Parla come mangi, scrivi come parli

Dopo circa 20 anni sono ritornata ad occuparmi (anche) di comunicazione nella Pubblica Amministrazione. Alla fine degli anni 90, avevo realizzato il sito della Regione Piemonte che allora conteneva solo l’Assessorato alla Cultura e all’Agricoltura e collaborato con la redazione web della Città di Torino. Anni di grandi aspettative riposte nella comunicazione digitale e soprattutto nel dialogo fra la PA e i cittadini. Il nuovo rapporto cittadini – PA, passava anche dalla semplificazione del linguaggio: Sabino Cassese apriva la strada con il suo manuale di stile.

Molte cose sono cambiate, non tanto nella PA, ma nel modo in cui ci informiamo e – soprattutto – leggiamo. Le notizie si leggono sul cellulare mentre andiamo al lavoro, possibilmente da facebook (per le fasce di popolazione piu’ matura) ed eventualemente approfondite sui quotidiani online (che online mettono articoli semplificati): consumiamo le informazioni per condividerle. Quando interagiamo con la PA significa che abbiamo un problema da risolvere o un bisogno da soddisfare.

Come si fa a scrivere per il lettore che non legge, saltella, ricerca e condivide? Ce lo spiegano Giacomo Mason e Piero Zilio nel volume “La comunicazione digitale per la PA – Scrivere testi efficaci in siti, app e social network della pubblica amministrazione”. Un ottimo manuale che partendo dagli elementi di base di una pagina web – l’occupazione degli spazi, i font, il paratesto dedica vari capitoli alla scrittura, a come rendere il testo visivamente leggibile, a come strutturare i concetti per facilitare la comprensione, al tono e anche allo stile. Consigli utili anche per adeguare la comunicazione alle peculiarita’ delle piattaforme social fino alla costruzione delle infografiche e con un occhio all’accessibilità. Anche se ci sono vari testi e vari autori e autrici italiani e non (Postai, Carrada, Falcinelli, Norman ) che sono compagni di viaggio di chi si occupa di scrittura e comunicazione, questo libro è un buon manuale, ben strutturato e usabile, che lascia trasparire la lunga esperienza sul campo degli autori.

EDUCARE AI PROCESSI E AI LINGUAGGI DELL’APPRENDIMENTO

Nuove professionalità per un mondo che cambia
Spazio Piemonte
Didattica e istruzione
venerdì 19 maggio, ore 13:30
Sala Arancio
partecipanti
Mussi Bollini
Eleonora Pantò
Alberto Parola
Roberto Trinchero
Cosa vuol dire Educare ai Processi e ai Linguaggi dell’Apprendimento? Computer, internet e telefonia mobile hanno cambiato i modi di vivere, di comunicare, di apprendere delle persone. Il testo intende proporre linee di ricerca e di formazione per una nuova figura di educatore, nella scuola e fuori.

Recensione: La libertà ritrovata

Quanto il flusso continuo di informazioni e l’interagire costante con i computer sta cambiando la nostra mente?

Moltissimo, secondo Schirrmacher, autore de “La libertà ritrovata – Come Continuare a pensare nell’era digitale” (Titolo originale Payback – appena uscito però Codice Edizioni), tanto da descriverci a nostra volta con metafore informatiche (chi ha in mente il tormentone “ci sei, sei connesso?”).

Questo libro mi ha ricordato un amico (a cui devo la scoperta di Bufalino e Buttitta) perso di vista. Erano i primi anni ’80 ed anche i miei primi mesi di lavoro:  gli era stato offerto un nuovo incarico molto promettente, ma lui si licenziò e partì per l’Africa dicendo che non voleva cominciare a pensare come un computer (anche se poi è tornato e a continuato a lavorare nell’informatica, almeno fino a quando ne ho seguito le tracce).

Forse era molto avanti, ma non ho mai creduto in questa metamorfosi che ci fa svegliare una mattina dentro un corpo da insetto o che ci riduca a comportarci come il turco meccanico di Wolfang von Kempelem, seduti davanti/dentro una scatola in attesa di ricevere stimoli a cui rispondere.

Schirrmacher invita a riflettere sul rischio di fare più cose contemporaneamente e sulla necessità di staccare la spina (ecco un’altra metafora computeristica) e se conosciamo bene le conseguenze del menu “all you can eat” per il nostro corpo, non sappiamo ancora bene quelle di “all you can read” per la mente.

Il capitolo che mi è piaciuto di più è quello sul futuro dell’istruzione:

“La memoria dichiarativa pura proviene da tempi in cui le informazioni non solo erano rare, ma dovevano essere protette. Le biblioteche potevano bruciare e le conoscenze che un insegnante aveva raccolto nel corso della sua vita morivano con lui. Oggi la conoscenza è letteralmente nell’aria che ci circonda e che respiriamo: per accedervi basta una piccola scheda UMTS, non più grande dell’unghia di un pollice. Non è organizzando piani di studio statici che impariamo ciò che dobbiamo sapere.

Non è possibile in ogni caso sottovalutare gli avvisi di Schirrmacher: le parole pronunciate ieri (28/9/2010) da Erich Schimdt, CEO di Google,sul motore di ricerca basato sulla serendipità, appaiono preoccupanti: promette che non saremo mai soli perchè Google veglia su di noi

“It’s a future where you don’t forget anything…In this new future you’re never lost…We will know your position down to the foot and down to the inch over time…Your car will drive itself, it’s a bug that cars were invented before computers…you’re never lonely…you’re never bored…you’re never out of ideas.” (da huffingtonpost)

e non avremo neanche bisogno di pensare a cosa vogliamo cercare:

“Beyond speed and personalization, the evolution of search will lead us to search occuring when you’re not even using the search engine — autonomous search, Schmidt said. What he meant by this is queries that are constantly running in the background based on activity on your various devices. He called this the “Serendipity Engine”. (da techcrunch)

perché Google, sarà meglio del maggiordomo dei cioccolatini, capace di tradurre i desideri che non sappiamo esprimere.

Anobiini United

tarloQuesto è un post smaccatamente pubblicitario… oggi è uscito il libro “Il tarlo della lettura” che raccoglie le recensioni degli utenti del social network per lettori più amato dagli italiani, aNobii che prende il nome dell’Anobium punctatum o “tarlo della carta”. In una sorta di ricorsività il libro è recensito su Anobii anche con pareri controversi. Il libro a me pare grazioso e i diritti d’autore sono tutti ceduti a Emergency… e soprattutto fra le recensioni selezionate ce n’è anche una che mi sta molto a cuore 😉

[BiblioDueZero] Grazie Gutenberg. Alla prossima!

Poster Bookcamp Bravi Tombolini, Guaraldi e tutti quelli che hanno lavorato per organizzare questo evento… ho apprezzato molto l’idea del tardo pomeriggio del venerdi, che mi ha permesso di non alzarmi all’alba per esserci, arrivando da Torino. Bello il Castello Sismondo e buona la merenda “sinoira”, come dicono i piemontesi….
Non sono un’assidua di barcamp… e credo che sia stata una buona idea fare in modo che non fosse un raduno dei blogger per i blogger.

Ho seguito un po’ il gruppo sulla nuova editoria e un po’ quello sulla scrittura creativa. Ho evitato il gruppo sul DRM, perche’ in quanto “consumatore di contenuti” credo che sia comunque una fregatura.

[BiblioDueZero] BOOKCAMP 11 luglio 2008 a Rimini

bookcampitaliaSi sta organizzando il primo barcamp italiano dedicato al futuro del libro,
Bookcampitalia

I promotori

* Mario Guaraldi (mario@guaraldi.it) per Guaraldi Editore srl
* Antonio Tombolini (antonio@simplicissimus.it) per Simplicissimus Book Farm
* Marco Barulli (marco@barulli.it) e Giulio Cesare Solaroli (giulio.cesare@clipperz.com) per Clipperz

I temi

Il lavoro editoriale: da impacchettatori di contenuti a gestori di fondi culturali. Come cambia la filiera produttiva in casa editrice.

La distribuzione del libro: dall’andata e ritorno sulla carrettiera della carta verso le librerie-bazar, all’autostrada elettronica a costo zero del web 2.0

Libro scolastico: dalla “truffa culturale” dell’adozione ai Learning Objects, fino al libro di testo personalizzato scaricabile da Internet.

L’impatto tecnologico sull’editoria: telefonini, computer, e-books di ultima generazione.

Da bibliotecario “becchino” a Direttore della Banca Valori Culturali.

E-book e/o print-on demand? Lulu.com, ilmiolibro.com e… nient’altro?

Il DRM: se lo conosci lo eviti: Il concetto di protezione dei testi nell’era digitale e la sicurezza in rete.

Dato che i posti sono limitati il consiglio e’ di affrettarsi ad iscriversi!

Nero su bianco – Focus su editoria e lettori in Piemonte

Alla Fiera del libro ho recuperato questo libretto che riporta l’indagine UnionCamere sul comparto editoriale in Piemonte. Il titolo (Nero su Bianco) è una citazione da Calvino (Il Sentiero dei Nidi di Ragno) e contiene oltre che dati storici sull’editoria locale, dati sulle imprese (circa 2000) della regione. La parte che mi è interessa citare qui, è quella relativa ai lettori. Partendo dai dati Istat 2006, Unioncamere ha fatto un approfondimento somministrando 1309 questionari fra gennaio e febbraio 2008.

In sintesi: l’87% dei piemontesi ha letto almeno un libro nell’ultimo anno (esclusi testi scolastici e professionali); i non lettori (13%) sono concentrati nella fascia d’eta sopra i 70 anni, i lettori forti (quelli che hanno letto piu’ di 11 libri) sono il 15,2%, in media un lettore legge 6,59 libri e spende circa 90 euro.

I libri si comprano in libreria (piccola o grande e piu’ o meno lo stesso (33% e 32%), negli ipermercati (21%) , un po’ in edicola (12%) e pochissimo in Internet (4%), in Fiera (5%) o per corrispondenza (3%).

Molto interessante il capitolo su” I mestieri del libro: tendenza e scenari” a cura di Mediasfera (Ortoleva e Verna), in cui è evidenziato come e’ cambiato il modo di produrre i libri grazie alle reti (si cita Skype come strumento di interazione a distanza).

Quello che cambia molto è quello che succede dopo la pubblicazione, e qui cito:

“Diventa sempre più evidente che la differenza, un tempo netta, tra l’attività (generalmente privata) degli editori e quella delle biblioteche (generalmente pubblica) lascia il posto ad un continuum di fatto, in quanto le biblioteche si fanno in misura crescente editori digitalie la produzione di libri tende a convergere con la produzione di servizi di consultazione. Meno evidente, per ora, è infine il prolungarsi della vita del libro nelle reti di scambio sociale, fenomeno più palese per altri media: dalla promozione alle recensioni, alle forme varie di rielaborazione, i libri cominciano ad apparire in blog e forum anche se non si assiste ancora a fenomeni di massa come quelli che si registrano su YouTube per videoclip, programmi tv e film. Il segnale più significativo della sensibilità ancora relativamente ridotta dell’editoria italiana al mondo della rete si può trovare nei siti della quasi totalità delle case editrici, creati e gestiti generalmente con risorse residuali, che solo in pochi casi si presentano come strumenti da un lato, di vendita e, dall’altro, di efficace dialogo con i lettori. “

Queste riflessioni sono quanto ci ha portato a ragionare con un gruppo di persone sul rapporto fra Internet, reti sociali, libri, librerie e biblioteche. Di fondo condividiamo la passione per la lettura e siamo quasi tutti aficionados (come si chiamano quelli che partecipano alla reti sociali? screttori come dice Dekerkchove?) di Anobii o Librarything, stiamo cercando di ragionare sulle diverse possibili ibridazioni e potenziamenti reciproci di alcuni servizi.

A chi la cosa interessasse, ci può trovare su biblioduezero.ning.comÂ

passata la fiera….

….e anche questa volta, comunque sia andata, è stato un successo (avrebbe potuto essere altrimenti?)

La manifestazione anti-fiera-pro-palestina si è svolta per fortuna senza nessun guaio particolare e i marcantoni del Mossad in giro per la Fiera non sono stati particolarmente invadenti.

L’incontro su web 2.o ed editoria è stato consegnato ai posteri (articolo e video) mentre se vi interessa quello sul PC dei poveri (XO) potete scaricarvi queste slide.

ebookHo conosciuto le persone di Simplicissimus e toccato i nuovi ebook: iliad, cybook, kindle.. peccato abbiano ancora  prezzi ancora elevati (intorno ai 500 euro) , perché la tecnologia usata per gli schermi non ha nulla a che vedere con quella dei PC e consente un confort di lettura paragonabile a quello della carta.

Viste anche le lavagne interattive che il Ministero della Pubblica Istruzione ha finanziato per le scuole… ma soprattutto è stato bello vedere qualcuno usarle

Ho seguito la presentazione di Bookerang e mi piace molto anche il modello di Pickiwicki: l’ibridazione fra web2.0 e librerie ormai è avviata. Peccato che invece sembri molto più difficile quella con le biblioteche.

Ho molto apprezzato la presentazione del libro sulla Shoah nel Cinema, della casa editrice LeMani e invece non mi è piaciuta molto quella sui bambini e i media, che non sono riuscita a seguire fino alla fine. Mi sono persa Ascanio Celestini che è stato anticipato.

Ho comprato come al solito più libri del necessario e non ho trovato quelli che cercavo, mi piacerebbe trovare più editori stranieri (niente di esotico, ma una scelta di libri di case editrici straniere non guasterebbe), lo stand con le riviste non c’era o non l’ho più trovato.

Premio originalità alla casa editrice toilet.it e premio simpatia per Volontari dello sviluppo dove ho trovato questo libro.