{:it}Educare nella diversità{:}{:gb}Education in diversity{:}

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L’Europa ha nella sua cifra il concetto di diversità: nel mondo esistono 7000 le lingue parlate, di cui 225 in Europa, e di queste 60 sono lingue minoritarie, ma questa diversificazione sta ulteriormente aumentando. Attualmente, il 4% della popolazione totale dell’UE è costituito da cittadini di paesi terzi e le proiezioni sulla popolazione prevedono che entro il 2050 sarà intorno al 20-40%: già nel 2020 il 25% degli studenti avrà background migratorio.

Le migrazioni e la globalizzazione stanno provocando cambiamenti sociali che creano nuove opportunità e sfide per le istituzioni educative. Il numero crescente di rifugiati, richiedenti asilo e bambini migranti portano le scuole e gli insegnanti a reinventarsi pratiche e strategie quotidiane per rispondere a nuovi bisogni di apprendimento.

Secondo dati OCSE PISA gli studenti che hanno una storia di migrazione di prima e seconda generazione hanno esiti scolastici peggiori dei loro coetanei, uno svantaggio condiviso anche da minoranze etniche e linguistiche storiche provenienti da contesti socio economici svantaggiati: le difficoltà linguistiche e programmi monoculturali, possono portare questi studenti all’abbandono scolastico.  Ragazzi che oggi non riescono ad acquisire conoscenze e competenze, domani saranno lavoratori marginalizzati e che probabilmente alimenteranno la cosiddetta gig-economy.

Secondo lo studio “Preparing Teachers for Diversity” la scuola è strutturalmente un luogo di diseguaglianza: mentre le aule europee sono sempre più diversificate, la popolazione degli insegnanti rimane ampiamente omogenea e spesso priva di consapevolezza riguardo ai propri stereotipi e alla diversità multidimensionale dei loro alunni: stereotipi che creano atteggiamenti negativi nei confronti degli studenti con un background linguistico, culturale, religioso diversi, nonché a nutrire minori aspettative, fino ad adottare metodi discriminatori nei loro confronti.

Per affrontare queste sfide è necessario che i sistemi educativi di tutta Europa dotino gli insegnanti di competenze interculturali, per valorizzare e adattarsi alla diversità ed essere culturalmente consapevoli di sé, e competenze comunicative per aumentare la capacità di riflettere sulle proprie convinzioni e differenze. Per superare le barriere linguistiche dei propri studenti, inoltre, gli insegnanti dovrebbero essere preparati al processo di apprendimento della lingua e in generale adottare approcci didattici inclusivi e non compensativi.

Un contributo per la formazione degli insegnanti alla diversità arriva dal progetto Erasmus+ Teaching in Diversity. I partner, esperti di diritti delle minoranze, diversità, minoranze linguistiche, progettazione didattica e media education, hanno dapprima identificato i contenuti e poi, progettato la formazione, erogata in corsi pilota nei vari Paesi di provenienza.  A partire da questa verifica sul campo è stata realizzata la versione online del corso, liberamente accessibile sul sito del progetto.

Il corso online è organizzato in sei moduli:

  1. gestione della diversità a scuola,
  2. diritti delle minoranze,
  3. non discriminazione e uguaglianza,
  4. diversità linguistica,
  5. diversità religiosa,
  6. incitamento all’odio.

Questi temi sono definiti e descritti, è indicato il quadro normativo di riferimento, alcune buone pratiche e quiz di verifica. Il corso è accompagnato da una guida disponibile in varie lingue, tra cui l’italiano, e da altri materiali.

La recente Raccomandazione europea sull’istruzione del 22 maggio 2018, richiama ai valori comuni e al rispetto dei diritti umani e delle minoranze, come contrasto a populismo, xenofobia, discriminazione e  radicalizzazione e prima di elencare le “competenze chiave”, richiama la necessità di “garantire reale parità di accesso ad un’istruzione inclusiva e di qualità per tutti i discenti, compresi quelli provenienti da contesti migratori, o da contesti socioeconomici svantaggiati, quelli con bisogni speciali e quelli con disabilità [..] come elemento indispensabile per realizzare società più coese”.  

La scuola è la speranza della società, quella speranza che come dice sant’Agostino “ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose; il coraggio per cambiarle”.

Articolo pubblicato su FBK magazine il 19 novembre 2019


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School is structurally a place of inequality: while European classrooms are increasingly diverse, the teacher population remains largely homogeneous and often lacking awareness about their own stereotypes and the multidimensional diversity of their students

One of Europe‘s characteristics is the concept of diversity: there are 7000 languages ​​spoken in the world, of which 225 in Europe, and of these 60 are minority languages, but this diversification is further increasing. Currently, 4% of the total EU population is made up of third-country nationals and population projections predict that by 2050 it will be around 20-40%: as early as 2020, 25% of students will have a migrant background.

Migration and globalization are causing social changes that create new opportunities and challenges for educational institutions. The growing number of refugees, asylum seekers and migrant children lead schools and teachers to reinvent daily practices and strategies to respond to new learning needs.

According to OECD PISA data, students who have a history of first and second generation migration have worse school outcomes than their peers, a disadvantage also shared by historical ethnic and linguistic minorities from disadvantaged socio-economic backgrounds: language problems and monocultural programs, can bring these students to drop out from school.  The kids who cannot acquire knowledge and skills today, will be marginalized workers that will probably feed the so-called gig-economy tomorrow.

According to the “Preparing Teachers for Diversity” study, the school is structurally a place of inequality: while European classrooms are increasingly diverse, the teacher population remains largely homogeneous and often lacking awareness about their own stereotypes and the multidimensional diversity of their students: stereotypes that create negative attitudes towards students with a different linguistic, cultural and religious background, as well as nurturing lower expectations, up to adopting discriminatory methods towards them.

To meet these challenges it is necessary that education systems across Europe provide teachers with intercultural skills, to value and adapt to diversity and to be culturally self-aware, and communication skills to increase the ability to reflect on their beliefs and differences. In addition, to overcome the language barriers of their students, teachers should be prepared for the language learning process and generally adopt inclusive instead of compensatory teaching approaches.

A contribution for teacher education to diversity comes from the Erasmus + Teaching in Diversity project. The partners, experts in minority rights, diversity, linguistic minorities, teaching strategy planning and media education, first identified the contents and then, designed the training, provided in pilot courses in the various countries of origin.  Starting from this field test, the online version of the course, freely accessible on the project website, was created.

The online course consists of six modules:

  1. diversity management at school,
  2. minority rights,
  3. non-discrimination and equality,
  4. linguistic diversity,
  5. religious diversity,
  6. hate speech.

These topics are defined and set out. The regulatory framework, as well as some good practices and verification quizzes are indicated. The course has been integrated with a guide available in multiple languages – including Italian – and other materials.

The recent European Recommendation on Education of May 22, 2018 recalls common values ​​and respect for human and minority rights to contrast populism, xenophobia, discrimination and radicalization and before listing the “key competences”, recalls the need “to guarantee real equality of access to inclusive and quality education for all learners, including those from migrant backgrounds, or from disadvantaged socio-economic backgrounds, those with special needs and those with disabilities [..] as an essential element to attain a more cohesive society”.  

School is the hope of society, that hope which, as St. Augustine says, “has two beautiful children: indignation and courage. Indignation for the reality of things; the courage to change them”

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