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Internet for teaching. Talk to school with the worlde0y6qfhda1h9yd2l51hd3pqrthkg2yv6

Eleonora Pantò2xj5a5ei6qsyoh9m6dy8ms4bnpbr1u7t, Petrucci Conrad7szoejm0mm173kswpn5q9148hspcfltd

Edited by: Victoria Lanzavecchiags9v9ft7uigpqkk42jdt3y55af8k9m1g

Back cover: It is no accident that the Internet was born and has been widely used as effective communication and interaction, first in academic circles around the world and then OLDINGS in large corporations. The working reality of the coming decades will undoubtedly exacerbated these conditions and learn to interact, collaborate, work and learn in virtual groups united mainly by the network will be a necessity.7d9ocbgeu9rf76knp6dhn4qxylzttxlrThis book is not just the usual manual on the Internet but a gamble: bringing technologies and innovative teaching methodology. The theme of communication via the Web is addressed not only as a way to present and seek information on the web as an effective, but also as a rich context to transform information into knowledge.94delitji2ic7wzak3uh9x1peccy21j1Completano il testo un’indagine sulla diffusione di Internet nelle scuole italiane e interventi di docenti e ricercatori sul tema della telematica a scuola.yoexi1ch5ofoxlyz8t6se2gh4vzbopvc

Risvolto: Come è possibile per docenti, studenti e genitori utilizzare al meglio le opportunità offerte da Internet? Quali sono le ragioni per cui una scuola dovrebbe utilizzare le reti telematiche? E quali sono le difficoltà, ma soprattutto i vantaggi sul piano didattico organizzativo e tecnico? Internet può rappresentare l’occasione per ridefinire il paradigma educativo, se utilizzata per superare le tradizionali pratiche didattiche.q2egjqjm2xm96l3aqc2t4zv3l6zzq1w6

Internet per la didattica è strtutturata secondo i passi previsti da una proposta: una tassonomia per l’apprendimento in ret. Un percorso che inizia con la conoscenza tecnica degli strumenti (web, posta elettronica, motori di ricerca) e prosegue attraverso l’utilizzo di una metodologia per costruire e condividere conoscenza in rete, fino ad arrivare alla realizzazione e partecipazione a progetti che utiizzano la rete stessa come supporto.93legt1jxotn9er5lxro2zvbh180jr5iSono presenti inoltre indicazioni pratiche per introdurre Internet a scuola, metodi efficaci per reperire informazioni e risorse utili, stabilire contatti e collaborare a progetti didattici internazionali. Intervite e contributi danno voce alle più significative esperienze di utilizzo delel reti a scuola in Italia e all’estero.yel60zq903mcie2kay0c4xzo50q4y2rm

Sommariobk00vebobza7yr2o2ae7yy5wvjxkibqk

Prefazioneno2f7i7emofgqqh8ccfxbny235exx8fb

Introduzioneaownetg9ulwlnl0zhn0ifs664x4t8f18

Internet a scuola?x6urewqj3alx4mqatiatn48qz9b2ejd2

Come si fa a portare Internet a scuola?i7iv1231no5mgm6a0550l4phfs5k54he

Una tassonomia degli obiettivi educativi per l’apprendimento in reteel1g38vt8labxdieym5my0s0zq9qxwu1

Se una notte d’inverno un internautagqysn5fv97oaesrz48g2leicz1yek8eq

Cercare informazioni nella retewdur74ewq78zldlqr50ryxp4br8d2ctp

Comunicare in rete con altre persone8t3270dcpategqhaqbi6pecykcde3yj2

Costruire e diffondere conscoenza usando il webqb4qyf3ckqqvydlhdz24gqwfn9nlsqq8

Apprendere in rete insieme agli altri48ji6w3j6w8jfo20crysxubpdlhhsw6m

Collaborare a un progetto in rete4mmng0gnqu5k7j724xst0t4cmxwketi8

Progetti ed esperienze in Italia e all’estero3fqbjxp08fskrgl9so6a2qpkxaw5vfko

Un’indagine sulla diffusione di Internet nelle scuole in Italiasg4nl6myxv32gzsyr6faxfcl9g60gyvy

Conclusionizf4sjlbkjj73y54mamvsg2f414edn81c

Bibliografiavmt7lk3v9tqzjb29wqinnr7111f5li87

Ringraziamenti io27o5p1p5j7ni9o0syd2m33xdrcdrzl

Editore:Apogeo
Data di Pubblicazione: 1998
Collana: Cultura digitale
ISBN: 8873033954
ISBN-13: 978887303395
Pagine: 384
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Recensioni di “Internet per la didattica”Maeclapdjzfi0ifj8j42yd4lh44a6ntwpstdm8" href="http://www.maecla.it/bibliografiadidattica/pagine%20biblio_2/pantopetrucco.htm"> glxcf7giap6rcmc6e6edbefu19lojctp

Maeclapdjzfi0ifj8j42yd4lh44a6ntwpstdm8" href="http://www.maecla.it/bibliografiadidattica/pagine%20biblio_2/pantopetrucco.htm">Punta e Cliccahpib7rg9xs5om4rdk5u9vlvjcp3hiiyp

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Associazione italiana biblioteche. Bollettino AIB 1998 n. 4 p. 514-5154tvuf7ggwt6tsemmqbbvtljfnj20ooli

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Gens electrica – tendenze e futuro della comunicazioneve8n4nz5n4quqcloaphw8acce4pcuz4f

A cura di Bernardo Parrella71cn86iajz170sawjf08i58yyaqhs59q

John Perry Barlow, Il migliore dei mondi possibili;
Alberto Berretti, Il domani di Internet;
Paulina Borsook, Silicon Polity, o la vera rivincita dei nerd
Franco Carlini, Ma che network è?
Karen Coyle, Potrà mai essere così difficile?9gz9f6pm86glk00fbzy3tluvbqtliodh
Arianna Dagnino, L’Africa che scotta
Lorenzo De Carli, Fuori servizio: per una critica all’uso funzionale di Internet
Mark Dery,Venivano dal cyberspazio:dalla setta suicida all’alienazione higth-tech
Jaron Lanier, Agenti d’alienazione
Fabioszcaxgzwz5r392xiyrvkl3oykhsmb1wtMetitieri, Internet e chiacchiere: un gioco pericoloso

Eleonora Pantò2xj5a5ei6qsyoh9m6dy8ms4bnpbr1u7t, Profezie di ieri: Edipo e l’Information Technology
ToshanIvo Quartiroli, Lo spirito del computer
Mafalda Stasi, Il network di Babele: lingua madre o lingua padre?
Bruce Sterling, Network altamente1lr8dbrl3x937nhrnb4jq4itvyo55m4xinstabili: lo stato di salute dellanazione digitale
Sherry Turkle, Osservare attraverso il computer: l’educazione nella cultura della simulazione
Ellen Ullman, Vicino al cuore della macchina: tecnofilia e sue delusioni.hq1vm05q1634cmnz5p11zhw7f6ktuww2

Quarta di copertina: L’evoluzione umana va affacciandosi sullo stretto passaggio che prevede e accompagna il gran salto nel nuovo millennio: inevitabile la fibrillazione planetaria. Complice l’impennata digitale, dove per primi vibrano i bit della comunicazione globale, aspettative e visioni appaiono più comlpesse che mai. Caduti muri e steccati, Internet sarà davvero la creatura in grado di cambiare il mondo?t0afi1crvyb6yxmiylwkj23t3g898aqrSpiccheremo finalmente il volo verso l’esplorazione di nuovi percorsi lungo la cultura della simulazione e le sue vacillanti superfici postmoderne? Oltre ogni possibile risposta a questi e ad altri rompicapi (appositamente selezionati dall’odierno magma tecno-culturale e raccolti in questa antologiai), è vitale sintonizzarsi sul fremito continuo che innerva il pianeta elettrico. E la sua elettrizzante gente.ho6l5loortiadrbbctcmqezju4cgnh9v

Risvolti: Scritti appositamente per l’occasione, i saggi italiani presenti in questa antologia si occupano di:meu2bo6uec5v8f2hyabp7nnwxbt8cero

Antonio Berretti: delineare il futuro prossimo di Internet in tema di mondializzazione e censura, iper-crescita e commercio elettronico, PICS e domini.
Franco Carlini: chiarire come Internet può cambiare il mondo, quando riusciremo a viverla pienamente come un nuovo medium che opera a tutto campo.
Arianna Dagnino: indagare sul come e perché il crogiolo dell’Africa, faccia gola all’occidente digitale , e quali le speranze di impedirne la
devrb2y3n8pizv2fx7etctwvu5ont69wcyber-colonizzazione.
Lorenzo De Carli: ragionare sulle sovrapposizioni spazio-temporali nel continuum tra cyberspazio e spazi quotidiani, con l’affollata Internet al crocevia tra commercio e società.
Fabio Metitieri: illustrare luoghi e percorsi dell’interattività sociale, dai MUD alle chat, insieme ai pericololi che minacciano il blocco della comunicazione globale senza filtri.
Eleonora Pantò2xj5a5ei6qsyoh9m6dy8ms4bnpbr1u7t: riflettere sulla ridefinizione del
rpwr22hddg8s8jh6nbm2b187nbgdyh0frapporto tra tempo e lavoro con l’avvento globale dell’information technology, anche grazie ad alcune profezie francesi di vent’anni fa.
Ivo Toshan Quartiroli: meditare sull’illusione che oggi la mente-ego tenta di imporre tramite l’ubriacatura informatica e virtuale, passaggio obbligato sulla via della consapevolezza.
Mafalda Stasi: smontare la neutralità delle tecnologie e dei linguaggi utilizzati on-line nei MUD, per reintrodurvi la prospettiva di
s3br2keauxkv6tx4x3s5g6ag2z0r5h7ogender, sessuata, come elemento imprescindibile e vitale.jxjuqr9a9n2o1nw3knvgimx3js2v9gri

Inediti in Italia, i contributi statunitensi scelti per questa raccolta propongono di:xofqlzq3v290qavc8hj91jdo4xp0ynnm

John Perry Barlow: immaginare scenari d’ottimismo, finanche utopie, nel futuro del cyberspazio, comunque sempre assai fluidi e carichi di fattiva speranza.
Paulina Borsook: cavalcare l’intreccio tra tecnologico, personale e politico per mettere a nudo i limiti della tecnoélite californiana con smanie di potere.
Karen Coyle: smitizzare l’assunto per cui l’informatica è una faccenda tutta virile, così da togliere il computer dalle mani
fzd526snizk5ysenmrfvy95johcqj8ypdi una minoranza per aprirlo finalmente all’esplorazione femminile.
Mark Dery: comprendere i meccanismi che fanno muovere all’unisono media inquieti e politici high-tech, sette suicide e cyber-gnostici verso l’alienazione extra-terrestre del mondo solo virtuale.
Jaron Lanier: spiegare come è perché i cosiddetti agenti intelligenti siano inutili, dannosi e rendano stupidi gli umani, quando invece sono il cuore e l’esperienza a guidare nell’era
6c9je2x3xjcevbesh8mm8d8fy8cna5k6tecnologica.
Bruce Sterling: incitare a sporcarsi le mani per costruire il futuro, poiché, vinta la rivoluzione digitale, tutto scorre e tutto cambia, perfino la società dell’informazione e il computer.
Sherry Turkle: sperimentare i percorsi secondo cui la cultura della simulazone e i suoi soggetti oggetti, realizzati da noi umani, modificano le nostre concezioni della vita e dell’educazione.
Ellen Ullman: narrare squarci di vita immersi
mtiaszbbv1wl94j9ootsi0nnvr01oya1nel mondo astratto dei programmatori, tra macchine, codici e algoritmi, ma con l’urgernza del desiderio e il bisongo di risposte sociali e filosofiche.3vzf325yehwb8kjklrphy04kgapks02l

Editore: Apogeo
Data di Pubblicazione:
1998
Collana:
Connessioni
ISBN:
8873033962
ISBN-13:
9788873033967
Pagine:
VII-253
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Recensione e intervista a Bernardo Parrella a cura di Pol.it 5e5q2sgnrnqmkoaxvzz86ojsqqhja7p5

Le prime righese18rf2gxo9bhopj6m6dysxb6y1wtgyc

Introduzioneaownetg9ulwlnl0zhn0ifs664x4t8f18

Per un pianeta elettricotuohsi3fob6gjuwvv90yp81omfcl52uo

Bernardo Parrella
berny@well.com
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Trasversalità e contaminazione, decentramento e nomadismo. Questi alcuni dei paradigmi rizomatici che, dentro e fuori l’eruzione telematica, vanno innervando il pianeta elettrico di fine millennio.uqfeu62wrrwwe88w69mu56m4hde8zccjUn pianeta, per i meno attenti alle dinamiche virtualmente reali, sempre più percorso da fremiti e rivolgimenti che, a ogni livello e in ogni contesto, rimettono continuamente in discussione (apparenti) certezze accumulate nel tempo.
In pochi anni, sono crollati con fragore muri e ideologie, scemate di colpo guerre calde e fredde, avanzati a ogni latitudine benessere e conoscenza; e sull’altra sponda, ecco spalancarsi irrimediabilmente le condutture del villaggio globale, il “big bang”
lqlqrvw4nga087ou7xsxrnsdnrzrxa88dell’era digitale che si avvia alla conquista di spazi sempre più ampi nelle vite pubbliche e private di ciascuno di noi.tgbo5t8to15tcbx0zs17q1jpfg2ed4zxTutto a posto, dunque? No, non proprio. Larghe fasce di popolazione sono ancora alle prese con carestie alimentari e guerre etniche, nel cosiddetto “sud del mondo”; mentre nei paesi “sviluppati” crescono disuguaglianza e ingiustizie sociali, economiche, civili. Lo sappiamo fin troppo bene: è sufficiente guardarsi un attimo intorno, nelle grandi metropoli in provincia, in Italia e altrove. O seguire, anche distrattamente, le notizie diffuse da giornali e mass-media.jkozc9qixcpu9sdkjop8mqb3n0op1ezbNonostante il duemila alle porte, non mancano certo i problemi sul globo terrestre, anzi. Ma contemporaneamente, come e più di prima, abbondano anche speranze e progetti articolati. E stavolta pare impossibile tener fermo il coperchio sulla pentola in ebollizione. Più difficile reprimere, isolare, discriminare. Assai meno chiusi i network d’ogni tipo che portano alla condivisione extra-nazionale della concretezza pacifista e creativa.sy8z3gwe0qc4acu7zfhhdoaaocxar109E come se non bastasse, ogni evento locale può istantaneamente trasformarsi in un fatto di portata globale e viceversa.l4qairt875ts1zctwwr5melxqqmlhrlt

© 1998, Apogeo7cwqoctdt5fvv42g0dq7k4qrrfjum42k

(estratto)h2zo2lfc3pl65s78fifzbiaosc31vbc3

Profezie di ieri: Edipo e l’information technologyhrffbleklpiymf6pb509d2uszf4h8t6g

Eleonora Pantò2xj5a5ei6qsyoh9m6dy8ms4bnpbr1u7t

Allora gli stateghi celebrarono il sacrificio [...] Le vittime diedero responso sfavorevole in merito alla partenza. Per quella giornata, di conseguenza, rimasero fermi. E alcuni osarono dire che Senofonte aveva convinto l’indovino a dchiarare che le vittime davano segni sfavorevoli alla partenza perché desiderava fondare una città in quel luogo.2f3t1knikpqx64dbc2j6vmosqn4h85f1Allora Senofonte fece proclamare dall’araldo ch chiunque volesse poteva partecipare al sSenofonte acrificio dell’indomani, e se c’era qualche altro indovino poteva partecioar anch’egli all’ispezione delle viscere.zyagipkdee41j3ld6gia2s4hgfibg9k6

Senofonte (1)6uc2ytem6k7nbihwcepef2zpgid23ofz

Gli antichi sacerdoti traevano le profezie dal volo degli uccelli e dalle viscere degli animali: con gli strumenti a loro disposizione cambiavano la storia e il destino degli uomini. E ser per Cassandra il dono della veggenza è un pesante fardello, i futurologi d’oggi sono ricercatori ambiti dalle più grandi aziende.kw5sis91urk076osdcqpgkm7r5kmtnm4

Come già accadeva ai tempi di Senofonte, è sempre molto forte il sospetto che il rapporto tra chi effettua le previsioni e chi le commissiona influenzi non poco i risultati delle ricerche. Secono quanto sostiene Cesareo nel suo bel viaggio Lo strabismo telematico (2), la differenza fra committenza pubblica o privata sembra produrre da un lato la legittimazione dei legislatori, dall’altra la conferma delle strategie che le aziende intendono perseguire.q6s7ukdg05hmr9nbk8mbytfyqrvdkcv0

L’analisi sul futuro della “società dell’informazione”, termine abusato e ormai logoro, impegna economisti, sociologi, manager da almeno una trentina d’anni, con approcci alternativamene ottimisti e pessimisti, ma sempre tendenti all’eccesso.7lcexazobqm1jxh44hap53a0u7rk4t91

Fra tutte le ipoteche che stiamo per estinguere, scegliamo quella di due funzionari del governo francese che risale al 1978. Il loro rapporto (3) fu un best-seller in Francia e (oltre): postulava la necessità dell’informatizzazone di statao e intravvedevq i mutamenti sociali che avrebbero portato alla fine del lavoro. Convivere con il calcolatore è il titolo italiano: lascia presagire un futuro ineluttabile e poco piacevole, quasi una patologia.dw0urk33zm0omizncuotndm9uu3cwiiz

Il rapporto Nora-Minc 4trqye7vozkg89s4iq44jo65j6dkue2o

La crisi petrolifera del 1973 segna il brusco risveglio dopo il trentennio di costante progresso del dopoguerra: finita la stabilità dei prezzi, l’energia non sarebbe più stata disponibile a prezzi irrisori. Immaginare nuovi scenari diventata una necessità: occorreva tra l’altro riflettere sulle conseguenze dell’informatizzazione della società, soprattutto per valutare se ciò avrebbe aggravato o meno la crisi economica in corso.l5ue2bh8518gs6na6zilkl9dc2vmbimm

[to be continued]t4tuidvkgtp1i0sfz2hn1rvfuyx1k8z4

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Internet per la didattica. Dialogare a scuola col mondo

Pantò Eleonora, Petrucco Corrado

Curato da:Vittoria Lanzavecchia

Quarta di copertina: Non è un caso che Internet sia nata e si sia diffusa come strumento efficace di comunicazione e di interazione prima negli ambienti universitari di tutto il mondo e poi nelle grandi ziende multinazionali. La realtà lavorativa dei prossimi decenni vedrà senza dubbio accentuate queste premesse e sapere interagire, collaborare, lavorare e soprattutto apprendere in gruppi virtuali uniti dalla rete sarà una necessità. Questo libro non è solo il solito manuale su Internet ma una scommessa: conciliare tecnologi e una metodologia didattica innovativa. Il tema della comunicazione via Web è affrontato non solo come un modo per presentare e ricercare le informazioni in rete come metodi efficaci, ma anche come un ricco contesto per trasformare l’informazione in conoscenza. Completano il testo un’indagine sulla diffusione di Internet nelle scuole italiane e interventi di docenti e ricercatori sul tema della telematica a scuola.

Risvolto: Come è possibile per docenti, studenti e genitori utilizzare al meglio le opportunità offerte da Internet? Quali sono le ragioni per cui una scuola dovrebbe utilizzare le reti telematiche? E quali sono le difficoltà, ma soprattutto i vantaggi sul piano didattico organizzativo e tecnico? Internet può rappresentare l’occasione per ridefinire il paradigma educativo, se utilizzata per superare le tradizionali pratiche didattiche.

Internet per la didattica è strtutturata secondo i passi previsti da una proposta: una tassonomia per l’apprendimento in ret. Un percorso che inizia con la conoscenza tecnica degli strumenti (web, posta elettronica, motori di ricerca) e prosegue attraverso l’utilizzo di una metodologia per costruire e condividere conoscenza in rete, fino ad arrivare alla realizzazione e partecipazione a progetti che utiizzano la rete stessa come supporto. Sono presenti inoltre indicazioni pratiche per introdurre Internet a scuola, metodi efficaci per reperire informazioni e risorse utili, stabilire contatti e collaborare a progetti didattici internazionali. Intervite e contributi danno voce alle più significative esperienze di utilizzo delel reti a scuola in Italia e all’estero.

Sommario

Prefazione

Introduzione

Internet a scuola?

Come si fa a portare Internet a scuola?

Una tassonomia degli obiettivi educativi per l’apprendimento in rete

Se una notte d’inverno un internauta

Cercare informazioni nella rete

Comunicare in rete con altre persone

Costruire e diffondere conscoenza usando il web

Apprendere in rete insieme agli altri

Collaborare a un progetto in rete

Progetti ed esperienze in Italia e all’estero

Un’indagine sulla diffusione di Internet nelle scuole in Italia

Conclusioni

Bibliografia

Ringraziamenti

Editore:Apogeo
Data di Pubblicazione: 1998
Collana: Cultura digitale
ISBN: 8873033954
ISBN-13: 978887303395
Pagine: 384

Recensioni di “Internet per la didattica”

Punta e Clicca

Maecla

Associazione italiana biblioteche. Bollettino AIB 1998 n. 4 p. 514-515

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Gens electrica – tendenze e futuro della comunicazione

A cura di Bernardo Parrella

John Perry Barlow, Il migliore dei mondi possibili;
Alberto Berretti, Il domani di Internet;
Paulina Borsook, Silicon Polity, o la vera rivincita dei nerd
Franco Carlini, Ma che network è?
Karen Coyle, Potrà mai essere così difficile?
Arianna Dagnino, L’Africa che scotta
Lorenzo De Carli, Fuori servizio: per una critica all’uso funzionale di Internet
Mark Dery,Venivano dal cyberspazio:dalla setta suicida all’alienazione higth-tech
Jaron Lanier, Agenti d’alienazione
Fabio Metitieri, Internet e chiacchiere: un gioco pericoloso
Eleonora Pantò, Profezie di ieri: Edipo e l’Information Technology
ToshanIvo Quartiroli, Lo spirito del computer
Mafalda Stasi, Il network di Babele: lingua madre o lingua padre?
Bruce Sterling, Network altamente instabili: lo stato di salute dellanazione digitale
Sherry Turkle, Osservare attraverso il computer: l’educazione nella cultura della simulazione
Ellen Ullman, Vicino al cuore della macchina: tecnofilia e sue delusioni.

Quarta di copertina: L’evoluzione umana va affacciandosi sullo stretto passaggio che prevede e accompagna il gran salto nel nuovo millennio: inevitabile la fibrillazione planetaria. Complice l’impennata digitale, dove per primi vibrano i bit della comunicazione globale, aspettative e visioni appaiono più comlpesse che mai. Caduti muri e steccati, Internet sarà davvero la creatura in grado di cambiare il mondo? Spiccheremo finalmente il volo verso l’esplorazione di nuovi percorsi lungo la cultura della simulazione e le sue vacillanti superfici postmoderne? Oltre ogni possibile risposta a questi e ad altri rompicapi (appositamente selezionati dall’odierno magma tecno-culturale e raccolti in questa antologiai), è vitale sintonizzarsi sul fremito continuo che innerva il pianeta elettrico. E la sua elettrizzante gente.

Risvolti: Scritti appositamente per l’occasione, i saggi italiani presenti in questa antologia si occupano di:

Antonio Berretti: delineare il futuro prossimo di Internet in tema di mondializzazione e censura, iper-crescita e commercio elettronico, PICS e domini.
Franco Carlini: chiarire come Internet può cambiare il mondo, quando riusciremo a viverla pienamente come un nuovo medium che opera a tutto campo.
Arianna Dagnino: indagare sul come e perché il crogiolo dell’Africa, faccia gola all’occidente digitale , e quali le speranze di impedirne la cyber-colonizzazione.
Lorenzo De Carli: ragionare sulle sovrapposizioni spazio-temporali nel continuum tra cyberspazio e spazi quotidiani, con l’affollata Internet al crocevia tra commercio e società.
Fabio Metitieri: illustrare luoghi e percorsi dell’interattività sociale, dai MUD alle chat, insieme ai pericololi che minacciano il blocco della comunicazione globale senza filtri.
Eleonora Pantò: riflettere sulla ridefinizione del rapporto tra tempo e lavoro con l’avvento globale dell’information technology, anche grazie ad alcune profezie francesi di vent’anni fa.
Ivo Toshan Quartiroli: meditare sull’illusione che oggi la mente-ego tenta di imporre tramite l’ubriacatura informatica e virtuale, passaggio obbligato sulla via della consapevolezza.
Mafalda Stasi: smontare la neutralità delle tecnologie e dei linguaggi utilizzati on-line nei MUD, per reintrodurvi la prospettiva di gender, sessuata, come elemento imprescindibile e vitale.

Inediti in Italia, i contributi statunitensi scelti per questa raccolta propongono di:

John Perry Barlow: immaginare scenari d’ottimismo, finanche utopie, nel futuro del cyberspazio, comunque sempre assai fluidi e carichi di fattiva speranza.
Paulina Borsook: cavalcare l’intreccio tra tecnologico, personale e politico per mettere a nudo i limiti della tecnoélite californiana con smanie di potere.
Karen Coyle: smitizzare l’assunto per cui l’informatica è una faccenda tutta virile, così da togliere il computer dalle mani di una minoranza per aprirlo finalmente all’esplorazione femminile.
Mark Dery: comprendere i meccanismi che fanno muovere all’unisono media inquieti e politici high-tech, sette suicide e cyber-gnostici verso l’alienazione extra-terrestre del mondo solo virtuale.
Jaron Lanier: spiegare come è perché i cosiddetti agenti intelligenti siano inutili, dannosi e rendano stupidi gli umani, quando invece sono il cuore e l’esperienza a guidare nell’era tecnologica.
Bruce Sterling: incitare a sporcarsi le mani per costruire il futuro, poiché, vinta la rivoluzione digitale, tutto scorre e tutto cambia, perfino la società dell’informazione e il computer.
Sherry Turkle: sperimentare i percorsi secondo cui la cultura della simulazone e i suoi soggetti oggetti, realizzati da noi umani, modificano le nostre concezioni della vita e dell’educazione.
Ellen Ullman: narrare squarci di vita immersi nel mondo astratto dei programmatori, tra macchine, codici e algoritmi, ma con l’urgernza del desiderio e il bisongo di risposte sociali e filosofiche.

Editore: Apogeo
Data di Pubblicazione:
1998
Collana:
Connessioni
ISBN:
8873033962
ISBN-13:
9788873033967
Pagine:
VII-253

Recensione e intervista a Bernardo Parrella a cura di Pol.it

Le prime righe

Introduzione

Per un pianeta elettrico

Bernardo Parrella
berny@well.com

Trasversalità e contaminazione, decentramento e nomadismo. Questi alcuni dei paradigmi rizomatici che, dentro e fuori l’eruzione telematica, vanno innervando il pianeta elettrico di fine millennio. Un pianeta, per i meno attenti alle dinamiche virtualmente reali, sempre più percorso da fremiti e rivolgimenti che, a ogni livello e in ogni contesto, rimettono continuamente in discussione (apparenti) certezze accumulate nel tempo.
In pochi anni, sono crollati con fragore muri e ideologie, scemate di colpo guerre calde e fredde, avanzati a ogni latitudine benessere e conoscenza; e sull’altra sponda, ecco spalancarsi irrimediabilmente le condutture del villaggio globale, il “big bang” dell’era digitale che si avvia alla conquista di spazi sempre più ampi nelle vite pubbliche e private di ciascuno di noi. Tutto a posto, dunque? No, non proprio. Larghe fasce di popolazione sono ancora alle prese con carestie alimentari e guerre etniche, nel cosiddetto “sud del mondo”; mentre nei paesi “sviluppati” crescono disuguaglianza e ingiustizie sociali, economiche, civili. Lo sappiamo fin troppo bene: è sufficiente guardarsi un attimo intorno, nelle grandi metropoli in provincia, in Italia e altrove. O seguire, anche distrattamente, le notizie diffuse da giornali e mass-media. Nonostante il duemila alle porte, non mancano certo i problemi sul globo terrestre, anzi. Ma contemporaneamente, come e più di prima, abbondano anche speranze e progetti articolati. E stavolta pare impossibile tener fermo il coperchio sulla pentola in ebollizione. Più difficile reprimere, isolare, discriminare. Assai meno chiusi i network d’ogni tipo che portano alla condivisione extra-nazionale della concretezza pacifista e creativa. E come se non bastasse, ogni evento locale può istantaneamente trasformarsi in un fatto di portata globale e viceversa.

© 1998, Apogeo

(estratto)

Profezie di ieri: Edipo e l’information technology

Eleonora Pantò

Allora gli stateghi celebrarono il sacrificio [...] Le vittime diedero responso sfavorevole in merito alla partenza. Per quella giornata, di conseguenza, rimasero fermi. E alcuni osarono dire che Senofonte aveva convinto l’indovino a dchiarare che le vittime davano segni sfavorevoli alla partenza perché desiderava fondare una città in quel luogo. Allora Senofonte fece proclamare dall’araldo ch chiunque volesse poteva partecipare al sSenofonte acrificio dell’indomani, e se c’era qualche altro indovino poteva partecioar anch’egli all’ispezione delle viscere.

Senofonte (1)

Gli antichi sacerdoti traevano le profezie dal volo degli uccelli e dalle viscere degli animali: con gli strumenti a loro disposizione cambiavano la storia e il destino degli uomini. E ser per Cassandra il dono della veggenza è un pesante fardello, i futurologi d’oggi sono ricercatori ambiti dalle più grandi aziende.

Come già accadeva ai tempi di Senofonte, è sempre molto forte il sospetto che il rapporto tra chi effettua le previsioni e chi le commissiona influenzi non poco i risultati delle ricerche. Secono quanto sostiene Cesareo nel suo bel viaggio Lo strabismo telematico (2), la differenza fra committenza pubblica o privata sembra produrre da un lato la legittimazione dei legislatori, dall’altra la conferma delle strategie che le aziende intendono perseguire.

L’analisi sul futuro della “società dell’informazione”, termine abusato e ormai logoro, impegna economisti, sociologi, manager da almeno una trentina d’anni, con approcci alternativamene ottimisti e pessimisti, ma sempre tendenti all’eccesso.

Fra tutte le ipoteche che stiamo per estinguere, scegliamo quella di due funzionari del governo francese che risale al 1978. Il loro rapporto (3) fu un best-seller in Francia e (oltre): postulava la necessità dell’informatizzazone di statao e intravvedevq i mutamenti sociali che avrebbero portato alla fine del lavoro. Convivere con il calcolatore è il titolo italiano: lascia presagire un futuro ineluttabile e poco piacevole, quasi una patologia.

Il rapporto Nora-Minc

La crisi petrolifera del 1973 segna il brusco risveglio dopo il trentennio di costante progresso del dopoguerra: finita la stabilità dei prezzi, l’energia non sarebbe più stata disponibile a prezzi irrisori. Immaginare nuovi scenari diventata una necessità: occorreva tra l’altro riflettere sulle conseguenze dell’informatizzazione della società, soprattutto per valutare se ciò avrebbe aggravato o meno la crisi economica in corso.

[to be continued]

Chi sono

Mentre, una notte, se n'annava a spasso, la vecchia Tartaruga fece er passo più lungo de la gamba e cascò giù co' la casa vortata sottinsù. Un Rospo je strillò: - Scema che sei! Queste so' scappatelle che costano la pelle... - Lo so: - rispose lei - ma, prima de morì, vedo le stelle. (La tartaruga - Trilussa)

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