Il tablet fa la differenza?

Don Alberto Zanini è un prete salesiano che insegna all’Istituto Agnelli ed è  responsabile didattico  del progetto Juventus College, un Liceo Scientifico particolare, disegnato per permettere ai ragazzi di poter continuare a studiare mentre si allenano e coltivano il loro talento sportivo. Ci siamo incontrati a settembre 2013: i ragazzi del Liceo Juventus hanno a disposizione tecnologie avanzate ma non è sempre facile coinvolgerli, vista l’eccezionalità dell’esperienza che vivono. La scommessa sta proprio nel capire se  le tecnologie, possono  dare una marcia in più all’apprendimento. Don Alberto è una persona che approfondisce e ricerca: ha attraversato l’Italia per conoscere  le esperienze più avanzate e mi ha posto più volte  la domanda: ma in Piemonte cosa si fa?

Così gli ho raccontato di Dschola e del progetto Scuola digitale in Piemonte, che è stata esperienza d’avanguardia. dato che nel 2010 sono state allestite 28 classi con un netbook per ogni studente ovvero 700 netbook distribuiti e configurati, con assistenza e formazione. Il grande progetto del ministro Profumo per finanziare Classi 2.0 e Scuola 2.0, dopo bandi e graduatorie è stato congelato dalla ministra Carrozza ad oggi non si  sa se i finanziamenti arriveranno mai.  Per le  scuole italiane, esclusa la Lombardia dove  si stanno investendo 15 milioni nel processo della scuola digitale, non  è previsto alcun piano di rilancio. Due mini bandi in chiusura d’anno 2013 del MIUR hanno promesso qualche ridottissimo finanziamento in  infrastrutture e in competenze per gli insegnanti. Il bando sulle competenze prevedeva un investimento di circa 600 mila euro per tutta l’Italia e sono 665 mila i docenti in organico di diritto.

Mentre altrove si susseguono convegni su tablet school 1 e 2, si sperimentano nuovi modelli di editoria scolastica, si lavora sulla statistica e sugli opendata, si sperimentano fablab nella scuola, in questo Piemonte dormiente, Don Alberto ha organizzato per il 21 febbraio al Teatro Agnelli un seminario per raccontare cosa si fa qui con i (pochi) tablet a scuola.

La mattina è iniziata con tre giovanissimi talenti: una concertista d’arpa, un pilota di rally automobilistici e un giovane calciatore dello Juventus college che dichiarano le difficoltà a conciliare studio e attività artistica/agonistica: per loro le tecnologie che rendono possibile una scuola flessibile negli tempi e negli spazi sono fondamentali.

A seguire con ritmo serrato le esperienze di tre classi. Una media che utilizza la soluzione della Samsung school: è prevista la dimostrazione pratica dell’uso di Geogebra, i ragazzi sono bravissimi ma la rete collassa ripetutamente (la modalità di accesso contemporaneo di tutti i tablet richiede una rete molto ben carrozzata); si passa alla seconda scuola – l’Istituto Immacolata di Pinerolo che ha sperimentato il tablet nelle lezioni di storia e filosofia: hanno usato notability  per prendere appunti e fanno la presentazione con videoscribe, ma la parte più coinvolgente è  stata l’idea di organizzare un vero banchetto in stile antica Roma; infine i ragazzi del Liceo Giusti di Torino presentano “Un anno con Virgilio” ebook reperibile su iTunes, realizzato  con il supporto della Prof Francesca Salvadori  (scuolalvento)  utilizzando ibook author. Segue qualche riflessione dei ragazzi che sanno di essere privilegiati perché dispongono di  queste tecnologie (sono tutte scuole paritarie quelle intervenute)  ma pur abilitando maggiori possibilità espressive non le considerano sostitutive di libri e quaderni.

Si va verso la chiusura della mattina con Dario Zucchini, che sottolinea l’importanza di una buona infrastruttura di rete, che permetta ai ragazzi di utilizzare i propri dispositivi, orientando le famiglie a comprare smartphone con schermi grandi, quelli che lui chiama “teletablet”e suggerisce che gli insegnanti adottino anche le “app” oltre che i libri di testo, tenendo anche conto che gli smartphone hanno sensori che sono strumenti di misurazione utili per la didattica.   La mia presentazione è un po’ provocatoria, parlo di scuole virtuali, flessibili e senza insegnanti, di fablab a scuola e di scuole senza orari e senza classi, di scuole che sono un gioco. Avrei voluto raccontare l’episodio della ballerina che andava male a scuola citato nel famoso video di Ken Robinson(Come la scuola uccide la creatività) per collegarmi idealmente all’inizio della mattinata ma il tempo corre veloce, per chi fosse curioso le mie slide

Ci si divide in gruppi per discutere: io sono nel gruppo didattica, con una quarantina fra docenti e insegnanti. Si parla di didattica per competenze  e di valutazione autentica, le cose interessanti che fanno i ragazzi non servono per superare la licenza media o l’esame di maturità, e ci si dimostra anche poco coerenti ai loro occhi. C’è una forte esigenza di approfondire, di avere  riferimenti per formarsi. Don Alberto chiude i lavori dicendo “Mi pare che ci sia stato un buon clima” e chi c’era può confermare.

Per continuare il discorso segnalo i seminari Geek DSchola: il primo su tablet e app per la didattica sarà il 14 marzo alle 14.30 all’ITI Majorana di Grugliasco

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