Federica, il primo progetto italiano di open resource education universitario


“Open” e “Free” sono i nuovi paradigmi della conoscenza: dall’open source software all’open hardware (ad es. l’italianissimo Arduino). In Italia, soprattutto nelle università , si parla molto di “open access” e dopo le dichiarazioni di Budapest, Berlino e Messina, si comincia a fare qualcosa (a Torino è partito AperTo), ma oltre a rendere “open” i risultati delle ricerche (open access) è importante dare agli studenti la possibilita’ di accedere alla risorse didattiche. L’esperienza del MIT con il progetto OCW ha dimostrato che il valore della didattica universitaria non sta nei materiali: grazie ai rapporti dell’OECD, al coordinamento dell’ UNESCO e ai finanziamenti della William and Flora Hewlett, il movimento Open Education Resources si sta ampliando, coinvolgendo prestigiose Università in tutto il mondo.

federicaIn Italia, il progetto Federica dell’Università di Napoli, dopo 5 anni di ricerca e innovazione, si presenta in questi giorni con il lancio di nuove funzioni e la disponibilità di oltre 100 corsi per tutte le 13 facoltà . Il Rettore Guido Trombetti, parla di “mission di Università pubblica”, come stimolo alla rimozione “di qualsiasi software e limitazione all’accesso del sapere.”

I materiali, più di 2000 lezioni, oltre 1600 documenti, 300 video e 600 podcast sono a disposizione degli studenti (e del mondo intero) per il ripasso e per l’approfondimento attraverso la Living Library (600 siti selezionati dai docenti): l’intero progetto sarà presentato il prossimo venerdi (13 marzo 2009), nel ciclo di incontri “Come alla corte di Federico”.

La diffusione di conoscenza attraverso le risorse educative aperte, significa anche diffusione e promozione di una lingua e di una cultura nel mondo: in Cina il CORE project ha aderito al già citato OCW, e in Italia cosa aspettiamo?

Reblog this post [with Zemanta]