[BiblioDueZero] Grazie Gutenberg. Alla prossima!

Poster Bookcamp Bravi Tombolini, Guaraldi e tutti quelli che hanno lavorato per organizzare questo evento… ho apprezzato molto l’idea del tardo pomeriggio del venerdi, che mi ha permesso di non alzarmi all’alba per esserci, arrivando da Torino. Bello il Castello Sismondo e buona la merenda “sinoira”, come dicono i piemontesi….
Non sono un’assidua di barcamp… e credo che sia stata una buona idea fare in modo che non fosse un raduno dei blogger per i blogger.

Ho seguito un po’ il gruppo sulla nuova editoria e un po’ quello sulla scrittura creativa. Ho evitato il gruppo sul DRM, perche’ in quanto “consumatore di contenuti” credo che sia comunque una fregatura. A proposito, la telefonata di Stallman, forse si poteva evitare, visto che 0) la logistica non ha aiutato 1) sappiamo come la pensa sul DRM 2) non c’e’ stata possibilità di fare domande 4) l’avvocato che ha fatto le sue controdeduzioni ha parlato di mercato del software ed era fuori tema.

Ho evitato anche la scuola, perché sinceramente lo scollamento fra quello che capita negli uffici centrali e locali dell’amministrazione scolastica è completamente avulso da quello che capita fra le pareti delle aule e quindi il dialogo sulle politiche è assolutamente inutile, perché non ci sono interlocutori.
bookcampitaliaBrillanti per assenza i bibliotecari, che sempre piu’ comunicano all’esterno questo loro essere un’enclave non in grado di dialogare con l’esterno.

Il gruppo sulla scrittura creativa, o meglio sulla letteratura “ergodica” , mi ha rafforzato nell’idea che prima o poi dovrò decidermi seriamente ad affrontare Don Chisciotte e Gargantua e Pantagruel.
Tutto il resto secondo era un tentativo lodevole di capire come potrebbero cambiare lettura (e scrittura) attraverso una tecnologia diversa da quella del libro. Secondo me la risposta non è ancora l’ebook… la tecnologia dell’inchiostro elettronico e la portabilità dell’oggetto ebook, cominciano a superare alcuni limiti posti dalla lettura a video, ma ci sono ancora troppe limitazioni per farne un oggetto in grado di affiancare o sostituire il libro cartaceo tradizionale. Luca Lorenzetti ha proposto la sua idea di fare un corso online di scrittura creativa, a partire dalle sue esperienze, per questo tenere sottocontrollo www.scritturacreativa.com

Segnalo l’Osservatorio Scrittura Mutante a cura della Biblioteca Multimediale di Settimo che dal 2003 lavora su questi temi.

Interessante il dibattito sul futuro dell’editore. La situazione italiana, come tutti sanno, è viziata dall’esistenza di pochi grandi gruppi editoriali che si spartiscono il mercato, e che quindi non temono la concorrenza di piccoli editori. Inoltre i vincoli linguistici, non permettono, come a chi stampa in inglese, francese e spagnolo di avere mercati diversi da quello originario.
Occorre anche ragionare su cosa si intende per editoria: non esiste solo la narrativa, i grandi numeri sono ad esempio sull’editoria gastronomica.. ma io mi chiedo, come può l’ebook, con il suo triste grigio, sostituire magnifiche fotografie?
bookcampitaliaEsistono ampi spazi per l’editoria digitale, ad esempio nei titoli (circa l’80% ancora sotto tutela ) che è antieconomico stampare su carta, e che di fatto diventano irreperibili.
Bello il testo distribuito, “Manifesto dell’editore del XXI secolo” a cura di Sara Lloyd, recensito qui e tradotto in italiano da Tombolini. Fulminante in questo senso la battuta di Eleonora ” Lulu” Gandini, che alla domanda sul fatto che Lulu, non e’ un vero editore in quanto non ha quel ruolo di filtro, o garante della qualità , ha risposto “Che garanzie mi dà l’editore delle Barzellette di Totti”?

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