Educazione di domani e Intelligenza Artificiale

Educazione di domani e Intelligenza Artificiale

Dirk Van Damme, capo del Centre for Educational Research and Innovation di OCSE scrive

It makes no sense to design education systems that educate learners to do what computers and robots can do infinitely better

Non ha senso progettare sistemi educativi che insegnano a fare quello che robot e computer possono fare infinitamente meglio

L’OCSE ce lo ripete da tempo (vedi articolo di Annamaria Testa del 2013) che non serve insegnare attività routinarie e facilmente automatizzabili e che servono nuove competenze, le nuove -literacy su ambiente, dati, finanza e nuovi modi di pensare -thinking – pensiero critico, computazionale, progettuale…

Charles Fade l- fondatore del Centro per la riprogettazione del curriculum in un webinar promosso da Creative Business Network ha detto che superata la scolarizzazione di massa, si deve passare alla “raffinatezza” di massa e che l’educazione dev’essere orientata allo sviluppo della personalità, delle abilità e conoscenze e tutte quello che si insegna va rivisto per acquisire i “core concept”.

Van Damme condivide questo approccio: usare l’intelligenza artificiale, libererà tempo per gli studenti che potranno dedicarsi di più all’etica e all’estetica e perché no alle attività manuali. Tuttavia solo alcuni studenti, i più capaci, saranno in grado di imparare dalle IA, mentre i più vulnerabili e in difficoltà avranno bisogno di un insegnante umano che li sostenga emotivamente. Quindi tecnologie per i più bravi oppure per i più scarsi? Sarebbe bello uscire da queste dicotomie una buona volta…

La foto è di Robo Wunderkind on Unsplash

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