{:it}Socialbot and their friends (recensione libro){:}{:gb}SocialBots and Their Friends – Digital Media and the Automation of Sociality {:}

{:it}Questa è la mia recensione per la newslettere  Media & Learning – Maggio 2017 del libro “SocialBots and Their Friends – Digital Media and the Automation of Sociality” A cura di Robert W. Gehl e Maria Bakrdjieva “I robot sono le nuove app”, ha detto il CEO di Microsoft, Satya Nadella, nel 2016. La sua visione del modo in cui gli esseri umani interagiranno con la macchina era la  “conversazione come una piattaforma”, in cui l’Intelligenza Artificiale (AI) consente ai computer di essere in grado di interagire con le persone, utilizzando l’interfaccia umana più naturale, la lingua. Molti utenti di Internet sono consapevoli dei bot: programmi automatici che lavorano dietro le quinte per fornire suggerimenti di ricerca, avere previsioni meteo, filtrare le email o ripulire le voci di Wikipedia. Più recentemente, un nuovo robot software si sono fatti notare sui social media come Facebook e Twitter, il socialbot. Questo volume è una delle prime collezioni accademiche che considera  criticamente i socialbot. I socialbot sono programmi che agiscono sulla base di un’identità fittizia all’interno dei social media, dove cercano di influenzare i processi decisionali. La domanda su quanto siano efficaci nel manipolare le opinioni e se e come i legislatori dovrebbero reagire a loro è stata oggetto di una certa controversia tra le autorità. Molti aspetti sono discussi nei contributi contenuti nel libro, inclusa la registrazione obbligatoria per i socialbots e un impegno più intenso nell’ambito dell’educazione ai media per contrastare la potenziale manipolazione dell’opinione pubblica. Ma immaginiamo  molti altri scenari; che ne dici di avere l’assistenza di uno o più bei social network come amici virtuali influenti di Facebook che aumentano il nostro valore sociale apprezzando la nostra immagine o facendo commenti carini sul nostro stato? “Socialbots and Their Friends: Digital Media and the Automation of Sociality” è una delle prime collezioni accademiche a considerare criticamente il socialbot e ad affrontare queste domande pressanti. Questo libro è pubblicato da Routledge, ISBN 978-1-1386-3940-9{:}{:gb}

“Bots are the new apps” said the CEO of Microsoft, Satya Nadella, in 2016. His vision about the way humans will interact with machine was “conversation as a platform”, in which Artificial Intelligence (AI) allow computers to be able to interact with people, using the most natural human interface, language. Many users of the Internet are aware of bots: automated programs that work behind the scenes to come up with search suggestions, check the weather, filter emails, or clean up Wikipedia entries. More recently, a new software robot has been making its presence felt in social media sites such as Facebook and Twitter – the socialbot. This volume is one of the first academic collections to critically consider the socialbot. Socialbots are programs that act on the basis of a fake identity within social media, where they try to influence opinion-making processes. The question as to how effective they are in manipulating opinions and whether and how law-makers should react to them has been a subject of quite some dispute among the authorities. Many aspects are discussed in the contributions contained in the book including mandatory registration for socialbots as well as an intensified engagement within media education in order to counter the potential manipulation of opinion. Furthermore many other scenarios are possible; what about having the assistance of one or more handsome socialbots as virtual influential Facebook friends who boost our social value by liking our picture or making cute comments on our status? ‘Socialbots and Their Friends: Digital Media and the Automation of Sociality’ is one of the first academic collections to critically consider the socialbot and tackle these pressing questions. This book is published by Routledge, ISBN 978-1-1386-3940-9

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