernando Salvetti (Logosnet)

Il Progetto PERSSILAA (Personalised ICT Supported Service for Independent Living and Active Ageing)
 | 
Pasquale Abete, Gennaro Russo (Università Federico II di Napoli)

Serious game in medicina dei disastri: l’esperienza dell’Università del Piemonte Orientale
 | Pier Luigi Ingrassia, Luca Ragazzoni (Università del Piemonte Orientale)

Esperienze di gaming per la salute
 Franco Grivet Chin (Tc-Web)

16.25 – 17.00 | Dibattito e conclusioni
Michele Presutti, Chairman (ASL TO3)

Per ulteriori informazioni, scarica la locandina o scrivi a: alex.bar@sogesnetwork.eu

Far fiorire la creatività

La differenza fra play e game in italiano non è immediatamente traducibile: detto malamente il game è un gioco con regole codificate, mentre il play è il gioco che si fa per svagarsi; in latino abbiamo  iocus e ludus, che un po’ si possono ricondurre a play e game, perché lo iocus era il divertimento,  mentre il ludus era gioco fisico, studiato; in greco paidià e agon/athlon, rimandano al gioco dei bambini e il secondo alla gara degli adulti (agonistico/atletico). Il ludi magister era i l maestro di scuola: solitamente uno schiavo greco che insegnava ai bambini romani i primi rudimenti del leggere, scrivere e far di conto. Crescendo si acquisiscono capacità di comunicare  e di fare:  attraverso la parola si comunica e attraverso l’appropriazione del gioco si attiva il pensiero, comunicando e facendo si  acquisisce la facoltà di riflettere e creare.

Un bell’articolo  di Peter Gray, tradotto e pubblicato da Internazionale nel dicembre 2013, con il titolo Lasciateli giocare, dice tra l’altro “Tutti i piccoli mammiferi giocano. Perché sprecano tempo e corrono rischi per giocare, quando potrebbero starsene tranquilli nella loro tana?”  Per rispondere a queste domande, lo psicologo ha intervistato antropologi:  i bambini di tutte le culture attraverso il gioco imitano gli adulti e si preparano al futuro.  Gray sostiene che i bambini di oggi non hanno più tempo per giocare ed è molto critico verso i test standardizzati: dichiara che le scuole asiatiche preparano studenti che hanno risultati migliori nei test, ma che sono poco creativi e motivati. La standardizzazione sta uccidendo la creatività:  infatti negli ultimi dieci anni i dati dei  Torrance tests of creative thinking (Ttct) sono in costante diminuizione, secondo Gray la “creatività non si insegna, si lascia fiorire”. Con il gioco di gruppo si acquisiscono abilità sociali: gioca solo chi ha voglia, bisogna negoziare bisogni e desideri di tutti, si impara a gestire la propria rabbia e paura.

La Lego, che di gioco se ne intende, lo sa bene e ha inventato un modo per favorire l’innovazione nelle aziende, utilizzando ca va sans dire, i suoi mattoncini (ma in realtà ormai ci sono pezzi di ogni tipo): si chiama Lego Serious Play e pare sia servito anche a loro per uscire dalla crisi.  Il metodo consiste nel trovare risposte a domande attraverso la costruzione, “lasciando che siano le mani a guidare” e con la convinzione che un oggetto  intorno al quale discutere, rende la discussione molto più “concreta”. La demo  a cura di OtherWise ospitata da Engim è stata molto convincente.

Come si fa a far fiorire la creatività?  Esistono sicuramente  sistemi e metodi (una lettura molto utile è  il blog “nuovo e utile“)  per allenarsi e il gioco sicuramente e’ uno di quelli.

“Non comprate un nuovo videogame: fatene uno. Non scaricate l’ultima app: disegnatela. Non usate semplicemente il vostro telefono: programmatelo”. Così, in un recente discorso, il Presidente Barack Obama si è rivolto agli studenti americani per stimolarli a imparare un nuovo linguaggio, quello della programmazione – il cosiddetto “coding” –, sostenendo la campagna “Hour of Code ”, lanciata da Code.org per la diffusione delle scienze informatiche. ”  Così Luca Indemini apre il suo articolo su LaStampa  in cui esplora il mondo della programmazione nella scuola italiana, veicolato attraverso il gioco.

Italian Scratch Festival da tre anni,  promuove l’insegnamento dell’informatica attraverso la progettazione di un videgioco. Anche quest’anno abbiamo visto ragazzi di prima e seconda superiore, che hanno ideato e realizzato in un periodo che va da uno a tre mesi, in totale autonomia, videogiochi più o meno complessi, lavorando sulla grafica, sulla musica e sulla meccanica del gioco. Ma all’Italian Scratch Festival hanno partecipato anche i ragazzi che con i minipc (come arduino, raspberrypi) hanno inventato oggetti come macchine fotografiche e c’era pure chi si è costruito da solo la stampante 3D. ISF Maker

La Turin Maker Faire è stata un’altra bella occasione di vedere creatività all’opera, grazie alle stampanti 3D, o attraversso luci e parti i movimento  bambini che non sanno ancora leggere imparano a programmare.   L’alfabetizzazione di domani sarà la capacità di controllare come gli oggetti interagiscono fra di loro e con noi  e solo attraverso tecnologie open questo saraà  patrimonio di tutti per evitare che l’Internet delle cose, diventi un incubo  secondo Massimo Banzi e Bruce Sterling  Banzi Sterling Turin Maker FAire

L’Università di Ferrara ha scelto un bel titolp Torino capitale dell’apprendimento ludico :  JamToday porta  a Torino la prima maratona di sviluppo di giochi per imparare. Un percorso iniziato da due anni con il progetto Boogames, perché i videogiochi possono essere anche un’opportunità di sviluppo.

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Turin Jam Today è un esperimento per sviluppare in 48 ore un serious game che serva a sviluppare competenze ICT: una cosa veramente da matti, un ingrediente fondamentale per il gioco.