[:it]Il conformista[:]

[:it]“Il conformista è uno che di solito sta sempre dalla parte giusta,

il conformista ha tutte le risposte belle chiare dentro la sua testa

è un concentrato di opinioni che tiene sotto il braccio due o tre quotidiani

e quando ha voglia di pensare pensa per sentito dire

forse da buon opportunista si adegua senza farci caso e vive nel suo paradiso”

[Gaber]

Prima degli ultimi risultati elettorali negli US non era facile trovare qualcuno che sostenesse Mc Cain, salvo che poi ha avuto 58 milioni di voti(“This column will change your life” The Guardian, 31/1/2009): storiella che si adatta perfettamente alla situazione politica italiana. La tendenza a stare con quelli che la pensano come noi, che guardano gli stessi film e amano gli stessi posti per le vacanze è naturale ma anche piuttosto pericolosa, perché appiattisce le opinioni e aumenta la diffidenza verso tutto quanto turba lo status quo: in poche parole ci rende più stupidi.

Ethan Zuckermann ci mette in guardia dalle tecnologie che ci fanno sembrare sempre più prevedibili … “ti piace questo?” “allora ti piacerà anche quest’altro” oppure “quelli che hanno comprato il libro che ti piace, hanno anche letto questo” ecco servito il marketing virale, quello che fa in modo che i nostri amici sappiano all’istante (anche se non ne siamo perfettamente consapevoli) che abbiamo fatto un nuovo acquisto e possano esserne rassicurati.

Allora forse vale la pena di affidarci un pò di più al caso e di forzare decisamente le cose, leggendo cose per noi inusuali e preferendo le opzioni “meno compatibili” con il nostro profilo… perché altrimenti, citando di nuovo Zuckerman, non sappiamo più se leggiamo lo stesso quotidiano perché la pensiamo allo stesso modo, o la pensiamo allo stesso modo perché leggiamo lo stesso giornale (“Do we both read the NYTimes because we’re both liberals, or are we liberals because we read the NYTimes?”) E allora ben vengano il diverso, lo straniero, che rappresentano la nostra unica possibilità per un approccio un po’ più relativista, come sostiene Antonio Rossano di Yurait, riferendosi all’articolo di GlobalVoices sulla negata estradizione di Battisti: “Personalmente, la mia attenzione nel leggere questo articolo, non è riferita alla notizia in sè, peraltro rimbombata sui media tradizionali  in maniera quasi ossessiva in questi giorni, bensì all’aspetto di confronto culturale che da esso emerge e che, su nessun giornale nostrano è stato evidenziato. La possibilità di capire in qualche modo la visione delle cose “altra”, quella che è vista ed è percepita in Brasile come la realtà dei fatti, ahimè molto diversa da quella a noi presentata.”[:]

[:it]Genova, luglio 2001[:en]Genoa, July 2001[:]

[:it]Sono un po’ fuori tempo per le celebrazioni, ma anche quest’anno come nel 2001 ero in vacanza a metà luglio. Nel 2001 ero in vacanza nel Salento; la mia amica, si rinchiuse nel bungalow tutto il giorno, completamente distrutta da come stavano andando le cose, perché un’altra nostra amica era a Genova e noi eravamo al mare a divertirci. Per fortuna quella ed altri amici non erano nella caserma di Bolzaneto, anche se hanno mantenuto di quei giorni ricordi drammatici. Ricordo perfettamente come si percepisse anche dalla radio l’escalation degli avvenimenti, come se a tutti i costi si cercasse il morto. E anche le polemiche dei giorni successivi, in cui le persone a Bolzaneto venivano descritte come criminali e i poliziotti come vittime di una violenza insensata.

[:en]

I am just bit late for celebrations, but this year as in 2001, on July I was on my holidays summer. In 2001 I was on holidays in Salento (in the South of Italy, near Otranto, a really lovely place); we are listening at the radio the chronicle of what is happening in Genoa, and my friend was extremely disappointed, she went to bed and stay the whole day closed in the bungalow. She was very worried about a friend of her that was in Genoa, while we were at the seaside, enjoing it. Luckly that friend and other ones, were not in Bolzaneto, but they didn’t never forget those days.
I remember perfectly as we perceived the escalation from the radio, as if they were absolutely looking for a body. And also the controversies of the days after, where people in Bolzaneto was described as dangerous criminals and the policemen as victims of a nonsense violence.

Now, some years after, we started to see things in a more clear way, but the facts of Genoa will remain a black hole in the Italian history.

Today, I wrote this post as I read this article from the Guardian, The Bloody Battle of Genoaand it is also available in Italian: it is worth to read.

In those days, ruled the second Berlusconi government, with Claudio Scaiola, as Minister for Internal matters (the same man that keep away the escort to a an economist, Marco Biagi, that was killed after this. He was forced to resign when he defined Marco Biagi as a “pain in the ass”). Today Claudio Scajola is the Minister for economic activities. The national head of the Italian police was Giovanni de Gennaro, that this year in april, was prosecuted for incitement to perjury during the investigations for the fact about G8 in Genoa, and specially for the Diaz school facts. Today he is the Direcotr of State Department for information and security.

From Lebanon/, people says that they need to to have a person like Grillo , as he played a role in the unveiling of the Parmalat’s financial fraud (Parmalat is an Italian dairy and food corporation). Today Grillo written on his post that he would start a fight against politician, starting from the next administrative election, in the spring of 2009.
I don’t like drawner of crowd and I don’t agree with many of the Grillo’s proposals, but he give voices to many Italians that don’t recognize anyone who could enact them.

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