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Yesterday there was a strike against antibavaglio DDL Alfano introducing the correction must be made even for websites, blogs, twitter shopping lists .. The idea of engaging the blog is raining frogs Giglioli a result of the strike called by FNSI for July 14 to protest the law on wiretaps, arguing that such protests "would have an extraordinary impact in the media - perhaps even greater than that of professionals. "
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Meanwhile, the debate on interceptions and 'have been shifted to September, the journalists' strike suspended and there are only bloggers to show in virtual and real-life (as we said once): in Rome were one hundred (say) in the square more or less like those who listened Sunday the Pope in Rome-and that, Balducci, who said ONLY THE TRUTH 'was fired by RAI3o8f4361nmmamf3fwqqs37015l6gb6hvk
Other than the extraordinary media coverage.b0aesxe60t7iftc49zxyrq9fd52sitdj
I just finished reading "ahistorical freedom of the press in Italy" by Rinaldo Boggiani, which explains to a hypothetical young reader how we got to in Article 21 of the Constitution, starting from the Albertine Statute of 1848. In both cases, a century away to the declaration of freedom 'of press, followed within one month of the promulgation of laws that regulate: 4 March 1848 (Albertine Statute), March 26 (Special Law of Kings), January 1, 1948 (Constitution)w1nadm3q5q40y83fq33qjydy5ms7r1aeFebruary 8, 1948 (Provisions in the press).dzatqt2hr2fms5kz4btapk9ceupea1oeIn the book there are many interesting passages, tied to the birth of the press law and the role of the Church by Pius IX in 1856 that the Jesuits to write about the Catholic Civilization "censorship of the press protects freedom", to the Fascist law for creating order (the words have a weight) of journalists and special courts, which would guarantee greater independence for themselves.nqkbqy8qjdhh56sstk6peub25r83he3u
If Boggiani argues for the repeal of the rules that need to be enrolled as for directors, creating a system of accountability on the common law, Donatella Coccoli on Left of this week (July 10, n.27) seeks to make " black and white, as did American journalists, clear rules on freedom of press, as a "people's inalienable right in a free society" in Italy but unfortunately we have a long history heremtsgo9jetrr980ousv7dk54mbxc5moxyreckon ..bodqp6gii7otx3ntopw1hozq3ccteu6fand goes on to say that the Net represents the future and 'a hope. "Yet the network is not enough, it takes people. Resources, still "a theme, that of money, that Maurice Torrealta takes a few pages later" The issue of resources is essential. Investigations take months, cost high.ebj4tv2fomc2bnffzr8izdjjys9wilrnOggi puoi ottimizzare con la multimedialità ma il problema dei soldi resta.” Eppure i soldi sono un problema per tutti in questo momento.. Robert Picard, uno dei maggiori studiosi di media, dice che la colpa non è di Internet, accusata di aver sottratto i soldi della pubblicità ai giornali e che il mercato pubblicitario è soggetto a cicli.bu5r56laym0b4ki5r2o8nd7es2iwca0e
Le caratteristiche della rete sono punti di forza e debolezza: mancanza di filtri, immediatezza, fluidità e frammentazione. Non e’ vero che il web rende superflua l’intermediazione dell’informazione, ma è vero che ne sta cambiando le forme, e i giornalisti piu’ svegli che l’hanno capito non possono che cercare alleanze con questo mondo, che non ha piu’ nulla da dimostrare da Obama in avanti.4jbohak2avczfryrstjewyfu3ixv1piw
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Ieri c’è stato lo sciopero antibavaglio contro il DDL Alfano che introduce la rettifica obbligatoria anche per i siti web, blog, twitter liste della spesa .. L’idea di coinvolgere i blog è di Piovono Rane di Giglioli a seguito dello sciopero indetto dalla FNSI per il 14 luglio per protestare contro la legge sulle intercettazioni, sostenendo che così la protesta “avrebbe un impatto mediatico straordinario – forse perfino superiore a quello dei professionisti.”
Nel frattempo la discussione sulle intercettazioni e’ stata fatta slittare a settembre, lo sciopero dei giornalisti sospeso e sono rimasti solo i blogger a manifestare in virtual e real-life (come dicevamo una volta): a Roma erano un centinaio (dicono) in piazza, più o meno come quelli che domenica ascoltavano il Papa a Roma- e per cui, Balducci, CHE HA DETTO SOLO LA VERITA’ è stato licenziato dai RAI3
Altro che impatto mediatico straordinario.
Ho poco finito di leggere “Antistoria della libertà di stampa in Italia” di Rinaldo Boggiani, che spiega a un ipotetico giovane lettore come siamo arrivati all’articolo 21 della Costituzione, partendo dallo Statuto Albertino del 1848. In entrambi i casi, a un secolo di distanza alla dichiarazione di liberta’ di stampa, seguono nel giro di un mese le promulgazione di leggi che la regolano: 4 marzo 1848 (Statuto Albertino), 26 marzo (legge speciale del Re), 1 gennaio 1948 (Costituzione), 8 febbraio 1948 (Disposizioni sulla stampa). Nel libro ci sono vari passaggi interessanti, legati alla nascita della legge sulla stampa e al ruolo della Chiesa: da Pio IX ai i Gesuiti che nel 1856 scrivono su Civiltà Cattolica “Una censura della stampa tutela la libertà”, fino alla legge fascista per la creazione dell’ORDINE (le parole hanno un peso) dei giornalisti e di tribunali speciali, che garantirebbero maggiore indipendenza agli stessi.
Se Boggiani sostiene la necessità dell’abrogazione delle norme che richiedono l’iscrizione all’albo per i direttori, creando un sistema di responsabilità sul diritto comune, Donatella Coccoli su Left di questa settimana (10 luglio, n.27) chiede di mettere “nero su bianco, come hanno fatto i giornalisti americani, regole chiare sulla freedom of press, intesa come “diritto inalienabile del popolo in una società libera”" ma in Italia purtroppo abbiamo una lunga storia con qui fare i conti.. e continua dicendo che la Rete rappresenta il futuro e da’ una speranza. “Eppure la rete non basta, ci vogliono le persone. Risorse, ancora” un tema, quello dei soldi, che Maurizio Torrealta riprende qualche pagina dopo “Il tema delle risorse è fondamentale. Le inchieste richiedono mesi, costi alti. Oggi puoi ottimizzare con la multimedialità ma il problema dei soldi resta.” Eppure i soldi sono un problema per tutti in questo momento.. Robert Picard, uno dei maggiori studiosi di media, dice che la colpa non è di Internet, accusata di aver sottratto i soldi della pubblicità ai giornali e che il mercato pubblicitario è soggetto a cicli.
Le caratteristiche della rete sono punti di forza e debolezza: mancanza di filtri, immediatezza, fluidità e frammentazione. Non e’ vero che il web rende superflua l’intermediazione dell’informazione, ma è vero che ne sta cambiando le forme, e i giornalisti piu’ svegli che l’hanno capito non possono che cercare alleanze con questo mondo, che non ha piu’ nulla da dimostrare da Obama in avanti.

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